
I. Critica al Capitalismo Digitale e Logistica Estrattiva
Questa sezione si concentra sulla critica sistemica al modello dominante di tecnologia e istruzione, promosso principalmente da Marco Guastavigna.
| Sotto-Tema | Concetti Chiave e Dettagli |
|---|---|
| Decostruzione del Linguaggio Digitale | L’aggettivo “digitale” usato come sostantivo (“il digitale”) è uno pseudo-concetto, un significante confuso che sottende realtà operative e culturali diverse o opposte. L’obiettivo è decolonizzare il linguaggio. |
| Critica all’Innovazione e al Neoliberismo | L’innovazione è spesso confusa con il progresso e trattata come un fine assoluto anziché uno strumento. Questo promuove il tecno-liberismo educativo e una visione competitiva e utilitaristica della società. La centralità dell’innovazione è uno dei cardini della cultura neoliberista. |
| Capitalismo di Sorveglianza ed Estrazione di Valore | La critica si basa sul concetto di capitalismo di sorveglianza (Zuboff) e logistica estrattiva. I dispositivi (come Google o Meta) non sono neutri, ma sistemi di estrazione di intelligenza collettiva e profilazione per il profitto. L’uso di servizi come Google Search sfrutta il lavoro gratuito degli utenti per perfezionarsi. |
| Critica alle Politiche Scolastiche Digitali | La diffusione acritica del digitale nella scuola è vista come sudditanza digitale. Si criticano le “formulazioni-ombrello” come DAD e DID e l’enfasi sui finanziamenti PNRR per plasmare un’istruzione subalterna al capitalismo cibernetico. Le campagne di formazione massiva promuovono un pensiero pedagogico unico e una gerarchizzazione dei docenti (es. modello DigCompEdu: Novizio, Esploratore, ecc.). |
II. Dispositivi Conviviali e Prospettiva Etica (Modello Illichiano)
Questo tema si focalizza sull’alternativa etica e funzionale proposta per superare la logica estrattiva, distinguendo i dispositivi in base alle loro finalità.
| Sotto-Tema | Concetti Chiave e Dettagli |
|---|---|
| Distinzione Estrattivo vs. Conviviale | I dispositivi estrattivi sono orientati al profitto e condizionanti. I dispositivi conviviali (ispirati alla filosofia di Ivan Illich) sono finalizzati alla condivisione della conoscenza, cooperazione, mutualismo, equità e sostenibilità economica/ambientale. |
| Software Libero e Licenze Aperte | Il software libero e l’open source sono pilastri della convivialità. La conoscenza è vista come cooperazione sociale dinamica, non appropriabile in forma esclusiva. Le Creative Commons Licenses (CCPL) permettono la riproduzione e modifica libera di materiali culturali e intellettuali. |
| Pratiche Emancipatorie | I dispositivi conviviali, come le piattaforme Framasoft o i motori di ricerca non profilanti (es. DuckDuckGo), devono essere promossi per sviluppare una didattica autenticamente sperimentale e per riaffermare l’autodeterminazione professionale. |
| Autorialità Digitale Sostenibile | L’autorialità digitale (individuale o collettiva) deve prioritariamente usare software libero e contenuti aperti. Si distingue tra autorialità diretta (progettazione in prima persona) e autorialità di secondo livello (selezione, strutturazione, adattamento di contenuti già esistenti). |
III. Intelligenza Artificiale (AI) e Didattica Scompensativa
Questa area tematica riflette le analisi più recenti sull’impatto epistemologico e didattico dell’AI generativa.
