War brain

Nell’ambito della propria riflessione generale sul rapporto tra computazione e guerra, Malcomson è spietato nei confronti della cultura accademica “ordinaria”:

[Il] modello innovativo interdisciplinare è stato il risultato della guerra. L’NRC [National Research Council] è stata l’istituzione principale per riunire innovazione tecnologica, scienza e metodi di produzione industriale allo scopo di combattere una guerra, e questo ha prodotto rapidamente una sottocultura scientifica molto potente e distintiva: una con risorse (sebbene non sontuosa presso l’NRC stesso) estrema pressione, un intenso senso di scopo, cooperazione interdisciplinare e la bizzarra combinazione di un solido scambio di idee con la segretezza e la compartimentazione delle informazioni. Il lavoro interdisciplinare, in particolare, è diventato una necessità piuttosto che un lusso. La moderna guerra meccanica ha reso il territorialismo carrierista, il controllo dei confini e il sospetto reciproco – tutte normali pratiche professionali nella scienza del tempo di pace – improvvisamente pericolose. (S. Malcomson, “Splinternet. How Geopolitics and Commerce are Fragmenting the World Wide Web”, traduzione in proprio)