Moderazione dei contenuti, un’ipocrisia strumentale

La moderazione dei contenuti da parte del capitalismo di sorveglianza è  una variabile dipendente dell’indifferenza radicale, per cui essa è nella sostanza una tattica difensiva contro interventi politici e per evitare defezioni da parte di utenti.

Il punto di equilibrio e fulcro delle varie policies aziendali in proposito si colloca tra la necessità di attirare gli utenti con il loro surplus comportamentale e il rischio di respingerli.

Di nessuna rilevanza diretta la “verità”, la qualità, il significato etico, morale, psicologico dei contenuti.

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