| Sotto-Tema | Concetti Chiave e Dettagli |
|---|---|
| Natura e Limiti dell’AI | L’AI è meglio concettualizzata come comunicazione artificiale e opera come un simulatore statistico che apprende senza (bisogno di) comprendere. Il suo successo deriva dalla ricerca di regolarità statistiche in enormi BigCorpora. |
| Il Ruolo Critico dell’Umano | L’efficacia dell’AI dipende dalla qualità del prompt umano, che richiede capacità culturali e cognitive raffinate. La responsabilità decisionale deve rimanere all’intelligenza umana. Si propone l’uso di autorialità ibrida (Marco + DALL E), purché trasparente e non subordinata al capitalismo cibernetico. |
| Trasparenza Metodologica e “Black Box” | La conoscenza scientifica tradizionale (es. studi di De Mauro) si fonda sulla computazione consapevole e la trasparenza metodologica (“scatola aperta”). L’automatizzazione proprietaria dell’AI opera invece nella “black box”, chiudendo il senso dei propri esiti. |
| Rischio di Scompensazione Didattica | Si critica la sciatteria concettuale della scuola nell’introdurre l’AI. Le tecnologie scompensative confondono la semplificazione con la banalizzazione e rischiano di danneggiare l’apprendimento se non usate con rigore, specialmente quando non si distingue tra misure compensative e dispensative. |
IV. Rappresentazione della Conoscenza e Mappe (Concept/Mentali)
Questa sezione attinge principalmente dalla “Bibliositografia” iniziale, focalizzata sui metodi logico-visivi e sull’apprendimento significativo.
| Sotto-Tema | Concetti Chiave e Dettagli |
|---|---|
| Mappe Concettuali (Concept Maps) e Teoria di Novak | Testi fondamentali spiegano la teoria dell’apprendimento significativo (Ausubel) e la teoria alla base delle Mappe Concettuali (Novak). Le mappe sono uno strumento per l’apprendimento significativo e l’organizzazione della conoscenza. |
| Mappe Mentali e Altri Schemi Visivi | Le mappe mentali (Mind Maps) sono associate alla teoria di Buzan. È cruciale distinguere tra mappe concettuali e mappe mentali. Altri modelli di rappresentazione includono schemi a sintassi libera, “information maps” (che includono decision maps, argument maps, web maps), e mappe concettuali cicliche. |
| Applicazioni Didattiche delle Mappe | Le mappe concettuali sono usate come strategia di facilitazione per l’apprendimento, per la comprensione della lettura, la progettazione del testo/scrittura, e nell’insegnamento di discipline specifiche come fisica, storia, chimica, e filosofia. |
| Mappe e Tecnologia Digitale | L’uso delle mappe è strettamente legato all’information technology. Sono disponibili software specifici (come Cmap) e server per la costruzione cooperativa online. Le mappe sono utilizzate per l’organizzazione delle informazioni di Internet (ad esempio, il metodo Sewcom per la ricerca in rete). |
| Valutazione e Rischi | La valutazione delle mappe concettuali è un tema specifico. Si mettono in guardia sugli errori possibili nella realizzazione delle mappe e sul rischio di banalizzazione dei contenuti e passività dello studente se si usano mappe già pronte come facilitatori. |
V. Scrittura Digitale e Processi Cognitivi
Questo tema si concentra sull’analisi della videoscrittura (word processing) come strumento non solo tecnico, ma procedurale e cognitivo.
