Eresia digitale

“[Vi è ] un vero e proprio divieto non solo sulla critica del consumismo tecnologico coatto, ma anche sulla proposta di riorientare le funzionalità e i presupposti tecnici esistenti, affinché siano messi al servizio dei bisogni degli esseri umani e della società, anziché delle esigenze dell’impero capitalistico. L’insieme limitato e vincolato dai monopoli dei prodotti e dei servizi elettronici disponibili in un particolare momento viene mascherato come l’onnicomprensivo fenomeno della «tecnologia». Anche un parziale rifiuto dell’offerta promossa tanto intensamente sul mercato da parte delle multinazionali viene interpretato come avversione per la tecnologia in quanto tale. L’intento di attribuire agli assetti odierni, di fatto improponibili e insostenibili, caratteri anche solo lievemente diversi dall’inevitabilità e dall’immutabilità, è una vera e propria eresia, nella cultura contemporanea”. (Crary)

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