Dialogo sociale e tecnologia digitale

Leggiamo in “IA: lavorare con l’intelligenza artificiale. Una cassetta degli attrezzi 4.0“:

(..) La tecnologia – inclusa l’intelligenza artificiale, la robotica e i sensori – offre moltissime opportunità di miglioramento del lavoro: le amministrazioni del lavoro possono individuare i settori ad alto rischio lavorativo e migliorare i sistemi d’ispezione del lavoro attraverso l’acquisizione di informazioni con tecniche di estrazione dei dati; le aziende e le parti sociali possono beneficiare delle facilitazioni offerte dalle tecnologie digitali, quali le applicazioni ed i sensori, per monitorare le condizioni di lavoro e l’osservanza delle norme sul lavoro nelle catene di fornitura; l’utilizzo della tecnologia blockchain – che assicura la trasparenza e la sicurezza attraverso blocchi crittografati e banche dati decentralizzate – potrebbe far sì che si garantisca il pagamento di salari minimi e facilitare la portabilità delle competenze e della protezione sociale per i lavoratori migranti, o il pagamento delle prestazioni di sicurezza sociale in favore di coloro che lavorano nelle piattaforme digitali. I governi e le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori devono investire nella definizione, nella sperimentazione e nella diffusione di tecnologie digitali a sostegno del lavoro dignitoso.
Al tempo stesso, la tecnologia digitale pone nuove sfide riguardo l’effettiva applicazione della protezione sul lavoro. Le piattaforme digitali rappresentano nuove fonti di reddito per molti lavoratori in diverse parti del mondo; tuttavia la frammentazione del lavoro in diversi ambiti internazionali rende difficile monitorare l’effettiva applicazione della normativa in materia di lavoro. A volte questo lavoro è mal retribuito, con compensi inferiori ai salari minimi vigenti senza alcun meccanismo che possa contrastare il trattamento ingiusto. Prevedendo che questa forma di lavoro si espanderà in futuro, la Commissione raccomanda l’elaborazione di un sistema di governance internazionale per il lavoro su piattaforme digitali che definisca e richieda alle piattaforme (e a i loro utenti) di rispettare certi diritti e protezioni minime.
La «Convenzione sul lavoro marittimo» del 2006, che è un codice internazionale del lavoro per i lavoratori marittimi, è una risorsa che potrebbe servire da guida per affrontare le sfide di lavoratori, datori di lavoro, piattaforme e clienti che operano in diverse giurisdizioni (…)

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