| Sotto-Tema | Concetti Chiave e Dettagli |
|---|---|
| Videoscrittura come Processo Procedurale | La videoscrittura (word processor) rende la revisione una componente centrale e ricorrente del processo di scrittura. Favorisce una concezione della scrittura come attività procedurale, meglio insegnabile e imparabile. |
| Struttura e Malleabilità del Testo | L’uso di funzioni come l’outlining (gestione dinamica della “scaletta”) permette di affrontare i rapporti intratestuali in modo nuovo e potente. La plasticità del testo digitale consente perfezionamenti successivi e un rapporto “decentrato” con il testo stesso, visto come oggetto di montaggio e smontaggio. |
| Videoscrittura e Ipertestualità | Il word processor è un ambiente di lettura strutturata e manipolazione di testi finalizzata alla comprensione. L’ipertestualità è l’ambiente più adatto per superare le limitazioni dei WP nell’organizzazione del materiale conoscitivo per l’ideazione di un testo. |
| Multimodalità e Inclusione | Il testo su supporto flessibile consente l’elaborazione di materiali multimodali (testo, audio, immagini, ecc.) facilmente fruibili in modi diversi ed equivalenti (es. stampa in braille, sintesi vocale). Questo supporta l’estensione e prolungamento delle capacità umane e l’individualizzazione compensativa dei percorsi. |
In sintesi, l’analisi tematica rivela una transizione dal focus iniziale sulla teoria dell’apprendimento e sulla visualizzazione della conoscenza (Mappe Concettuali e Mentali) verso una critica socio-politica radicale che utilizza i principi etici della trasparenza e della cooperazione (software libero, dispositivi conviviali) come unica alternativa valida all’egemonia del capitalismo digitale e della logistica estrattiva nella scuola.
La distinzione tra Logistica Estrattiva e Logistica Conviviale funge da bussola etica per valutare se un dispositivo digitale sia orientato all’accumulo di profitto e alla profilazione (il cui valore è nella “black box”) o se invece supporti lo sviluppo umano equo e la conoscenza come bene comune (operando in “scatola aperta”).
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Il blog “Concetti contrastivi,” curato da Marco Guastavigna, è caratterizzato da una prospettiva dichiaratamente politica, critica e militante. L’obiettivo principale è decostruire l’ideologia che sottende l’innovazione tecnologica nella scuola e contrastare il “pensiero unico” sul tema del “digitale”.
I temi centrali del blog, analizzati attraverso il filtro dell’economia, della sociologia, del diritto e dell’antropologia, possono essere raggruppati nelle seguenti macro-aree:
I. Critica all’Egemonia del Capitalismo Digitale e Logistica Estrattiva
Questa è la pars destruens del blog, che denuncia l’infiltrazione e il controllo dei grandi player tecnologici sul sistema educativo.
- Decostruzione del Linguaggio Digitale: Il blog critica l’uso dell’aggettivo “digitale” come sostantivo (“il digitale”), definendolo uno “pseudo-concetto” che sottende realtà operative e culturali opposte. L’obiettivo è la decolonizzazione del linguaggio per un pensiero analitico e autonomo.
- Critica all’Innovazione come Fine: Si contesta la centralità dell’innovazione, spesso confusa con il progresso, e trattata come un fine assoluto anziché uno strumento. Questo approccio è visto come un cardine della cultura neoliberista e del tecno-liberismo educativo.
- Logistica Estrattiva e Sorveglianza: La critica si focalizza sul capitalismo della sorveglianza (Zuboff) e la logistica estrattiva. I dispositivi come Google o Meta sono visti come sistemi sofisticati per l’estrazione di intelligenza collettiva e la profilazione degli utenti a scopo di profitto, spesso mascherati da servizi “gratuiti”.
- Sudditanza Digitale nella Scuola: Vengono criticate le politiche scolastiche (incluse quelle finanziate dal PNRR) che promuovono l’adattamento acritico e la sudditanza digitale attraverso l’esternalizzazione dei servizi ai grandi oligopoli del capitalismo cibernetico.
- Gerarchizzazione Professionale: Si denuncia la gerarchizzazione funzionale e tecnocratica della professione docente, esemplificata dai sei livelli di padronanza del modello DigCompEdu (Novizio, Esploratore, Sperimentatore, ecc.), visti come “gradienti di asservimento” e promossi nell’ottica della modernizzazione conservatrice.
II. L’Alternativa Etica: Dispositivi Conviviali e Didattica Emancipatoria
La pars construens del blog propone la via dell’alternativa, basata sui principi di Ivan Illich e della filosofia open.
