Folla-lavoro (crowd-work)

Bacino di forza lavoro della gig economy, caratterizzato dalla precarietà e dalla necessità di assommare salario prestazionale in grado di assicurarne la riproduzione. La sua legittimazione culturale e politica è frutto della retorica dell’individuo proprietario e dell’autoimprenditorialità.

La prestazione lavorativa è in genere di tipo esecutivo ed è soggetta a organizzazione automatizzata e algocratica e scandita in task gestite e tracciate da specifiche App, legate a piattaforme di intermediazione, che determinano la retribuzione.

La folla – detta anche Liquid Workclass – è dispersa e si addensa nel cloud al momento della richiesta di prestazione, per poi disperdersi di nuovo, prima della successiva mobilitazione. La sua retribuzione è vincolata all’approvazione del lavoro erogato da parte del committente. Può essere soggetta a iper-lavoro come a sotto-impiego, così come a disoccupazione e a povertà assoluta, ma esiste solo in quanto massa, perché non ha un’identità ricosciuta sul piano sociale e nella prospettiva dello studio sociologico e dell’analisi politica.

 

Alcuni studiosi utilizzano per questa fattispecie l’espressione lavoro servile automatizzato. Il lavoro, infatti, è considerato solo funzione dell”impresa e accessorio dell’ algocrazia.

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