Hater = Money

da Empoli è lapidario

Fino a qualche anno fa, ha notato Nick Cohen sullo «Spectator», essere un estremista in politica non conveniva. Per essere un maoista, o un nazista, bisognava essere ricchi di famiglia come Oswald Mosley, o rassegnarsi a vivere di stenti. Oggi, al contrario, la rete ha spalancato un mondo di opportunità economiche per i propagatori di odio. L’attivista antimusulmano Tommy Robinson guadagna quattromila sterline al mese grazie al traffico generato dalle sue prediche incendiarie e ne ha raccolto centomila su un sito di crowdfunding per attrezzare uno studio radiofonico. Al contrario, il funzionamento stesso dei new media, che mette l’accento sui contenuti in grado di suscitare le emozioni più forti, fa sì che siano i pensatori moderati a fare più fatica a generare traffico in rete e, di conseguenza, redditi soddisfacenti per se stessi e per i media che li ospitano.

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