L’Intelligenza Artificiale come Rapporto Sociale: Analisi Critica e Prospettive Alquatiane

Il presente briefing analizza lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) attraverso le categorie teoriche di Romano Alquati e la teoria della mercificazione dell’esperienza di Maurizio Pentenero. L’analisi demistifica la concezione dell’IA come entità autonoma, definendola invece come un rapporto sociale cristallizzato e un sistema strutturalmente aperto che dipende necessariamente dall’integrazione delle “esclusività umane”.
I punti chiave emersi includono:
- L’IA come Macchina Aperta: Contrariamente ai miti tecnocratici, l’IA non è autosufficiente; richiede un’infrastruttura massiccia di lavoro umano invisibile (ghost work) e si alimenta dell’intelligenza collettiva sedimentata (general intellect).
- Iperindustrializzazione dell’Esperienza: La logica industriale si è estesa oltre la fabbrica, colonizzando la riproduzione sociale e il tempo libero. Le piattaforme digitali trasformano l’esperienza soggettiva in una merce, spesso riducendola a “esperienza simulata”.
- La Capacità-Umana-Vivente: L’IA opera una sussunzione della psiche, della corporeità e delle relazioni umane. Tuttavia, questa “capacità-umana-vivente” mantiene un residuo di irriducibilità che costituisce la base per possibili resistenze.
- Contraddizioni Strutturali: L’IA affronta paradossi sistemici, come il “collasso del modello” (degradazione della qualità quando l’IA apprende da altra IA) e l’insostenibilità ecologica e materiale delle sue infrastrutture.
- Combinazione Attiva: Esiste una possibilità politica di riappropriazione tecnologica attraverso l’autovalorizzazione proletaria, orientando l’IA verso fini autonomi anziché verso la mera valorizzazione del capitale.
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1. L’Arsenale Concettuale: La Macchina e l’Iperindustrialità
L’analisi parte dal rifiuto del feticismo tecnologico che vede l’IA come una forza autonoma. Secondo la prospettiva alquatiana, la tecnologia deve essere decostruita attraverso categorie specifiche:
La Macchina come Sistema Aperto
Alquati definisce la macchina non come un oggetto chiuso, ma come un dispositivo composto da motore, memoria, programma, utensile, sistema di regolazione e, crucialmente, interfaccia con l’umano.
- Esclusività Umane: Il sistema uomo-macchina non può funzionare senza le capacità cognitive, affettive, inventive e relazionali che il macchinario non può ancora emulare integralmente.
- Integrazione Necessaria: L’IA attuale (inclusi i modelli linguistici) è strutturalmente aperta all’integrazione di lavoro vivo, dalla moderazione dei contenuti al Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF).
La Forma Iperindustriale
L’iperindustrialità non è un settore economico, ma una modalità organizzativa trasversale che caratterizza il capitalismo digitale:
- Retizzazione e Comando: Organizzazione in reti distribuite ma governate da piramidi di comando centralizzate (Big Tech).
- Piano Segnico: Il lavoro collettivo è pre-scomposto e ridistribuito attraverso flussi digitalizzati e virtualizzati.
- Psichicità: Prevalenza delle dimensioni cognitive e affettive, con l’obiettivo di risparmiare capacità-umana-vivente attraverso la sua artificializzazione.
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2. La Mercificazione dell’Esperienza e della Capacità Vivente
Un contributo centrale all’analisi è fornito dalla sistematizzazione di Maurizio Pentenero sulla mercificazione dell’agire umano.
La Capacità-Umana-Vivente come Merce Specialissima
Alquati e Pentenero distinguono tra la forza lavoro tradizionale e la “capacità-umana-vivente”, che include l’integrità del corpo, della psiche e dello spirito.
- Sussunzione della Vita: Nel capitalismo digitale, non viene “lavorato” solo il tempo d’ufficio, ma la vita intera (vite lavorate). Ogni attività (riproduttiva, relazionale, di consumo) viene sussunta alla forma-merce.
- Ambivalenza Sostanziale: Nonostante il tentativo del capitale di ridurre l’umano a variabile economica, la natura “calda” e corporea della capacità vivente eccede sempre la cattura totale.
Esperienza Simulata vs. Sperimentazione Innovativa
Il “sistema dell’esperienza” viene aggredito dalla tecnostrutturazione digitale:
- Esperienza Simulata: Prodotta dalle piattaforme (es. scroll infinito sui social), è un vissuto codificato esogenamente che non arricchisce il soggetto ma ne svuota la capacità critica, riproducendo subordinazione.
