… andrebbero fondati gli “studi critici sulla logistica della conoscenza e dell’istruzione“.
Dovrebbe nascere e diffondersi uno “sguardo logistico” sulla produzione predatoria, la recinzione e la distribuzione delle informazioni. Che denunciasse con precisione emancipata il concetto di “condivisione” del capitalismo della cognizione cibernetica e chiarisse l’origine dei pattern e delle capacità predittive e generative dell’intelligenza artificiale, decostruendone le caratteristiche di scambio ineguale.
Andrebbe compreso che la potenza dell’infrastruttura diventa potere epistemico, dominio operativo, sapere condizionante e condizionato, che richiede competenze adattive e ruoli subordinati e subordinanti.
Dovrebbe essere colta la valenza distruttiva che i dispositivi hanno esercitato e continuano a esercitare nei confronti dell’ambiente e del pianeta.
[Il riferimento è Into the black box (a cura di), “Futuro presente. Il dominio globale del mondo secondo Amazon“ ]