Società della conoscenza sans phrase

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Nella società del rendimento tecnoliberista sono “sans phrase” anche il lavoro e il consumo: l’impresa tecnocratica è indifferente al prodotto in quanto tale e i consumatori sono  indifferenti rispetto alle condizioni di produzione imposte ai lavoratori e/o all’impatto ambientale.

Come osserva Demichelis,  inoltre:

(…) nel tecno-capitalismo (…) un orizzonte da oltrepassare per conoscere e per accrescere il sapere non esiste più, non esiste il futuro né la progettualità, non esistono isole sconosciute, ma si naviga incessantemente nel senso di un fare/osare/oltrepassare non l’orizzonte della conoscenza ma quello della competenza/innovazione (…). Il mare/avventura/navigazione si chiude dentro uno schermo e diviene apparentemente (ma solo apparentemente) illimitato e infinito (…). Il concetto  di limite (fisico, culturale, etico) scompare – ma solo perché la realtà è virtuale e lo schermo è trasparente; ma questo suo scomparire (che illude di illimitato e di volontà di potenza narcisistica e pigmalionesca) è del tutto funzionale alla illimitatezza/accrescimento dello scopo (l’accrescimento di sé, appunto) dell’apparato tecno-capitalista. Che non conosce né accetta limiti (morali, di responsabilità, di democrazia, di giustizia sociale) – perché limiterebbero appunto la sua volontà di potenza [nichilista] .

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