Un’altra “innovazione” è possibile?

Argomenta Laura Pennacchi:

Si tratta di immaginare e ideare ex ante tecnologie e cicli innovativi totalmente alternativi a quelli dominati dalle grandi corporation, come suggeriva Anthony Atkinson (e come cominceremo a fare in un seminario promosso per il 14 giugno [2023] da ‘La Rivista della Politiche Sociali‘) (L. Pennacchi, “AI, un’alternativa sociale e pubblica alle leggi del mercato“, Il Manifesto, 8 giugno 2023)

  1. [Sommario di Merlin]

Una conversazione sul test della condivisione delle diapositive in Zoom, con istruzioni sulla condivisione dello schermo e precauzioni per l’uso di video e microfono.

02:54 Discussione sulla rivista RPS e sui suoi obiettivi

53:20 Dibattito su politiche economiche e innovazione

1:06:48 Riflessione su lavoro e innovazione nell’ambito della riforma della governance e della prossima generazione.

1:14:53 L’Europa deve concentrarsi sulla domanda interna e sull’innovazione diretta

1:31:34 L’Europa è in ritardo negli ecosistemi innovativi

1:39:12 Incoraggiare l’istruzione e la ripresa degli studi può migliorare la produzione e ridurre le disuguaglianze.

1:53:45 L’affidabilità e l’etica dei sistemi di intelligenza artificiale sono preoccupanti.

03:05 La tecnologia rappresenta un rischio per le strutture di supporto della società

2:13:17 Gli stati moderni affrontano grossi problemi a causa della difficoltà di regolamentare la tecnologia digitale.

2:19:43 L’intelligenza artificiale e il suo impatto sul lavoro e sulla società

2:34:52 La presenza dello Stato nell’economia e il completamento della costruzione europea meritano un’ampia disamina.

2:43:23 Proposta di un’agenzia sovranazionale europea per contrastare l’oligopolio digitale

2:58:21 Difendere i beni pubblici ei beni collettivi attraverso un’azione politica e culturale

01:34 L’emergere del capitalismo della conoscenza sta distruggendo la produzione e richiede uno spostamento dell’attenzione.

3:21:23 Intelligenza artificiale e lavoro

3:27:54 L’Europa ha bisogno di capacità politica e amministrativa per governare la produzione di dati e l’intelligenza artificiale

03:27 Il Sistema Nazionale dell’Innovazione italiano è stato un ponte tra la ricerca di base e quella applicata, con particolare attenzione allo sviluppo dei dipendenti e alla pianificazione della ricerca.

3:46:16 I rischi e gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione

3:59:22 La globalizzazione e la finanziarizzazione hanno portato alla svalutazione del lavoro e alla concentrazione della ricchezza in poche mani.

4:04:43 Il ruolo della contrattazione e dei contratti nell’affrontare i processi di cambiamento del lavoro

4:15:08 La globalizzazione ha portato alla precarietà del lavoro e alla riduzione dei salari.

4:20:11 La necessità di dare priorità ai valori umani e alla giustizia sociale di fronte ai progressi tecnologici e ai cambiamenti climatici.

4:31:09 Viene elencata una serie di numeri.


2. Detailed Summary for 🟥 INNOVAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, BISOGNI SOCIALI INSODDISFATTI by Merlin

02:54 Discussione sulla rivista RPS e sui suoi obiettivi

  • Seminari annuali per mantenere uno spazio di discussione
  • Rivista come strumento di corretta negoziazione sull’organizzazione e sul valore del lavoro

53:20 Dibattito su politiche economiche e innovazione

  • L’impegno della CGIL nella costruzione di un modello alternativo di lavoro e come strumento di battaglia culturale
  • Focus sul tema dei bisogni e dei beni comuni nel governo dell’innovazione

1:06:48 Riflessione su lavoro e innovazione nell’ambito della riforma della governance e della prossima generazione.

  • Emersione dell’intelligenza artificiale e il suo impatto su Big Tech.
  • Trasformazione del contesto geopolitico globale e cambio di paradigma verso l’intervento pubblico.

1:14:53 L’Europa deve concentrarsi sulla domanda interna e sull’innovazione diretta

  • L’Europa deve affrontare i bisogni sociali insoddisfatti e la domanda interna
  • L’innovazione diretta dovrebbe concentrarsi su obiettivi verso bisogni sociali insoddisfatti

1:31:34 L’Europa è in ritardo negli ecosistemi innovativi

  • L’Italia è al 22° posto tra i paesi ad alta tecnologia
  • L’Europa si colloca male in termini di efficacia degli ecosistemi

1:39:12 Incoraggiare l’istruzione e la ripresa degli studi può migliorare la produzione e ridurre le disuguaglianze.

