Caratterizza le opere dell’IA,
una sorta di plagio trasversale non solo di opere preesistenti, ma anche dei meccanismi di funzionamento delle menti degli autori delle stesse. L’AI avrà un “DNA”, di volta in volta, figlio delle menti degli autori delle cui creazioni intellettuali si è nutrita per produrne di nuove artificiali! La creazione artificiale derivata non possederà, come riconoscibili, gli elementi creativi delle creazioni intellettuali originarie. (L. Chimienti, “Diritto di Autore 4.0. L’intelligenza artificiale crea?”)