Bezos e il suo staff hanno arruolato la scrittura argomentativa alle proprie finalità aziendali, come raccontano per esteso Bryan e Carr:
Se chiedete ai dipendenti di Amazon che cosa hanno trovato strano nei primi giorni trascorsi in azienda, molti sicuramente menzionerebbero il silenzio di una ventina di minuti che accompagna l’inizio di molte riunioni. Ad Amazon, dopo un breve scambio di saluti e convenevoli, ognuno si siede al tavolo e la stanza sprofonda nel silenzio. Non si sente volare una mosca. Questo silenzio è dovuto al fatto che, prima di cominciare a discutere, tutti devono leggere un documento di sei pagine.
Rispetto ad altre aziende, Amazon fa molto più affidamento sul potere della parola scritta per sviluppare e comunicare idee, e questo fornisce un grandissimo vantaggio. In questo capitolo, vedremo come e perché Amazon è passata dall’impiego di PowerPoint e altri software di presentazione alle relazioni scritte, e quali benefici hanno accompagnato questa transizione.
Amazon impiega due principali forme di relazione. La prima sono le «sei pagine». Si tratta di un documento usato per descrivere, revisionare o proporre molti tipi diversi di idee, processi o attività. La seconda è il formato comunicato stampa/domande frequenti (PR/FAQ), strettamente collegato all’approccio working backwards e impiegato nello sviluppo di nuovi prodotti. (…)
Io [Bryar] e Jeff [Bezos] (…) avevamo un po’ di tempo libero durante un volo (…), e lo dedicammo alla lettura di un saggio intitolato The Cognitive Style of PowerPoint: Pitching Out Corrupts Within (…) scritto da Edward Tufte, un professore di Yale esperto di visualizzazione dell’informazione. In una singola frase, Tufte riassumeva i problemi a noi così familiari: «Più l’analisi è causale, multivariata, comparativa, basata sulle evidenze e dettagliata, più gli elenchi puntati sono dannosi». La descrizione si applicava perfettamente alle [nostre ]riunioni: erano complesse, interconnesse, richiedevano molte informazioni e prevedevano decisioni con conseguenze pesanti. Un simile tipo di analisi non è ben supportato da una serie lineare di diapositive che rendono difficile collegare un’idea all’altra, da brevi descrizioni che non consentono di andare a fondo e da effetti visivi più deconcentranti che illuminanti. Invece di semplificare le cose, PowerPoint può rimuovere da una discussione sfumature importanti. Durante le nostre riunioni, le presentazioni PowerPoint non erano mai sufficienti, nemmeno quando erano accompagnate da ulteriori appunti o materiali di approfondimento. (…)
Nel suo saggio, Tufte proponeva una soluzione. «Per le presentazioni più approfondite», scriveva, «può essere utile sostituire le diapositive di PowerPoint con documenti cartacei che raggruppano parole, numeri, grafici e immagini. Documenti di buona qualità consentono ai lettori di contestualizzare, confrontare, narrare e riformulare quanto affermato. Invece, le presentazioni superficiali tendono a essere dimenticate, rendono il pubblico passivo e sminuiscono la credibilità di chi presenta.»
Tufte dava anche un consiglio su come iniziare. «Per effettuare questa transizione nelle aziende più grandi, è necessario un ordine dall’alto: ‘D’ora in poi, il software da usare per le presentazioni è Microsoft Word, non PowerPoint. Fateci l’abitudine’.» È più o meno ciò che facemmo anche noi. (…) Il 9 giugno 2004, i membri dell’S-Team ricevettero un’e-mail con il seguente oggetto: «D’ora in poi, non ci saranno più presentazioni PowerPoint per l’S-Team». Il messaggio era semplice, conciso e rivoluzionario: da quel momento in poi, i membri dell’S-Team avrebbero dovuto scrivere brevi relazioni per presentare le proprie idee durante le riunioni: PowerPoint era stato messo al bando.
Fui io (…) a inviare l’e-mail. Ovviamente, ero stato istruito da Jeff, l’unica persona in tutta l’azienda a poter prendere una decisione di tale importanza.
Sintesi di Perplexity.ai
Il documento “The Cognitive Style of PowerPoint” di Edward R. Tufte esplora i problemi e le limitazioni delle presentazioni realizzate con PowerPoint, evidenziando come questo strumento possa compromettere la qualità analitica delle informazioni presentate. Ecco una traduzione dei punti chiave:
- Problemi con PowerPoint: Le presentazioni in PowerPoint tendono a ridurre la complessità del pensiero e dell’evidenza, portando a un’analisi superficiale delle informazioni.
- Stile cognitivo: PowerPoint è orientato al presentatore piuttosto che al contenuto o al pubblico, favorendo una comunicazione gerarchica e sequenziale che può distorcere il messaggio.
- Alternative migliori: Tufte suggerisce di utilizzare metodi alternativi per le presentazioni, come narrazioni scritte o discussioni dirette, che incoraggiano un’interazione più significativa tra presentatore e pubblico.
- Corruzione delle evidenze: I consumatori di presentazioni PowerPoint dovrebbero essere consapevoli di come i modelli predefiniti possano compromettere il ragionamento statistico e indebolire la comprensione verbale e spaziale.
- Impatto sulla comunicazione: L’uso di PowerPoint riflette strutture comunicative burocratiche, influenzando negativamente la qualità del pensiero sia per chi presenta sia per chi ascolta.
Questi punti evidenziano le critiche di Tufte nei confronti dell’uso prevalente di PowerPoint nelle presentazioni professionali e accademiche.
L’uso delle trasparenze (overhead transparencies) presenta diversi vantaggi rispetto a PowerPoint, come evidenziato nel lavoro di Edward R. Tufte. Ecco un elenco dei principali vantaggi:
- Maggiore interazione: Le trasparenze incoraggiano un’interazione più diretta tra il presentatore e il pubblico, poiché il relatore può commentare e spiegare le informazioni in tempo reale, senza la distrazione di slide preimpostate[1].
- Contesto visivo: Le trasparenze possono essere disposte in modo da mostrare informazioni correlate simultaneamente, facilitando la comprensione del contesto e delle relazioni tra i dati, mentre PowerPoint tende a presentare le informazioni in sequenza, rendendo difficile la comparazione[1].
- Flessibilità nella presentazione: Con le trasparenze, il presentatore ha la libertà di adattare il discorso in base alla reazione del pubblico e alle domande che emergono, mentre PowerPoint può limitare questa flessibilità a causa della sua struttura rigida[1].
- Riduzione della superficialità: Le trasparenze tendono a promuovere un’analisi più profonda e critica delle informazioni, evitando la superficialità spesso associata all’uso di elenchi puntati e grafica semplificata di PowerPoint[1].
- Migliore qualità visiva: Le trasparenze possono offrire una qualità visiva superiore rispetto alle slide di PowerPoint, che spesso sono caratterizzate da grafica povera e contenuti ridotti[1].
- Promozione del pensiero critico: L’uso di trasparenze incoraggia un approccio più analitico e riflessivo alla presentazione dei dati, contrariamente alla tendenza di PowerPoint di ridurre l’informazione a frammenti brevi e poco approfonditi[1].
Questi vantaggi suggeriscono che le trasparenze possono essere uno strumento più efficace per comunicare idee complesse e promuovere un’interazione significativa durante le presentazioni.