  • Le quote di un fondo sovrano possono trasformarsi in una rendita.
  • Il modello push innovativo può incoraggiare la ripresa degli studi e l’uso dell’intelligenza artificiale.

1:53:45 L’affidabilità e l’etica dei sistemi di intelligenza artificiale sono preoccupanti.

  • La difficoltà di interpretare i risultati di sistemi complessi.
  • Le sfide della gestione dei pregiudizi e delle fonti di dati e il potenziale per un uso manipolativo.

03:05 La tecnologia rappresenta un rischio per le strutture di supporto della società

  • L’automazione dei lavori può portare alla perdita di controllo e alla manipolazione delle opinioni
  • La ricerca su questi sistemi è sviluppata da poche società, portando a una concentrazione sproporzionata di potere e capitale

2:13:17 Gli stati moderni affrontano grossi problemi a causa della difficoltà di regolamentare la tecnologia digitale.

  • La scienza moderna ha prodotto un aumento di potere e di democratizzazione, ma minaccia anche le autorità che dovrebbero contenerla.
  • L’intelligenza artificiale è discriminatoria e rischia di appropriarsi di dati pubblici.
  • Il sistema del capitale è digitale e frammentato, portando a lavoro sottopagato e al collasso della politica, dell’economia e della tecnologia.

2:19:43 L’intelligenza artificiale e il suo impatto sul lavoro e sulla società

  • Lo sviluppo dell’IA è interconnesso con crisi globali come la guerra, la pandemia e l’iperglobalizzazione.
  • Cambio di paradigma nei processi industriali ed economici dovuto allo sviluppo dell’IA e alla necessità di tutelare i diritti dei lavoratori.

2:34:52 La presenza dello Stato nell’economia e il completamento della costruzione europea meritano un’ampia disamina.

  • La crisi dell’attuazione del PNR deriva da molte cose, tra cui la crisi dello Stato e la crisi degli organi tecnici dello Stato.
  • Un’Europa politica unita, capace di politica estera e di sicurezza, potrebbe essere un vero soggetto per manifestazioni di pace e buone interviste.

2:43:23 Proposta di un’agenzia sovranazionale europea per contrastare l’oligopolio digitale

  • Agenzia europea per reclutare persone competenti e gestire un cloud europeo
  • Esempi di strutture interamente pubbliche di successo come il Fraunhofer in Germania e l’università di microelettronica a Leuven

2:58:21 Difendere i beni pubblici ei beni collettivi attraverso un’azione politica e culturale

  • L’infrastruttura della conoscenza è fondamentale per le transizioni verdi e digitali
  • La difesa politica e culturale dei beni collettivi è necessaria per contrastare la privatizzazione

01:34 L’emergere del capitalismo della conoscenza sta distruggendo la produzione e richiede uno spostamento dell’attenzione.

  • Il crollo della manifattura e del capitale fisso è evidente nei conti nazionali.
  • Il capitale immateriale, come sviluppo software e brevetti, rappresenta il 30-40% del capitale fisso.
  • Il passaggio al capitalismo della conoscenza richiede un focus sull’innovazione e sulla ricerca.

3:21:23 Intelligenza artificiale e lavoro

  • L’intelligenza artificiale può portare alla perdita del lavoro, ma può anche creare nuove opportunità di lavoro
  • La formazione e l’istruzione devono essere ristrutturate per stare al passo con le nuove tecnologie

3:27:54 L’Europa ha bisogno di capacità politica e amministrativa per governare la produzione di dati e l’intelligenza artificiale

  • La regolamentazione del controllo dei dati in Europa è più avanzata che in Cina e negli Stati Uniti
  • La produzione di dati basata sull’intelligenza artificiale non può essere lasciata al solo mercato

03:27 Il Sistema Nazionale dell’Innovazione italiano è stato un ponte tra la ricerca di base e quella applicata, con particolare attenzione allo sviluppo dei dipendenti e alla pianificazione della ricerca.

  • Il sistema disponeva di strutture di ricerca in 16 regioni, 114 laboratori e 9 centri interaziendali.
  • Il sistema ha compensato le carenze del settore privato, ma è andato perduto con la privatizzazione.

3:46:16 I rischi e gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione

  • L’uso di armi autonome e droni nell’esercito
  • La necessità di regolamentazione nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale

3:59:22 La globalizzazione e la finanziarizzazione hanno portato alla svalutazione del lavoro e alla concentrazione della ricchezza in poche mani.