- Antitesi Estrattivo vs. Conviviale: La contrapposizione politicamente significativa non è “digitale sì” contro “digitale no,” ma tra dispositivi a logistica estrattiva (orientati al profitto e condizionanti) e dispositivi a vocazione aperta e decentralizzata (conviviali).
- Software Libero e Mutualismo: I dispositivi conviviali si basano sul software libero (free software, inteso come free speech e non free beer), sulle Creative Commons Licenses (CCPL) e sui contenuti aperti. Questi promuovono la cooperazione non competitiva, il mutualismo e la conoscenza come bene comune.
- Didattica Autenticamente Sperimentale: L’approccio emancipatorio richiede una didattica autenticamente sperimentale, che si ponga obiettivi emancipanti anziché adattivi, utilizzando un linguaggio autodeterminato e analitico per demistificare il tecno-entusiasmo.
- Autorialità Digitale Sostenibile: Viene promossa la costruzione di una autorialità digitale sostenibile, preferibilmente collettiva, che impieghi prioritariamente software libero e contenuti aperti. Questa si articola in:
- Autorialità diretta: Progettazione e realizzazione in prima persona di materiali.
- Autorialità di secondo livello: Selezione, strutturazione, adattamento e associazione critica di contenuti digitali esistenti.
III. Intelligenza Artificiale (AI) e Trasparenza Epistemologica
Il blog si impegna nella decostruzione dell’AI per combattere la sua mistificazione e il soluzionismo tecnologico.
- AI come Comunicazione Artificiale: L’AI non è intelligenza umana, ma è meglio concettualizzata come comunicazione artificiale, che opera come simulatore statistico che apprende senza (bisogno di) comprendere.
- Black Box vs. Scatola Aperta: La critica epistemologica si concentra sull’opacità dei sistemi di AI proprietari (la “black box”), contrapposta alla computazione consapevole e alla trasparenza metodologica (modello “scatola aperta”) richiesta dalla ricerca scientifica rigorosa.
- Tecnologie Scompensative e Prompt Engineering: Viene criticata la sciatteria concettuale della scuola nell’introdurre l’AI, che non distingue tra misure compensative e dispensative, rischiando di scompensare l’apprendimento. Si denunciano inoltre la centralità del prompt engineering e la vendita di “imbeccate” come saperi completi.
In sintesi, i temi di Concetti contrastivi si concentrano sulla necessità di un cambiamento radicale nella logistica della conoscenza, spostando il dibattito dagli strumenti (il “digitale”) alle finalità etico-politiche.
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Documento di Briefing: Analisi del Pensiero Critico di Marco Guastavigna su Tecnologia e Istruzione
Il corpus di scritti di Marco Guastavigna offre un’analisi critica, profonda e politicamente orientata dell’integrazione dei dispositivi digitali nel contesto educativo e sociale italiano. L’elemento centrale del suo pensiero non è una sterile contrapposizione tra “tecnologia sì” e “tecnologia no”, ma una fondamentale scelta etica e politica tra due modelli antitetici: i dispositivi digitali estrattivi, legati al capitalismo di sorveglianza e finalizzati alla profilazione e al profitto, e i dispositivi digitali conviviali, ispirati alla filosofia di Ivan Illich e orientati alla cooperazione, al mutualismo e a uno sviluppo umano equo.
Guastavigna compie una decostruzione sistematica del linguaggio mainstream, identificando termini come “il digitale” e “innovazione” come “pseudo-concetti” che mascherano un’ideologia tecno-liberista e impongono alla scuola un percorso di adattamento acritico. La sua critica più recente si concentra sull’Intelligenza Artificiale, che egli riconcettualizza come “comunicazione artificiale”: dispositivi che “apprendono senza comprendere” e il cui uso efficace richiede elevate competenze umane per la formulazione dei prompt e la valutazione dei risultati, mantenendo la responsabilità e il controllo saldamente nelle mani dell’essere umano.
