La grancassa social sulle applicazioni della cosiddetta intelligenza artificiale mi ha indicato PHIND, motore di ricerca per sviluppatori fondato sulla Generative AI. Ho provato – come tutti i narcisi – a fare ricerca su me stesso, scoprendo addirittura che secondo l’accroccone “le informazioni fornite dai risultati della ricerca non sembrano indicare che [Marco Guastavigna] abbia scritto qualcosa di specifico sui dispositivi digitali”.
Accedendo al link riportato qui sopra si potranno apprezzare altre incertezze del dispositivo.
La cosa più interessante mi sembra essere però un “sottoprodotto”: se nessuno cancella il filone, condividendo l’indirizzo della prima domanda è possibile condividere una pista di ricerca, con magari qualche problema di riservatezza.