Fasciodigitalismo

Dalla Silicon Valley al Tecnofascismo: I 5 Retroscena Ideologici che Stanno Ridefinendo la Democrazia USA

1. La maschera caduta dei Giganti del Tech

Per decenni la Silicon Valley si è presentata al mondo attraverso un’accurata narrazione di sapore liberale, tollerante e progressista: un’oasi costiera abitate da visionari e miliardari proiettati al futuro, apparentemente distanti dalle storture reazionarie della destra americana. Nel 2025 questa rappresentazione è crollata definitivamente. Ciò a cui il mondo assiste non è una battuta d’arresto congiunturale, ma l’allineamento scoperto della più potente élite tecnologica del pianeta all’amministrazione autoritaria di Donald Trump.

Il monito più drammatico su questo stravolgimento è arrivato il 15 gennaio 2025. Nel suo discorso di addio pronunciato dallo Studio Ovale, un cupo Joe Biden ha lanciato un allarme senza precedenti sulla «pericolosa concentrazione di potere nelle mani di pochissimi ultra-ricchi». Richiamando il celebre monito formulato nel 1961 da Dwight D. Eisenhower sull’ascesa del complesso militare-industriale, Biden ha denunciato l’emergere di un ben più pervasivo «complesso tecno-industriale» in grado di privare i cittadini dei diritti fondamentali e privatizzare le funzioni essenziali dello Stato.

La rappresentazione plastica di questo golpe istituzionale si è avuta il 20 gennaio 2025. Elon Musk — forte di un investimento da quasi 300 milioni di dollari versati per finanziare la campagna elettorale e garantirsi una posizione di de facto “co-presidente” — ha eseguito per due volte il saluto nazista dal podio presidenziale durante i festeggiamenti per l’insediamento. Posto a capo del cosiddetto DOGE (Department of Government Efficiency), Musk ha inaugurato una stagione di smantellamento della burocrazia federale servendosi del proprio modello di intelligenza artificiale Grok per scandagliare i dati riservati dello Stato. Tra le prime azioni concrete figura il definanziamento e la distruzione dell’USAID, l’agenzia governativa per lo sviluppo internazionale: un taglio radicale destinato, secondo le proiezioni, a causare la morte di oltre 14 milioni di persone entro il 2030.

Nelle stesse ore, i riflettori nella Rotonda del Campidoglio illuminavano la prima fila degli ospiti d’onore riservata ai vertici delle Big Tech: Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Sundar Pichai. Zuckerberg, che dopo l’assalto al Campidoglio del 2021 aveva bloccato Trump sui propri social per poi riammetterlo e correre a cena a Mar-a-Lago, il 7 gennaio 2025 ha smantellato la struttura di fact-checking di Meta. Bezos ha bloccato l’endorsement del Washington Post a Kamala Harris, trasformando la linea editoriale del giornale. Colossi come Amazon, Apple, Google, Meta e Microsoft hanno versato donazioni milionarie per il fondo d’insediamento presidenziale, affiancati da figure come Sam Altman di OpenAI, il quale — dimenticate le vecchie riserve — ha pubblicamente elogiato l’operato di Trump. Musk si spingeva persino a sventolare una motosega sul palco del CPAC per celebrare il proprio impero di smantellamento burocratico.

«C’è un allineamento di interessi che va dalla Silicon Valley a quella che è ormai un’autocrazia imminente… È un tipo di potere che il mondo non ha mai visto prima.» — Carole Cadwalladr

«Gli Stati Uniti sono diventati un narco-stato digitale.» — Paul Krugman

Non si tratta di un banale opportunismo guidato dal desiderio di sgravi fiscali o de-regolamentazione. Questo passaggio segna la maturazione materiale di un’ideologia libertaria, autoritaria e antidemocratica coltivata per decenni nell’ombra delle enclave tecnologiche.

2. Il vangelo dell’Apocalisse: La profezia di “The Sovereign Individual” e le radici dell’élite cognitiva

Per ricostruire le origini concettuali della radicalizzazione della Silicon Valley occorre risalire all’influenza devastante esercitata su Peter Thiel dal saggio del 1997 The Sovereign Individual: How to Survive and Thrive During the Collapse of the Welfare State, firmato dagli analisti finanziari James Dale Davidson e William Rees-Mogg.

