Newman chiarisce:
Alle origini di una nuova tecnologia c’è sempre una (…) fase (…) di invenzione e sviluppo, a opera o di una singola persona che armeggia in un garage, oppure di una squadra di persone al servizio di un laboratorio governativo o della divisione ricerca e sviluppo di un’azienda. L’invenzione è spesso presentata nelle narrazioni popolari come l’opera di un genio solitario ed eroico che ambisce a innovare sfidando le avversità. In realtà è frutto di una pratica di routine spesso condotta da gruppi di ricercatori che perseguono specifici obiettivi nel quadro di determinate istituzioni, prendendo le mosse da conoscenze e tecnologie già esistenti. (…) l’adozione di una determinata tecnologia può avvenire solo attraverso la distribuzione agli utenti. Il che impone spesso una qualche forma di commercializzazione, soprattutto quando si tratta di nuovi prodotti di consumo da vendere al pubblico. Le nuove tecnologie vengono spesso presentate in pompa magna come soluzioni straordinarie in grado di risolvere problemi ordinari (…). Tale retorica rivoluzionaria può essere innescata e alimentata dall’alto, attraverso enormi operazioni di marketing, ma può anche scaturire dall’immaginario popolare. (M. Z. Newman, “Media. Una cassetta degli attrezzi”)