Descrivere i dispositivi digitali come prodotti sociali a prevalente impianto capitalistico e svelarne le ambiguità in modo emancipato e con scopo emancipante è dovere politico-culturale di una critica radicale della "platform society", capace di decostruire mediante cortocircuiti concettuali l'inganno tecno-liberista della "società della conoscenza sorvegliata" e dell'estrattivismo.
il processo di infrastrutturazione [trasforma] la violenza strutturale in un fenomeno ancora più diffuso, riscontrabile in sempre più contesti. Definisco questo nuovo tipo di violenza “violenza infrastrutturale”; condivide tutte le caratteristiche della violenza strutturale, ma è ancora più diffusa e moltiplicata. Man mano che leinfrastrutture trascendono i confini istituzionali e i dati vengono riadattati, le probabilità di danno si moltiplicano. Man mano che le infrastrutture di dati diventano onnipresenti, la violenza diventa sempre più presente e diffusa, quasi come una forma di violenza ambientale. (M. Madianou, “Technocolonialism: When Technology for Good is Harmful”)
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