  • La negoziazione tra affari e interesse del lavoro ha annullato l’interesse del lavoro.
  • Il processo di globalizzazione e delocalizzazione ha rotto l’elemento di solidarietà all’interno del mondo del lavoro.

4:04:43 Il ruolo della contrattazione e dei contratti nell’affrontare i processi di cambiamento del lavoro

  • Negoziare l’uso della tecnologia e il controllo dei dati
  • Riorganizzare l’orario di lavoro e rendere l’istruzione un diritto permanente

4:15:08 La globalizzazione ha portato alla precarietà del lavoro e alla riduzione dei salari.

  • Le grandi industrie vengono acquistate da società americane o cinesi.
  • La riprogettazione dei prodotti e delle infrastrutture è necessaria per le energie rinnovabili e altri servizi.

4:20:11 La necessità di dare priorità ai valori umani e alla giustizia sociale di fronte ai progressi tecnologici e ai cambiamenti climatici.

  • I diritti e le tutele dei lavoratori devono essere garantiti di fronte al lavoro precario e alle politiche economiche.
  • La lotta all’evasione fiscale e la redistribuzione della ricchezza sono necessarie per costruire una società giusta.

4:31:09 Viene elencata una serie di numeri.

  • I numeri possono rappresentare una sequenza di valori o misure.
  • Lo scopo o il contesto dei numeri non è chiaro.

3. [Sommario di YouTubeDigest]

02:54-1:27:50

Innovazione, Intelligenza Artificiale e Bisogni Sociali

Introduzione

La rivista delle politiche sociali della CGIL rappresenta un importante strumento di battaglia culturale, che raccoglie pensieri profondi e eterodossi. In questo contesto, si è deciso di organizzare un seminario focalizzato sull’innovazione, l’intelligenza artificiale e i bisogni sociali. L’obiettivo è quello di promuovere una narrazione diversa e di stimolare il dibattito su temi cruciali per il movimento dei lavoratori e per il paese.

Il contesto dell’innovazione e lo sviluppo economico

L’ufficio 4.0 della CGIL ha compreso l’importanza della digitalizzazione e della trasformazione digitale in tutti i settori. La transizione verso un’economia digitale rappresenta una sfida complessa che richiede l’intervento pubblico e l’elaborazione di politiche coerenti. L’obiettivo è quello di orientare l’innovazione verso una direzione che tenga conto dei bisogni sociali e che promuova un’equa ripartizione dei benefici.

La rivista come strumento di dibattito e confronto

La rivista delle politiche sociali non è solo uno strumento di informazione, ma anche un luogo di confronto e di costruzione di un pensiero alternativo. Attraverso articoli e contributi di esperti, si cerca di offrire una narrazione diversa rispetto a quella diffusa dai media e dalla politica. Si propone di mettere in discussione le certezze e di stimolare una riflessione critica sui temi che riguardano la società e il lavoro.

La sfida dell’organizzazione del lavoro e dell’intelligenza artificiale

La riorganizzazione del lavoro e l’impiego crescente dell’intelligenza artificiale sollevano importanti questioni che devono essere affrontate. La CGIL ritiene fondamentale mettere al centro del dibattito la contrattazione collettiva e il valore del lavoro e dell’intelligenza umana. In particolare, si pone l’obiettivo di proteggere i lavoratori dalle ricadute negative di scelte che privilegiano lo sfruttamento e l’annientamento delle intelligenze umane.

I seminari come spazio di costruzione di un modello alternativo

I seminari organizzati dalla rivista delle politiche sociali rappresentano un’opportunità per sindacalisti e esperti di lavorare insieme alla costruzione di un modello alternativo di lavoro e di gestione dell’innovazione. Attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze, si cerca di promuovere una cultura che metta al centro il valore del lavoro e l’importanza dell’intelligenza umana, contrastando l’annientamento causato da algoritmi e piattaforme digitali.

L’importanza della rivista come strumento culturale accessibile

La rivista delle politiche sociali si propone di essere uno strumento di battaglia culturale non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico più ampio. with unfulfilled mentions:

1:27:53-2:07:11

Impatto della governance europea sull’economia e l’innovazione

Introduzione

La governance europea ha avuto un impatto significativo sull’economia dell’Unione Europea, beneficiando principalmente la Germania e in parte la Francia. Tuttavia, vi è un rischio di divergenza economica anziché convergenza tra i paesi europei. È importante analizzare la discussione sulla governance europea e le sue implicazioni per l’Italia. Questo articolo esplorerà i punti chiave di questa tematica.

