Essenzialismo tecnologico e sue implicazioni

Selwyn descrive:

[Molto diffuso] è l’assunto di fondo che le tecnologie digitali hanno qualità coerenti e durature indipendentemente da quando, dove e per quali scopi vengono utilizzate. Questo modo di pensare può essere definito “essenzialismo tecnologico” e sta alla base di tre modi di pensare alla tecnologia basati sul senso comune. Il primo è vedere le tecnologie come distinte dalle condizioni sociali e storiche da cui sono emerse (“astoricizzazione“). Il secondo è l’affermazione che l’essenza della tecnologia risiede in qualche modo al di là degli esseri umani che la sviluppano e la usano; in altre parole, le tecnologie funzionano in modo autonomo che è in gran parte al di fuori del controllo umano (“sostanzialismo“). Il terzo è la convinzione che tutti i dispositivi tecnologici esprimano la stessa essenza (“unidimensionalismo“). Queste comprensioni della tecnologia tendono a sfociare in una delle due risposte: o “un abbraccio acritico della totalità dei dispositivi tecnologici” o “un rifiuto tecnofobico della tecnologia tout court“. (N. Selwyn, “Education and Technology: Key Issues and Debates” III edizione – Traduzione in proprio)