Attraverso la sua analisi, che spazia dai primi lavori sulla videoscrittura e le mappe concettuali fino alla critica radicale della platform society, Guastavigna propone una via alternativa. L’obiettivo è la costruzione di una dimensione professionale per gli educatori che sia autodeterminata, democratica, emancipatoria e inclusiva, fondata sulla trasparenza metodologica (il modello “scatola aperta”) e sull’adozione consapevole di tecnologie conviviali.
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1. Introduzione: Posizionamento e Impianto Critico di Marco Guastavigna
La produzione saggistica e giornalistica di Marco Guastavigna si distingue per una coerenza metodologica radicata nella sociologia critica e nell’analisi politica. Ex insegnante e formatore con esperienza pluridecennale, si auto-definisce un “ricercatore inopportuno e libero dall’opportunismo”. Questo posizionamento non è una mera nota biografica, ma una scelta metodologica che gli conferisce l’autonomia intellettuale per criticare le strutture di potere che gestiscono la “logistica della conoscenza”, inclusi accademia ed enti analoghi.
La sua analisi non è di natura tecnica, ma civica, etica, ecologica e giuridica. L’intento dichiarato è contrastare il “pensiero unico” che domina il dibattito sulla scuola, denunciando la logica della competizione e l’egemonia del capitalismo di sorveglianza. La sua prospettiva è dichiaratamente militante, volta a fornire strumenti per una resistenza attiva e una progettazione alternativa.
2. Tema Centrale I: La Decostruzione del “Digitale” e la Deriva Ideologica
Una delle operazioni concettuali fondamentali di Guastavigna è la decostruzione del linguaggio che circonda la tecnologia.
- “Il Digitale” come Pseudo-Concetto: L’uso dell’aggettivo “digitale” come sostantivo è identificato come uno “pseudo-concetto”. Si tratta di un significante nebuloso e confuso, privo di un indirizzo semantico verificabile, capace di sottendere realtà operative e culturali diverse o persino opposte. Questa formulazione “ombrello” traveste lessicalmente il tecno-liberismo educativo, un’ideologia basata su un’idea competitiva e utilitaristica della società.
- La Critica all'”Innovazione”: L’innovazione, spesso confusa con il progresso, viene criticata quando è considerata un fine assoluto anziché uno strumento. Questo approccio ideologico, definito la “deriva demagogica dell’innovazione tecnologica”, costringe la scuola a un “percorso obbligato di adattamento” a modelli cognitivi e culturali imposti. Tale deriva si articola in una triade distruttiva:
- Pensiero Pedagogico Unico: L’omologazione delle pratiche didattiche a un modello dominante.
- Marketing Concettuale: La diffusione di slogan e anglismi privi di reale significato.
- Darwinismo Digitale: Una visione competitiva che seleziona e premia l’adattamento tecnologico acritico.
3. Tema Centrale II: L’Antitesi Etica – Dispositivi Estrattivi vs. Conviviali
Per superare la polarizzazione “digitale sì/no”, Guastavigna introduce una distinzione cruciale basata sulle finalità dei dispositivi, ispirata al concetto di convivialità di Ivan Illich.
3.1. La Logistica Estrattiva del Capitalismo Cibernetico
Questo modello, tipico delle grandi piattaforme (GAFAM, Meta), è orientato all’estrazione di valore. Le sue caratteristiche principali sono:
- Estrazione e Profilazione: I servizi non sono neutri, ma sistemi sofisticati per l’estrazione di intelligenza collettiva e la profilazione degli utenti. I dati raccolti diventano materia prima per profitti, attraverso marketing personalizzato e la vendita di “prodotti predittivi”.
- Capitalismo di Sorveglianza: Questo modello, teorizzato da Shoshana Zuboff, trasforma l’esperienza umana in dati comportamentali da monetizzare.
