Automazione e lavoro

Due categorie principali definiscono i possibili usi dell’automazione in contesti legati all’occupazione:

  • automazione di qualsiasi processo decisionale che possa incidere in qualche misura sui diritti e sulle condizioni di lavoro dei lavoratori;
  • automazione dei compiti, delle attività e delle procedure meccaniche sul posto di lavoro per assistere i lavoratori nello svolgimento delle loro mansioni o come mezzo per sostituire in tutto o in parte i lavoratori in qualsiasi fase del processo lavorativo (robot industriali, controlli di qualità automatizzati, veicoli autonomi, magazzini intelligenti, manutenzione predittiva).

Una decisione presa da un sistema Automated Decision-Making è considerata la decisione dell’utente che attua, impiega o applica tale ADM nel prendere o sostenere decisioni per gli scopi e nell’ambito della sua attività. Di conseguenza, le conseguenze giuridiche di una siffatta decisione devono essere attribuite all’utente, indipendentemente dal fatto che la decisione sia stata presa con mezzi automatizzati. A tal fine, il datore di lavoro è l’utente. (…) Le principali questioni giuridiche sono state identificate come incentrate su quattro questioni: legalità (l’uso dell’IA è consentito dalla legge?), validità (le decisioni adottate dall’IA sono valide?), applicabilità (le decisioni e le azioni compiute dall’IA possono essere applicabili?) e responsabilità (chi è responsabile?).

(fonte: Rodríguez de las Heras Ballell T., “Automating employment: a taxonomy of the key legal issues and the question of liability”, in Ponce del Castillo (ed.) “Artificial intelligence, labour and society”, ETUI. – traduzione in proprio)