I centri di annotazione dati, essenziali per l’addestramento dell’IA, utilizzano tecnologie di controllo del lavoro simili a quelle sviluppate nelle piantagioni coloniali.
- Monitoraggio dello sforzo, non del risultato: Le fonti evidenziano che, a differenza della semplice assegnazione di compiti con una verifica finale, il “gang system” delle piantagioni si concentrava sul monitoraggio costante dello sforzo dei lavoratori per massimizzare la produttività. Questo approccio si riflette nei moderni centri di annotazione, dove i lavoratori sono costantemente monitorati attraverso software, telecamere a circuito chiuso e team leader che supervisionano la loro attività. L’obiettivo è garantire un ritmo di lavoro costante e intenso, massimizzando l’output dei dati annotati.
- Tecnologie di controllo ereditate: Le fonti sottolineano che le tecniche di gestione del lavoro utilizzate nei centri di annotazione dati hanno una lunga storia che risale alle piantagioni. Queste tecniche, inizialmente sviluppate per controllare gli schiavi, sono state successivamente adattate alle fabbriche industriali e ora sono impiegate nei centri di annotazione dati. L’utilizzo di sistemi biometrici per l’accesso, telecamere a circuito chiuso e software di monitoraggio della produttività crea un ambiente di lavoro altamente controllato e disciplinato.
In sintesi, i centri di annotazione dati ereditano un sistema di controllo del lavoro che affonda le sue radici nelle piantagioni coloniali. Sebbene le forme di coercizione siano diverse, l’obiettivo di massimizzare la produttività attraverso il controllo costante e la disciplina dei lavoratori rimane centrale.
[NotebookLM su “Feeding the Machine: The Hidden Human Labour Powering AI” di James Muldoon, Mark Graham, Callum Cant]
gli annotatori sono disciplinati nell’eseguire le stesse azioni di routine più e più volte alla massima velocità. Sperimentano una curiosa combinazione di noia completa e ansia soffocante allo stesso tempo. Questa è la realtà di fronte alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale: persone che lavorano sotto sorveglianza oppressiva a un’intensità furiosa solo per mantenere il loro lavoro e sostenere le loro famiglie. (Dal libro sopracitato)