- Sudditanza Digitale: L’adozione acritica di queste piattaforme da parte di istituzioni come la scuola, accelerata dalla Didattica a Distanza (DAD) e consolidata dai fondi PNRR, è vista come una forma di sottomissione che normalizza la dipendenza da software proprietario e logiche aziendali.
3.2. L’Alternativa Conviviale
In netta opposizione, i dispositivi conviviali sono finalizzati a uno sviluppo umano equo e sostenibile.
- Principi Fondamentali: I loro scopi sono la condivisione paritaria della conoscenza, la cooperazione non competitiva, il mutualismo e la sostenibilità ambientale. Sono strumenti aperti, equi e “austeri”.
- Caratteristiche Operative: Valorizzano l’accesso senza profilazione, la riservatezza e il diritto all’anonimato. La conoscenza è considerata un bene comune.
- Esempi Concreti:
- Software Libero (Free Software): Basato su licenze (come la GPL) che garantiscono all’utente la libertà di usare, copiare e modificare il codice, in opposizione al software proprietario.
- Piattaforme Mutualistiche: Piattaforme “degooglizzate” come Framasoft, che non sono finalizzate al profitto né all’estrazione di dati.
- Contenuti Aperti: Materiali rilasciati con licenze come le Creative Commons (CCPL), che ne permettono la libera riproduzione e modifica.
4. Analisi Approfondita: La Critica all’Intelligenza Artificiale (2022-2023)
Negli scritti più recenti, concentrati nella rubrica “sopravvivere al 2.0”, Guastavigna offre un’analisi epistemologica rigorosa dell’Intelligenza Artificiale (AI).
- Riconcettualizzazione: da “Intelligenza” a “Comunicazione Artificiale”: Riferendosi a Elena Esposito, suggerisce di sostituire il termine “Intelligenza Artificiale” con “comunicazione artificiale”. La chiave di comprensione è che questi dispositivi apprendono senza la necessità di comprendere. Operano come simulatori statistici di conversazioni, riproducendo i risultati di processi cognitivi umani senza replicarne i meccanismi di comprensione logico-deduttiva.
- Il Ruolo Umano Ridefinito: L’efficacia di un’AI generativa (come ChatGPT o DALL·E) non risiede nella macchina, ma nell’essere umano che la interroga.
- La Centralità del Prompt: Per ottenere risultati utili sono necessarie capacità culturali e cognitive elevate e raffinate nell’utente, che deve saper definire obiettivi, stile e registro, guidando il dialogo con l’agente artificiale.
- Responsabilità e Controllo: I compiti esecutivi e ripetitivi possono essere delegati all’AI, ma la responsabilità e il controllo su intenzioni, progettazione e valutazione devono rimanere indiscutibilmente umani.
- Autorialità Ibrida e Trasparenza: L’uso collaborativo dell’AI (“autorialità ibrida”) è accettabile solo se dichiarato esplicitamente, estendendo le capacità umane senza delegare prestazioni intellettuali in modo occulto.
- Critica all’Approccio Scolastico: Guastavigna etichetta l’approccio della scuola all’AI come “sciatteria concettuale”. La scuola confonde semplificazione con banalizzazione e non comprende la differenza tra misure compensative (che aiutano) e dispensative (che esonerano). Tecnologie introdotte senza rigore rischiano di scompensare l’apprendimento. Il vero rischio non è la pigrizia degli studenti, ma l’adattamento dell’istituzione scolastica a metriche di efficienza e misurabilità imposte dal mercato.
5. Analisi Approfondita: Rappresentazione della Conoscenza e Didattica
Il pensiero di Guastavigna è storicamente radicato in una riflessione profonda su come la conoscenza viene organizzata, rappresentata e trasmessa.