La necessità di progetti comuni e un’impresa pubblica europea

Per promuovere la coesione economica nell’UE, è fondamentale implementare progetti comuni e creare un’impresa pubblica europea. Questi sforzi, come evidenziato da Luigi Zanda, Simone Gasperini, Daniele Archibugi, Falcone e Teresa Numerico, possono contribuire a un’effettiva convergenza economica tra i paesi membri.

L’incidenza dell’incapacità dell’Italia di investire le risorse del PNR

L’incapacità dell’Italia di investire correttamente le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNR) potrebbe avere conseguenze negative sull’economia italiana e sulla governance europea. Questo è un punto cruciale evidenziato da Laura nel dibattito. L’Europa potrebbe rispondere alla situazione, come suggerito da Laura, creando beni pubblici europei. Tuttavia, se l’Italia fallisse nel realizzare tali prospettive, potrebbe compromettere profondamente la capacità centrale fiscale dell’Europa.

Politiche industriali europee e creazione di imprese europee

Per competere con gli Stati Uniti e la Cina, l’Europa deve adottare politiche industriali e promuovere la creazione di imprese europee nel settore pubblico e privato. La visione di risolvere i problemi di competizione attraverso il mantenimento del modello produttivo esistente e l’uso massivo degli aiuti di Stato non porta a risultati significativi. È necessario un approccio più ampio che includa la creazione di beni pubblici europei e l’innovazione industriale.

L’efficacia dell’ecosistema innovativo in Europa

L’Europa, inclusa l’Italia, si confronta con una sfida significativa riguardo all’efficacia dell’ecosistema innovativo. Secondo lo studio Ambrosetti, l’Italia è collocata al 19° posto su 22 paesi ad alta tecnologia e al decimo posto per quanto riguarda l’indice di efficacia dell’ecosistema innovativo. Questi dati mettono in luce una distanza significativa rispetto alla Cina e agli Stati Uniti. È necessario affrontare questa difficoltà attraverso politiche mirate all’innovazione.

Governance innovativa europea e l’incidenza dell’innovazione tecnologica

La governance innovativa europea potrebbe offrire opportunità per affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica. L’Europa ha già intrapreso iniziative.

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L’Impatto dell’Intelligenza Artificiale e della Digitalizzazione sulla Società

Introduzione

Negli ultimi decenni, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione hanno avuto un impatto significativo sulla società e sul modo in cui lavoriamo. Tuttavia, l’avvento di queste tecnologie ha sollevato diverse questioni e sfide che devono essere prese in considerazione. In questo articolo, esamineremo le trasformazioni in corso, i rischi associati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione e le possibili soluzioni per affrontare tali sfide.

Le Trasformazioni in Corso

Logistica Transnazionale

Uno dei settori in cui si sta sperimentando un’ampia trasformazione è la logistica. La natura transnazionale di questo settore consente di eludere le normative e le regole di un singolo paese, poiché coinvolge spostamenti e flussi di merci su scala globale. Inoltre, la logistica offre un ambiente ideale per attenuare gli attriti e l’imprevisto, caratteristiche fondamentali per il funzionamento dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, questo processo può portare alla perdita delle tutele e delle garanzie per i lavoratori, che nel tempo sono state costruite con cura.

Il Potere delle Big Tech

L’infrastruttura digitale su cui si basa l’intelligenza artificiale è dominata dalle cosiddette Big Tech come Amazon, Microsoft e Google. Queste aziende hanno virtualmente monopolizzato l’accesso e il controllo di questa infrastruttura, rendendo difficile per altri attori entrare nel campo. Ciò solleva preoccupazioni sulla concentrazione di potere e sulla mancanza di concorrenza nel settore.

I Rischi dell’Intelligenza Artificiale e della Digitalizzazione

Discriminazione e Selezione dei Dati

Uno dei rischi principali dell’intelligenza artificiale è la discriminazione intrinseca nei confronti di gruppi o individui. I meccanismi di selezione dei dati e di addestramento degli algoritmi sono spesso influenzati dai pregiudizi e dalle disuguaglianze presenti nella società. Ciò può portare a decisioni discriminatorie basate su razza, genere o altre caratteristiche personali.

Appropriazione dei Dati

Un’altra sfida riguarda l’appropriazione dei dati personali. Sebbene i dati siano considerati beni pubblici, le grandi aziende spesso li raccolgono e li utilizzano per scopi di profilazione e commerciali senza il consenso o la conoscenza delle persone coinvolte. È necessaria una legislazione adeguata per proteggere il dominio pubblico dei dati e impedire un’appropriazione indiscriminata da parte delle aziende.

