Cumulabilità e ICT

Fumagalli riflette sul concetto di cumulabilità:

“(..) una tecnologia è altamente cumula­bile quando il suo utilizzo genera in maniera cumulativa nuova innovazione (…).
Ci sono tecnologie che, nel mo­mento in cui vengono implementate, generano altre tecnologie perché sono dinamiche e non statiche. La differenza più sostanziale fra il paradigma tecnologi­co taylorista e il paradigma Ict sta proprio nel diverso grado di cumulabilità. Le tecnologie tayloriste, infatti, una volta raggiunto il massimo grado di utilizzo e la massima efficienza, si mantengono a quel livello. Il loro utilizzo, in quanto tecnologie meccaniche e stati­che, non consente ulteriori miglioramenti.

Diverso è il caso delle tecnologie che caratterizza­no il paradigma Ict. In quanto tecnologie altamente flessibili e dinamiche (linguaggio, comunicazione ecc.), entrano in gioco i processi di apprendimento che consentono, tramite l’uso e l’interazione, continui progressi nell’efficienza.

Pertanto, possiamo afferma­re che un’innovazione è tanto più cumulabile, quanto più genera processi di apprendimento
. Il linguaggio, per definizione, presenta un elevato grado di cumu­labilità; non facciamo riferimento al solo linguaggio umano, comunque destinato, nel tempo a una conti­nua metamorfosi, ma al linguaggio tecnico-informa­tico, che ha cominciato a svilupparsi con un alfabeto semplicissimo (due segni: 0 e 1) per poi incrementare il grado di complessità, sino a livelli di sofisticazione e di produttività sempre più alti. Ogni paradigma tecnologico, nella storia, presenta un proprio grado di cumulabilità, ma sicuramente il paradigma dell’ICT è quello che presenta il grado più elevato.

Quando un’innovazione è fortemente cumulatale, ne consegue che la prima impresa che la adotta mette in azione processi di apprendimento, in grado di creare un vantaggio competitivo che si mantiene nel tempo Viceversa, una tecnologia meno cumulabile, nel momento stesso in cui si diffonde, non generando altri processi di apprendimento, consente di essere facilmente imitata e il suo grado di opportunità tecnologica tende a distribuirsi in tempi brevi tra più imprese”.





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