- Dalla Videoscrittura alle Mappe Concettuali: Già nel 1992, in un articolo con Luciano Rosso, analizzava come il word processor rendesse il testo un oggetto plastico, favorendo una concezione della scrittura come attività procedurale e dinamica. Questa attenzione si è poi estesa alle rappresentazioni grafiche della conoscenza, come documentato dalla vasta “Bibliositografia” sulle mappe concettuali. In questo campo, ha sempre sottolineato la necessità di superare le “inutili contrapposizioni” e di distinguere rigorosamente tra i diversi modelli logico-visivi (es. mappe concettuali di Novak vs. mappe mentali di Buzan).
- Trasparenza Metodologica vs. “Black Box”: Guastavigna contrappone due modelli di produzione della conoscenza:
- Il Modello “Scatola Aperta”: Tipico dell’indagine scientifica rigorosa (cita gli studi di Tullio De Mauro sul Vocabolario di Base), in cui il corpus (dataset) e la metodologia sono dichiarati e condivisibili, permettendo una verifica trasparente.
- Il Modello “Black Box”: Tipico dell’automatizzazione proprietaria e dell’AI, che tende a nascondere il percorso e il senso dei propri esiti.
Questo principio si applica direttamente alla didattica: fornire agli studenti mappe concettuali già pronte è controproducente, poiché li priva del processo cognitivo di costruzione della conoscenza, portando a un apprendimento meccanico e passivo.
6. Prospettive e Proposte: Verso una Pratica Emancipatoria
L’analisi critica di Guastavigna non si limita alla denuncia (pars destruens), ma articola una serie di proposte operative (pars construens) per una pratica didattica e professionale alternativa.
- Autorialità Digitale Sostenibile: Propone un modello di produzione culturale che sia consapevole e intenzionale. Si articola in due ideal-tipi:
- Autorialità Diretta: La progettazione e realizzazione in prima persona di materiali, utilizzando prioritariamente software libero e contenuti aperti, controllando i flussi di dati e garantendo la compatibilità.
- Autorialità di Secondo Livello: La selezione, strutturazione, adattamento e associazione di materiali digitali esistenti con percorsi di rielaborazione attiva, operando scelte consapevoli e ragionate.
- Didattiche a Logistica Variabile: Per superare il concetto monolitico e gergale de “la DAD”, propone di parlare di didattiche a logistica variabile (in presenza, a distanza, mista, emergenziale, consolidata). La discriminante fondamentale non è la logistica, ma l’intenzione progettuale che la sottende, che può essere emancipante oppure adattiva (finalizzata all’occupabilità e alle esigenze del mercato).
| Intenzione Emancipante | Intenzione Adattiva |
| Obiettivo: Partecipazione critica alla sfera pubblica. | Obiettivo: Flessibilità per le esigenze del mercato del lavoro. |
| Tecnologie: Prevalentemente conviviali, aperte, mutualistiche. | Tecnologie: Prevalentemente estrattive, proprietarie, competitive. |
| Approccio: Sperimentale, basato su bisogni formativi reali. | Approccio: Adattamento a standard e skills richieste dal mercato. |
| Conoscenza: Bene comune, cooperazione sociale. | Conoscenza: Capitale, risorsa per il vantaggio competitivo. |
7. Conclusione
L’evoluzione intellettuale di Marco Guastavigna traccia un percorso che va dall’analisi pragmatica degli strumenti digitali a una critica ontologica e politica radicale del tecnocapitalismo. Il suo contributo più significativo è l’aver fornito un framework etico (estrattivo vs. conviviale) che sposta il dibattito dalla tecnologia in sé alle sue finalità sociali e politiche.
La sua prospettiva non è di rifiuto, ma di resistenza attiva e progettazione alternativa. Richiede agli operatori della conoscenza di sviluppare una dimensione professionale autodeterminata, democratica ed emancipatoria, che implica un uso critico dei dispositivi, la valorizzazione della trasparenza metodologica e la scelta deliberata di piattaforme mutualistiche. Il suo lavoro si configura come una risorsa essenziale per chiunque intenda navigare la complessità della società digitale con consapevolezza critica.
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