Il libro prefigurava la fine dello Stato-nazione, spazzato via dall’avvento dell’era informatica e della «cybercurrency». Davidson e Rees-Mogg teorizzavano il progressivo impoverimento della classe media, il degrado sociale diffuso e la contestuale emersione di un’«élite cognitiva» affrancata da tasse, confini geografici e doveri civici. Questa ristretta oligarchia, grazie al monopolio delle tecnologie di cifratura e della finanza digitale, avrebbe esercitato il potere in modo assoluto e impunito.

Il concetto di «élite cognitiva» non nasceva nel vuoto: attingeva a piene mani dalle tesi di The Bell Curve (1994) di Richard Herrnstein e Charles Murray — saggio impregnato di determinismo biologico ampiamente criticato per le sue posizioni razziste — ed echeggiava le storiche teorie eugenetiche promosse all’inizio del Novecento da David Starr Jordan, primo presidente della Stanford University. La convinzione che la società debba essere strutturata secondo una rigida gerarchia basata su presunte superiorità intellettuali o biologiche ha sempre costituito la linfa sotterranea del pensiero tecno-capitalista.

Thiel, co-fondatore di PayPal e Palantir, fece di questo saggio la propria bussola concettuale. Il 20 ottobre 1999, intervenendo all’Independent Institute, spiegò come il vero obiettivo delle monete digitali private e crittografate fosse sottrarre ai governi centrali il controllo della sovranità monetaria. La retorica mercantilistica e apocalittica di Davidson e Rees-Mogg offrì alla cosiddetta “PayPal Mafia” una giustificazione filosofica per rincorrere la sovranità individuale a spese della democrazia rappresentativa, approdando alla celebre formulazione offerta da Thiel nel 2009:

«Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili.»

3. Il blueprint autocratico di Curtis Yarvin: La guerra alla “Cattedrale” e il piano RAGE

Se The Sovereign Individual ha fornito la visione d’insieme, l’architettura tecnica per lo smantellamento democratico è opera del blogger Curtis Yarvin, noto online con lo pseudonimo di Mencius Moldbug e fondatore teorico del movimento neoreazionario (Dark Enlightenment).

Yarvin propone la sostituzione della democrazia con il modello del “Patchwork”: la disgregazione degli Stati territoriali in una costellazione di micro-stati aziendali privatizzati, governati da amministratori delegati dotati di potere assoluto e privi di qualsiasi vincolo elettorale.

«C’è bisogno di un CEO, e un CEO nazionale è quello che viene chiamato un dittatore. È la stessa identica cosa. Non c’è alcuna differenza tra un CEO e un dittatore.» — Curtis Yarvin

Secondo Yarvin, le democrazie riescono a perpetuarsi grazie all’azione della “Cattedrale”: un’infrastruttura culturale ed egemonica costituita da università, media tradizionali e burocrazia statale che indottrina la popolazione ed elude la volontà dei cittadini. Per distruggere la Cattedrale, Yarvin ha ideato il piano RAGE (Retire All Government Employees). Il piano prevede la lustration — che Yarvin paragona esplicitamente alla “denazificazione” del secondo dopoguerra — ossia il licenziamento in tronco di quasi l’intera burocrazia federale. Al loro posto, secondo il piano di Yarvin, devono subentrare “ninja ideologici” pronti a paracadutarsi sui tetti delle agenzie statali, dei media e degli atenei per azzerarne l’operatività.

L’influenza di Yarvin sui vertici del potere americano del 2025 è diretta. Finanziato da Peter Thiel — il quale negli anni lo ha introdotto nei salotti della finanza tech mentre sorseggiava Pabst Blue Ribbon ascoltandolo nei club di Los Angeles — Yarvin vanta legami intimi con l’esecutivo. A metà gennaio 2025, due giorni prima dell’insediamento, durante un party privato nella residenza Beaux-Arts di Thiel a Washington, il vicepresidente eletto JD Vance ha incrociato Yarvin nella stanza gridandogli affettuosamente: «Yarvin, sei un reazionario fascista!». Una battuta spontanea che rivela la confidenza tra i vertici della Casa Bianca e il teorico dell’autocrazia digitale, le cui ricette trovano oggi attuazione pratica nelle forbici del DOGE manovrate da Elon Musk.

