D’Isa è illuminante:
Al momento è possibile personalizzare solo i sistemi open source grazie al fine-tuning, almeno finché i dati sono di uso pubblico. Con l’ennesima stretta sul copyright questo lavoro già non facilissimo diventerebbe molto oneroso e potremo affidarci solo al dataset di proprietà delle aziende, perdendo così il potere di modificare il mondo cognitivo delle IA, che come dicevamo è già limitato e molto vicino alla sensibilità anglosassone. È forse la battaglia più importante, quella tra IA imposte e governate dall’alto o liberamente modificabili dal basso. (F. D’ISA, “La rivoluzione algoritmica delle immagini. Arte e intelligenza artificiale”)