Iperconnessione e sovrastimolazione cognitiva (Gui)

Gui centra la sua riflessione e la sua proposta di intervento educativo sulla  problematicità della “iperconnessione“, che fa risalire a tre fattori, individuati da molti degli autori critici, anche non radicali, della “platform society”:

” l’avvento della rete Internet, la nascita dei social media e la connessione permanente dei  devices  mobili, primo tra tutti lo smartphone.”

Si configura cioè una sovrabbondanza comunicativa permanente, di informazioni, ma anche di connessioni e di stimoli sonori e visivi. Questa condizione si riflette sulla qualità della vita, in particolare degli adolescenti, e ha effetti collaterali anche molto problematici.
Oltre al cyberbullismo, all’istigazione alla polarizzazione e all’odio, a varie forme di dipendenza, molte ricerche mettono in evidenza il sovraconsumo digitale, che configura una sovrastimolazione cognitiva, la quale

“può essere divisa in tre grandi problematiche: la «sovrabbondanza», la «frammentazione» e la «gratificazione momentanea»”.

La sovrabbondanza di informazioni aumenta la quantità di carico cognitivo estraneo e rende più complicato l’apprendimento: scansionamento e selezione consumano risorse che dovrebbero essere destinate a comprensione analitica e interpretazione.

Una prima conseguenza diretta di questo processo è la frammentazione: l’attenzione si sposta con velocità tra segmenti informativi proposti in modo separato; notifiche, interruzioni,  zapping sui link incontrati, task-switching e così via sono continui attentati alla concentrazione.

Screenshot_2020-01-30 sull'Esperienza di Flow (o Esperienza Ottimale)(1)

Alcuni contenuti mediali, poi, hanno lo scopo di attrarre gli utenti e di incrementare i profitti della piattaforma di distribuzione da cui sono fruiti. L’intenzionale prepotenza di questo tipo di contenuti catalizza l’attenzione verso un consumo culturale in cui la gratificazione immediata prevale su riflessione, sintesi, correlazione e altre forme di approfondimento critico e di elaborazione.”

“La ricerca ha messo in luce che, per gli adolescenti, una categoria di contenuti fisiologicamente attraente è quella legata ai feedback sulla propria popolarità e su come gli altri percepiscono e valutano i contenuti pubblicati. I post con molti like, così come i commenti ricevuti sui propri contenuti, stimolano fortemente i circuiti cerebrali legati alla ricompensa e al piacere”.

Un’altra ricerca su studenti tra i 12 e i 18 anni dettaglia gli impieghi problematici delle tecnologie digitali di comunicazione nella situazione di iperconnessione, che è anche correlata alla diseguaglianza sociale:

  • uso di dati personali di altri,
  • uso sulle piattaforme di identità fasulle,
  • offesa di altre persone,
  • invio di messaggi e di foto senza autorizzazione,
  • plagio di compiti,
  • condivisione di compiti e plagio di gruppo,
  • copiadurante gli esami,
  • perdita di tempo a danno dello studio,
  • autodistrazione,
  • distrazione di altri.

 

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