Società della prestazione

Società che valuta e controlla mediante sistemi automatici e cibernetici e sensori umani ogni azione effettuata dai suoi componenti, a cui assegna l’obiettivo di aumentare costantemente il livello delle proprie prestazioni. Un esempio di questo modello sono le condivisioni e i “like” dei social media commerciali finalizzati al profitto, ma anche il consumismo, la speculazione finanziaria, il fitness, fino alla trasparenza radicale e al lavoro imprenditivo. La prospettiva coinvolge anche i suffissi 1.0, 2.0 e così via, applicati non solo ai programmi e alle applicazioni, ma anche a presunte “versioni” del Lavoro e perfino della Democrazia, subordinati all’ideologia dell’efficienza.

[Questo articolo è frutto di una rielaborazione del contenuto di Ippolita – Tecnologie del dominio, opera rilasciata con licenza CC BY-NC-SA 4.0, che pertanto ripropone]

7 commenti

  1. […] Produzione di riflessi nel campo delle emozioni mediante l’esibizione di vicende o situazioni che fanno riferimento a vulnerabilità personali. Si tratta di una tecnica molto utilizzata nei social media commerciali, che rendono “accessibile” l’intimo privato in cambio di visibilità. Si colloca nella prospettiva della trasparenza radicale e caratterizza la società della prestazione. […]

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