4. Balaji Srinivasan, la strategia dell’ “Exit” e l’architettura del Network State

Un’altra colonna dell’estremismo tecnologico è rappresentata dalla teoria del Network State, formulata da Balaji Srinivasan, ex partner del fondo Andreessen Horowitz ed ex CTO di Coinbase.

Srinivasan, noto nelle cronache interne alla Silicon Valley per le sue stravaganti abitudini — come sbriciolare biscotti Tate’s dentro cartoni di panna liquida alle 1:30 del mattino negli uffici di Coinbase mentre orchestrava epurazioni aziendali — ha ripreso le categorie dell’economista Albert O. Hirschman, contrapponendo le strategie di azione politica:

  • “Voice”: il tentativo di riformare le istituzioni democratiche agendo dall’interno.
  • “Exit”: l’abbandono metodico dello Stato per fondare nuove entità sovrane.

Un Network State (“Stato-Rete”) è una comunità online ad alta coesione ideologica che accumula capitale, acquista terreni fisici in vari angoli del mondo e richiede gradualmente il riconoscimento diplomatico dagli Stati preesistenti, secondo la logica del Society-as-a-Service (SaaS).

Il modello si sviluppa attraverso quattro fasi sequenziali:

  1. Aggregazione digitale: Creare una comunità online fortemente allineata attorno a valori ideologici e tecnologici condivisi.
  2. Accumulo di capitale: Consolidare economie interne e infrastrutture finanziarie autonome basate sull’uso della crittografia e delle criptovalute.
  3. Occupazione territoriale: Acquistare appezzamenti di terreno, complessi immobiliari o città private per stabilire nodi fisici della rete.
  4. Riconoscimento diplomatico: Richiedere l’affrancamento formale dagli Stati ospitanti, negoziando la sovranità territoriale come entità autonome.

Srinivasan mappa la popolazione americana in tre tribù: la Tribù Blu (i democratici e la burocrazia statale), la Tribù Rossa (i conservatori tradizionali) e la Tribù Grigia (l’élite del capitale tecnologico e crittografico). La strategia politica formulata nel suo manifesto ipotizza un’alleanza tattica tra la Tribù Grigia e la Tribù Rossa per schiacciare le istituzioni democratiche gestite dalla Tribù Blu, privatizzando ogni servizio pubblico.

5. Il culto del TESCREAL e l’Accelerazionismo: La tecnologia trasformata in religione secolare

Oltre agli interessi economici, l’azione degli oligarchi della Silicon Valley è mossa da una matrice ideologico-religiosa radicale. Questa struttura concettuale è stata definita tramite l’acronimo TESCREAL, formulato dai ricercatori Timnit Gebru ed Émile Torres per identificare sette movimenti filosofici interconnessi:

  • Transumanesimo
  • Estropianesimo
  • Singolaritarianismo
  • Cosmismo
  • Razionalismo
  • Efficace Altruismo (Effective Altruism)
  • Longtermismo (Longtermism)

A questo complesso si affianca l’Accelerazionismo Efficace (e/acc), teorizzato da Guillaume Verdon (alias Beff Jezos) e rilanciato dal venture capitalist Marc Andreessen. Nel suo manifesto “The Techno-Optimist” (2023), Andreessen rifiuta apertamente concetti come la responsabilità sociale, l’etica della tecnologia, la sostenibilità e la gestione del rischio, elevando il mercato tecno-capitalista a divinità regolatrice (“Dio Termodinamico”). Nel testo si citano espressamente tra i riferimenti mentori il fondatore del futurismo e del fascismo italiano Filippo Tommaso Marinetti, il filosofo accelerazionista Nick Land, oltre ai teorici delle élite Vilfredo Pareto e James Burnham.

