Aura della verità

Boaventura de Sousa Santos definisce in questo modo estremo il principio epistemologico su cui si fonda la polarizzazione della ricchezza nell’epoca attuale: non vi è bisogno di consenso. Lo sfondo su cui gli esseri umani (e subumani) agiscono è quello di capitalismo, colonialismo e patriarcato, della competizione e della selezione, delle gerarchie tra individui, aggregazioni sociali, dispositivi tecno-economici, territori, etnie, generi, conoscenze, saperi, civltà. Non ci sono alternative: bisogna che la stragrande maggioranza si rassegni. Se non c’è sufficiente conformismo, allora si individuano capri espiatori, come immigrati, rifugiati, musulmani, poveri la cui condizione è frutto di una loro colpa, di nuovo espistemologica oltre che ontologica. Grazie alla rassegnazione e al capro espiatorio lo status quo assume un valore di verità doppio: è l’unico valido e proprio per questo è minacciato permanentemente da esseri ontologicamente e culturalmente degradati o, in tutti i casi, da persone e sistemi di credenze, opinioni, azioni politicamente illegittime.

Questo è il grado zero della democrazia, anche di quella liberale a bassa intensità, dove gli oppressori e le vittime eleggono i propri carnefici.

Questo è il mondo costruito dalla scienza moderna, compresa la presunta scienza economica, e dal mito del progresso della scienza – ora esasperato dalle infrastrutture, dalle pratiche e dall’immaginario legato all’ICT – secondo cui tutti i problemi sociali e politici avranno soluzioni tecniche. Comincia però a essere chiaro che la scienza è intrappolata nella propria stessa circolarità: risolve solo problemi che essa stessa definisce scientifici. Le dimensioni politica, etica e culturale delle questioni, per quanto evidenti, le sfuggono. Si configura così una gabbia di ferro di chiusura cognitiva, in cui la considerazione delle alternative è degradata ad incognita, ignoranza, caos, crollo di socialità e governabilità. Per fermare questo tipo di politica è necessaria l’interruzione dell’epistemologia sottostante. l’intervento epistemologico è un intervento politico e viceversa.

Le epistemologie del Sud sono un vasto panorama di saperi postabissali, metodologie postabissali e pedagogie postabissali il cui obiettivo principale è generare una domanda radicale di democratizzazione della conoscenza, una domanda di democrazia cognitiva. Le epistemologie del Sud concepiscono la democrazia cognitiva come condizione necessaria per la giustizia storica, economica, sociale, politica, razziale, etnoculturale e di genere. Senza una democrazia cognitiva radicale, gli avatar del conformismo e del capro espiatorio continueranno a costruire piccole comunità chiuse per la speranza senza paura di pochi e grandi ghetti miserabili per la paura senza speranza di molti. Questa è l’apartheid della nuova era. Può essere combattuto e annullato solo se sempre più persone si rendono conto che la paura senza speranza delle maggioranze impotenti deriva dalla speranza senza paura delle minoranze potenti. A questo le epistemologie del Sud si propongono di contribuire.

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