- Sperimentazione Innovativa: Pratica autonoma che permette la sedimentazione di nuovi saperi e l’autovalorizzazione del soggetto. La mercificazione generalizzata tende a distruggere le condizioni di possibilità di questa esperienza autentica.
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3. L’IA nella Fabbrica Algoritmica: Lavoro Invisibile e Materialità
L’IA non è immateriale né automatica; è il risultato di un massiccio processo estrattivo.
Il Taylorismo Digitale e il Ghost Work
L’IA realizza un “Taylorismo algoritmico” che scompone il lavoro in micro-task standardizzati:
- Infrastruttura Umana Nascosta: Migliaia di lavoratori (spesso nel Sud globale) etichettano dati e moderano contenuti in condizioni di precarietà e stress psicologico.
- Estrattivismo di Conoscenza: I modelli linguistici (LLM) espropriano l’intelligenza collettiva sedimentata nel linguaggio umano per trasformarla in valore proprietario.
La Materialità e i Costi Planetari
Contro la retorica del “cloud” immateriale, l’IA è radicata in una materialità pesante:
- Consumo di Risorse: Estrazione di materiali rari per hardware, enorme consumo energetico dei data center e impatto ecologico sui territori.
- Geopolitica dell’IA: Una distribuzione ineguale dove il Nord globale consuma i servizi mentre il Sud globale sopporta i costi estrattivi e i rifiuti della produzione.
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4. Dialogo Critico: General Intellect e Soggettività
L’analisi si confronta con il lavoro di Matteo Pasquinelli e altri teorici critici.
| Concetto | Prospettiva di Pasquinelli | Prospettiva Alquatiana/Pentenero |
| Natura dell’IA | “Occhio del padrone”: strumento di misura e controllo del lavoro. | Sistema aperto basato sulla sussunzione della capacità vivente. |
| Soggettività | Focus sulla storia dell’estrazione e del capitale. | Centralità della soggettività operaia e delle sue resistenze. |
| General Intellect | Sussunzione della conoscenza sociale nelle macchine. | Enfasi sulla dimensione corporea e “timica” (affettiva) irriducibile. |
| Resistenza | Analisi dei limiti tecnici dello “specchio distorcente”. | “Combinazione attiva” e autovalorizzazione per fini propri. |
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5. Contraddizioni e Prospettive Politiche
Il briefing identifica linee di frattura critiche nel sistema del capitalismo dell’IA che potrebbero aprire spazi per l’azione antagonista.
Paradossi del Sistema
- Collasso del Modello: Se l’esperienza umana viene pauperizzata e l’IA inizia a nutrirsi di dati generati da altre IA, la qualità dell’intelligenza collettiva decade, erodendo la fonte stessa della valorizzazione.
- Erosione del Salario: L’automazione cognitiva rischia di distruggere la base salariale necessaria per sostenere il consumo dei prodotti dell’IA stessa.
- Concentrazione Oligopolistica: La tensione tra il potere estremo di poche corporation e le istanze democratiche o regolative.
La Combinazione Attiva per un “IA del Comune”
La “combinazione attiva” suggerisce che i soggetti non sono mai puramente passivi. La trasformazione politica dell’IA richiede:
- Riappropriazione: Passare dalla proprietà formale al possesso dei modelli, dei dati e delle infrastrutture.
- Autovalorizzazione: Usare la tecnologia per potenziare la capacità critica e creativa, anziché per eseguire procedure standardizzate.
- Co-ricerca: Una produzione di conoscenza co-gestita con i soggetti (lavoratori delle piattaforme, utenti, popolazioni colpite dall’estrattivismo) per trasformare la resistenza in forza organizzata.
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Citazioni Rilevanti
“Molti ideologi, innamorati e feticisti del nuovo macchinario artefatto, dimenticano che finora le macchine-artificiali sono state sviluppate soprattutto imitando la capacità dei lavoratori-umani.” — Romano Alquati
“Le condizioni di vita dell’attore proletario sono definite dalla tendenziale ed imposta tendenza alla mercificazione generalizzata di tutta la sua esistenza.” — Maurizio Pentenero
“Viva la macchina quando ci toglie solo lavoro stupido e così ci libera davvero… ma a noi iperproletari conviene comunque acquisire la capacità di fare un lavoro intelligente e inventivo per nostri scopi autonomi.” — Romano Alquati

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