Bartoli fa davvero riflettere:
Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale ha (…) mosso i suoi primi passi nel mondo accademico: fino al 2014 i modelli di machine learning più significativi erano stati sviluppati proprio in ambito universitario. Da allora negli Stati Uniti il settore economico privato ha preso il sopravvento, tanto che nel 2022 i modelli di machine learning sviluppati dall’industria sono stati 32 a fronte dei soli tre prodotti dal mondo accademico. Anche dal punto di vista del reclutamento di specialisti l’inversione di tendenza verificatasi negli ultimissimi anni è stata radicale: le università americane che prevedono formazione nell’ambito dell’IA sono in costante aumento (dal 10,2% del 2010 al 19,1% del 2021) ma se nel 2011 più o meno la stessa percentuale di nuovi dottorandi in questo campo si divideva poi in maniera equa tra industria (40,9%) e accademia (41,6%), nel 2021 il rapporto è si è totalmente sbilanciato: 65,4% da una parte, 28,2% dall’altra. Oltre alla possibilità di offrire compensi più ingenti, ciò è determinato dal fatto che realizzare sistemi di IA all’avanguardia richiede sempre più grandi quantità di dati, computer dalle prestazioni elevatissime e denaro, risorse di cui la grande industria dispone appunto in quantità nettamente maggiore rispetto al mondo della ricerca, a meno di ingenti investimenti dello Stato nell’università pubblica. Se si prendono ad esempio i modelli di apprendimento linguistico di grandi dimensioni, vediamo che GPT-2, lanciato nel 2019, considerato da molti il primo grande esemplare di questa categoria, era basato su 1,5 miliardi di parametri e il costo stimato del suo addestramento è stato di 50 mila dollari; solo tre anni dopo è arrivato PaLM, che dispone di 540 miliardi di parametri e il cui costo di addestramento è stato di circa 8 milioni di dollari: PaLM è quindi circa 360 volte più grande di GPT-2 ed è costato 160 volte di più. Più i sistemi di IA si sviluppano e più costano; maggiori sono i costi richiesti e maggiori sono gli spazi che si aprono per la grande industria privata, che in assenza di una rigida regolamentazione non trova concorrenza visti i grandi capitali che può investire. (F. BARTOLI, “I PADRONI DELL’IA” – Micromega 6/2024)