Pensiero istituito, non istituente

Curcio propone un approccio molto interessante:

L’intelligenza artificiale è una strategia di conquista dell’immaginario (…) [che promette] un potere illimitato su un servitore di due padroni (…) sottomesso in primo luogo alle Big Tech che hanno il monopolio delle tecnologie; e in seconda battuta accattivante nei confronti di utenti che, ad ogni nuova interazione, contribuiscono ad accrescere la sua potenza e il (…) [proprio] tasso di subalternità (…) la profilazione degli utenti si farà ancora più profonda e onnilaterale (…) [mentre] il grado di libertà personale si adagerà sullo zero. (…) [A questo si affianca l’addomesticamento cognitivo. (…) Le macchine non pensano, utilizzano analisi procedurali fondate sul calcolo: elaborazione del linguaggio naturale, analisi del “sentimento”, estrazione di opinioni.] (…) la risposta si configura come un assemblaggio semiotico il cui grado di probabilità dipende da tre fattori: le parole con cui è stata posta la richiesta di interazione, la ricchezza dei riferimenti con cui il sistema intelligente è stato addestrato, la struttura ingegneristica chat-IA (…) ciò che il dispositivo non può fare è (…) proporre una risposta creativa, non prevista, non desiderata nei magazzini in cui sono stoccati i suoi dati di riferimento (…) che nasca da associazioni non consuete, improbabili, proiettate a suggerire un mutamento del sistema (…) [l’intelligenza umana mostra la sua potenza proprio] immaginando e perseguendo quei cambiamenti sociali che liberano gli umani sfruttamenti e selvaggi, vale a dire cercando varchi per l’esperienza umana oltre il giogo ad essa imposto dal modo di produzione capitalistico nella sua attuale fase cibernetica. (…) [Infine, bisogna considerare] il (…) carattere di scatola nera zeppa di brevetti insondabili. (…) le procedure sono coperte e brevettate, in parte per la natura concorrenziale del capitalismo cibernetica, in parte perché alcune di esse sono per così dire “indicibili”. Filtri e orientamenti filosofico-politici ed etici dei loro padroni anche qui giocano la loro parte. (R. Curcio, “Sovramplicazioni. Le interferenze del capitalismo cibernetico nelle pratiche di vita quotidiana”)