Harari sintetizza:
Quando Demostene teneva un’orazione pubblica ad Atene, intorno al 350 a.C., si rivolgeva principalmente al ristretto pubblico effettivamente presente nell’agorà ateniese. Quando John Quincy Adams tenne il suo primo messaggio annuale nel 1825, le sue parole si diffusero al passo di un cavallo. Quando Abraham Lincoln pronunciò il suo discorso di Gettysburg il 19 novembre 1863, telegrafi, locomotive e piroscafi trasportarono le sue parole molto più velocemente in tutta l’Unione e oltre. Il giorno dopo il New York Times aveva già ristampato il discorso per intero, così come numerosi altri giornali, dal Portland Daily Press nel Maine all’Ottumwa Courier nell’Iowa. (…) Un secolo dopo, le cose subirono un’accelerazione. Per la prima volta nella storia, le nuove tecnologie permisero a masse di persone, sparse su vasti territori, di connettersi in tempo reale. Nel 1960, circa 70 milioni di americani (il 39% della popolazione totale), sparsi nel continente nordamericano e oltre, guardarono i dibattiti presidenziali Nixon-Kennedy in diretta televisiva, mentre altri milioni li ascoltarono alla radio. (…) . La democrazia su larga scala era diventata fattibile. (Y. N. Harari, “Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA”)