Sovranità della rete e blockchain

Secondo Barberis, le piattaforme hanno sottratto agli Stati il monopolio delle comunicazioni, sfruttando il fatto che il governo americano ha regalato internet alle grandi corporation. Il progetto Libra di Facebook configura l’erosione del monopolio monetario, come l’immaginario e l’agire intorno all’uso delle blockchain. Le policies sull’eventuale censura dei contenuti, inoltre, stanno sottraendo alle istituzioni anche spazi relativi all’assegnazione e al riconoscimento di legittimità.

A proposito di blockchain, “IA: lavorare con l’intelligenza artificiale. Una cassetta degli attrezzi 4.0“ chiarisce che:

Il significato del termine è «blocchi concatenati».
Potremmo definire la blockchain come un database di transazioni. (…)
Di fatto è una piattaforma per lo scambio di informazioni, di dati e per la gestione delle transazioni. Più compiutamente è un database condiviso, decentralizzato, distribuito e criptato.
La blockchain è caratterizzata da:
·       decentralizzazione,
·       trasparenza,
·       sicurezza,
·       immutabilità.
È modificabile solo con il consenso di tutti i partecipanti.
Il database è strutturato in blocchi collegati tra loro in rete.
Ciascun blocco contiene transazioni e costituisce un archivio storico di tutte le transazioni, modificabili solo con l’approvazione dei nodi della rete.
Dunque le transazioni sono immutabili salvo la ri-autorizzazione delle stesse da parte di tutta la rete.
La logica sottesa alla blockchain è quella per cui non esiste un centro e la governance è costruita intorno alla fiducia tra tutti i soggetti e quindi condivisa
.
Nel sistema la medesima informazione è presente in tutti i nodi ed è modificabile con l’approvazione della maggioranza dei nodi.
Per quanto modificata la storia dell’informazione non si trasforma.
Le transazioni validate ed archiviate sono correlate da un «marcatore temporale» (timestamp).
Ogni blocco include l’hash (funzione algoritmica) che identifica il blocco in modo univoco e permette il collegamento con il blocco precedente tramite sua identificazione [e rende l’]operazione non invertibile, identifica in modo univoco e sicuro ciascun blocco.
(…)
La tecnologia blockchain utilizza chiavi crittografate.
Ogni transazione parte con la firma digitale e la «chiave pubblica» di ciascun partecipante.
Sostanzialmente il sistema funziona come un vecchio libro mastro. (…)
Il gestore del libro mastro controlla anche l’accesso alle sue informazioni.
La blockchain consente di garantire la stessa funzionalità della gestione di un libro mastro ma senza fare riferimento ad una struttura centralizzata.
Perché un nuovo blocco sia inserito alla catena deve essere appunto controllato, approvato, validato e crittografato tramite un complesso procedimento matematico (mining).
Nelle blockchain «aperte» chiunque può essere un «miner» e spesso il primo miner che riesce a sfruttare la sua potenza di calcolo per validare per primo un blocco viene ricompensato con la somma delle commissioni per le sue transazioni.
Per cambiare o danneggiare il libro mastro bisognerebbe violare tutte le copie possedute dai partecipanti e farlo simultaneamente.
L’autonomia di ciascun nodo è subordinata al raggiungimento di un consenso sulle operazioni che vengono svolte.
Questa tecnologia sottende processi e filiere di produzione e distribuzione ed è utilizzabile ad esempio nel settore:
·       bancario e finanziario,
·       assicurativo,
·       per pagamenti digitali,
·       in tutte le filiere produttive (agrifood, farmaceutico, settore moda ecc.) per la tracciabilità e la trasparenza delle supply chain,
·       nell’industry 4.0,
·       per gli Smart Contract,
·       nel settore legale,
·       nella logistica (progetti di tracciatura merci-container),
·       nel settore sanitario (ad esempio per fare affidamento su un sistema sicuro e non modificabile per la trasmissione dei dati sui pazienti),
·       per l’autenticazione dei titoli e dei certificati accademici (sistema già usato da molte università),
·       per la certificazione dei diritti di autore,
·       nella gestione delle risorse umane (conservazione e trasmissione curricula, certificazioni di competenze ecc.).
La tecnologia in questione è strettamente legata anche all’IOT (Internet of Thing) perché in grado di certificare l’identità degli oggetti (elemento fondamentale ad esempio per progetti di manutenzione predittiva).

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