Il privato attinge ai dati pubblici

Come precisano Balestrieri e Balestrieri:

[L’]”Executive Order on Maintaining American Leadership in Artificial Intelligence” (…) dà disposizioni specifiche per (…) il baricentro dell’innovazione, ossia l’intelligenza artificiale. Tre sono le indicazioni di maggior interesse di questo documento operativo.(…)

“gli Stati Uniti devono promuovere un quadro internazionale che sostenga la ricerca e l’innovazione americane nell’intelligenza artificiale e che apra i mercati per le industrie americane dell’intelligenza artificiale”, (…) salvaguardando il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti e proteggendo le tecnologie americane dall’acquisizione da parte di competitori strategici e nazioni avversarie, [considerando che] nello scorso secolo, e fino ai nostri giorni, non è esistita nessuna vera minaccia alla superiorità industriale e tecnologica degli Stati Uniti.(…)
Il quadro oggi è diverso perché la Cina costruisce la sua sfida tecnologica su una crescita economica che, in un futuro non troppo lontano, dovrebbe portarla a superare gli Stati Uniti per quanto riguarda la dimensione del PIL. (…)
Per la prima volta dall’ultimo quarto del XIX secolo, gli Stati Uniti stanno per scendere al secondo posto nell’economia globale, per lo meno per quanto riguarda il volume di ricchezza prodotta, e questo non è senza conseguenze sulla capacità di mantenere il primo posto nell’innovazione.

[Una seconda indicazione è la promozione]di standard per l’intelligenza artificiale, ossia sulla creazione di ecosistemi tecnologici favorevoli alle imprese americane. Quando si sviluppa una tecnologia che dà vita a un vasto insieme di industrie, la standardizzazione è condizione necessaria per la diffusione della tecnologia stessa e per la creazione di nuove industrie e mercati. Si pensi all’energia elettrica e alla necessità che l’energia prodotta e distribuita sia coerente con gli apparati che devono utilizzarla. All’inizio del XX secolo, la standardizzazione ha permesso la nascita di sistemi manifatturieri coerenti. (…)
Anche l’intelligenza artificiale, come il 5G, ha bisogno di un ecosistema nel quale espandersi grazie a standard che uniformino prodotti e mercati. Chi riuscirà a dettare gli standard internazionali per l’intelligenza artificiale e per il 5G sarà in vantaggio per la leadership globale. (…)

[L’]“Executive Order on Maintaining American Leadership in Artificial Intelligence” dispone [inoltre]che le agenzie federali mettano a disposizione delle imprese che sviluppano l’intelligenza artificiale i dati raccolti. Il machine learning ha bisogno di grandi volumi di dati e il governo federale può fornirne in quantità. Utilizzare i “dati federali come asset strategico”: questo il mandato presidenziale affidato ai capi delle agenzie governative, che devono provvedere affinché siano garantite la qualità, l’utilizzabilità e l’accesso ai dati stessi da parte della comunità di ricerca impegnata nell’intelligenza artificiale.
Nell’utilizzo di una risorsa pubblica, in questo caso i dati delle agenzie federali, per lo sviluppo di progetti innovativi destinati in primo luogo al mercato (ma con potenziale impiego anche militare) ritroviamo uno schema già analizzato, che rovescia il tradizionale impiego di risorse pubbliche per progetti militari, come durante la Guerra fredda con l’URSS, dando invece vita a un modello di integrazione Stato-imprese fondato sull’incanalare risorse pubbliche per il rafforzamento della competitività sul mercato di soggetti privati.

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