Tuttavia, come evidenziato da scienziati e critici come l’astrofisico Adam Becker, l’impalcatura TESCREAL si configura come una vera e propria religione secolare priva di riscontri scientifici. La promessa di trasferire la coscienza umana su supporto digitale (uploading) ignora i vincoli biologici invalicabili dell’organismo umano. Analogamente, le fantasie di colonizzazione del pianeta Marte sbandierate dai cosmisti si scontrano con la realtà di un ambiente ostile, caratterizzato da assenza di atmosfera, radiazioni mortali, gravità ridotta e un suolo composto da perclorati tossici. Ciononostante, il dogmatismo longtermista sfrutta l’ipotesi di trilioni di “vite future non ancora nate” per giustificare la disuguaglianza, la deregolamentazione selvaggia e la cancellazione dei diritti delle popolazioni attuali.

6. La fusione materiale: Contratti governativi, criptovalute e sorveglianza d’assalto

Il sostrato ideologico ha trovato immediata concretizzazione economica nell’intima convergenza tra la presidenza Trump e l’oligarchia tecnologica, trasformando la Casa Bianca nel 2025 in un centro d’affari privatizzato.

Palantir, la società di sorveglianza co-fondata da Peter Thiel, ha ottenuto il monopolio dell’infrastruttura d’analisi dati del governo federale. Tramite il software ImmigrationOS, la società fornisce alle pattuglie dell’ICE gli strumenti informatici per il tracciamento e le deportazioni di massa, collezionando parallelamente contratti militari strategici. Nel contempo, la famiglia Trump ha integrato le proprie finanze nel settore delle criptovalute con il lancio della società World Liberty Financial e del token $WLFI, generando un incremento del patrimonio di famiglia stimato in 5 miliardi di dollari nei soli primi mesi di mandato.

I principali contratti e finanziamenti che certificano la fusione tra apparato statale e corporazioni tecnologiche nel 2025 comprendono:

  • Palantir Technologies: Assegnazione del contratto da 30 milioni di dollari per il software ImmigrationOS destinato all’ICE e maxi-accordo da 10 miliardi di dollari per la gestione dei sistemi d’intelligenza artificiale della US Army.
  • OpenAI e xAI: Stipula di contratti governativi per la fornitura e l’integrazione di modelli linguistici di grande scala nei sistemi informativi delle agenzie federali.
  • Sponsorizzazioni e donazioni dirette: Co-sponsorizzazione della parata militare presidenziale a Washington finanziata da Amazon, Coinbase e Palantir; costruzione della sala da ballo privata da 400 milioni di dollari presso la Casa Bianca finanziata direttamente da Apple, Google, Meta, Microsoft, Coinbase, Ripple e Tether.
  • Coinvolgimento dei familiari di Trump: Ingresso di Donald Trump Jr. nel fondo di venture capital 1789 Capital e nomina di Eric Trump a Chief Strategy Officer della società di mining American Bitcoin.

7. Oltre il contratto sociale

La narrazione libertaria fondata sul libero mercato e sullo smantellamento dello Stato si è svelata per ciò che era fin dal principio: la preparazione teorica al tecnofascismo. L’obiettivo degli oligarchi della Silicon Valley non è mai stato la distruzione del potere statale, bensì la sua conquista strategica per eliminare i pesi e contropesi della democrazia liberale, privatizzare le risorse pubbliche e instaurare un modello di controllo sociale guidato da algoritmi e capitale privato.

L’integrazione tra contratti di sorveglianza di massa, reti crittografiche, piattaforme comunicative e intelligenza artificiale segna l’avvio di una trasformazione sistemica che supera i confini americani per assumere contorni globali.

Di fronte all’avanzata di un potere feudale che considera le istituzioni democratiche come codice obsoleto da rottamare, la domanda fondamentale per il futuro della società civile rimane una sola: cosa resterà della libertà individuale e della sovranità popolare quando la gestione della vita umana sarà interamente delegata ai proprietari delle infrastrutture tecnologiche?