Descrivere i dispositivi digitali come prodotti sociali a prevalente impianto capitalistico e svelarne le ambiguità in modo emancipato e con scopo emancipante è dovere politico-culturale di una critica radicale della "platform society", capace di decostruire mediante cortocircuiti concettuali l'inganno tecno-liberista della "società della conoscenza sorvegliata" e dell'estrattivismo.
LinkedIn Con oltre 590 milioni di utenti, LinkedIn comunica di voi le seguenti informazioni. – La vostra storia lavorativa. – Dove avete conseguito i vostri titoli di studio. – Quale istituto superiore avete frequentato. – Club e risultati accademici in cui siete coinvolti. – Persone che possono testimoniare le vostre capacità.
Facebook Con i suoi oltre 2,23 miliardi di utenti, Facebook racconta a tutti le seguenti informazioni. – Qual è la vostra musica preferita. – Quali sono i film che preferite. – A quali associazioni appartenete. – Quali sono i vostri amici. – Come è composta la vostra famiglia. – Dove e quando andate in vacanza. – Quali cibi preferite. – I luoghi in cui avete vissuto. – E molto, molto altro ancora.
Twitter Con i suoi 326 milioni di utenti, Twitter dice di voi le seguenti cose. – Che cosa state facendo adesso. – Quali sono le vostre abitudini alimentari. – Dove vi trovate esattamente. – Qual è il vostro stato emotivo (nei limiti di 280 caratteri). (C. Hadnagy, “Human Hacking. Influenzare e manipolare il comportamento umano con l’ingegneria sociale”)
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