Collasso delle Istituzioni Tradizionali

L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno cambiando il modo in cui operano le istituzioni tradizionali come lo Stato e le organizzazioni politiche ed economiche. Queste tecnologie sfidano i modelli consolidati di governo e autorità, rendendo difficile applicare norme e regol.

2:49:45-3:30:09

La Privatizzazione della Conoscenza e la Difesa dei Beni Pubblici

Introduzione

In un momento in cui la discussione pubblica è spesso banale e superficiale, è fondamentale affrontare il tema della privatizzazione della conoscenza e il suo impatto sulla società. Le scelte politiche ed economiche che hanno portato a un arretramento nella valorizzazione dei beni pubblici richiedono una riflessione approfondita. Questo articolo esplorerà le implicazioni di questa tendenza e suggerirà possibili soluzioni per contrastarla.

Il modello economico e sociale sbagliato

La privatizzazione della conoscenza è un sintomo di un modello economico e sociale fallace. La riduzione degli investimenti nel settore pubblico, avvenuta a seguito di politiche pubbliche discutibili, ha avuto effetti negativi sulla scienza e sulla conoscenza. Tagli alle risorse destinate alla ricerca e alla formazione hanno causato un impoverimento generale e una riduzione delle opportunità di sviluppo.

Il ruolo dello Stato e del mercato

Il rapporto tra Stato e mercato è al centro di questa discussione. Mentre alcuni difendono la preminenza del mercato, è fondamentale riaffermare il ruolo dello Stato nella promozione dei beni pubblici. Un’economia basata unicamente sul mercato non tiene conto degli interessi collettivi e della necessità di redistribuire la ricchezza.

La polarizzazione delle ricchezze e il potere mediatico

La privatizzazione della conoscenza non riguarda solo la concentrazione delle ricchezze, ma anche il potere mediatico. I nuovi modelli di comunicazione, inclusa l’intelligenza artificiale, stanno contribuendo a un arretramento della vita democratica. Questo aspetto è strettamente legato alle questioni relative ai sistemi di conoscenza, poiché influenza la formazione dell’opinione pubblica e il potere decisionale.

Risposte politiche per il futuro

Per contrastare la privatizzazione della conoscenza e promuovere una distribuzione equa delle risorse, è necessario riprendere il dibattito economico. Le scelte politiche devono favorire un’economia basata sui beni pubblici e garantire una redistribuzione delle ricchezze. Alcune possibili risposte includono:

– **Difesa dei beni pubblici**: È fondamentale proteggere e valorizzare le infrastrutture della conoscenza come fondamenta per la transizione verde, la transizione digitale e altri processi di trasformazione.
– **Contro narrazione**: È necessario costruire una narrazione alternativa che sottolinei l’importanza dei beni collettivi e sfidi il predominio del mercato.
– **Azione politica**: Le organizzazioni e i movimenti devono impegnarsi attivamente nella difesa dei beni pubblici attraverso azioni politiche e culturali.
– **Promozione dell’innovazione**: L’innovazione e l’intelligenza artificiale devono essere indirizzate verso l’interesse pubblico e sostenere il progresso sociale ed economico.
– **Redistribuzione della ricchezza**: È necess.

3:30:11-4:05:51

La governance della conoscenza e della ricerca nelle imprese pubbliche

Introduzione

In passato, le imprese pubbliche in Italia svolgevano un ruolo non solo come imprenditori statali, ma anche come innovatori. Nel contesto di un sistema di imprese a partecipazione statale, era presente un’organizzazione che promuoveva la ricerca e lo sviluppo, fungendo da ponte tra la ricerca di base e quella applicata. Tuttavia, con il processo di privatizzazione avviato negli anni ’90, molte di queste imprese hanno perso questa funzione di coordinamento e programmazione dell’innovazione. In questo articolo, esamineremo il caso dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) e il suo ruolo nella governance della conoscenza e della ricerca.

Il ruolo dell’IRI come centro di ricerca e innovazione

L’IRI, il più grande gruppo industriale italiano, aveva una forte presenza nel settore della ricerca e dello sviluppo. Nel 1992, rappresentava oltre un terzo della spesa totale per la ricerca e lo sviluppo delle imprese italiane. L’IRI ha organizzato e coordinato la ricerca e lo sviluppo all’interno del sistema delle imprese controllate, diventando un importante attore nel campo dell’innovazione.

Investimenti in ricerca e sviluppo

L’IRI ha destinato consistenti risorse finanziarie alla ricerca e allo sviluppo. Rispetto alla spesa nazionale per la ricerca e lo sviluppo, l’IRI ha registrato un’espansione significativa, raggiungendo percentuali simili a quelle del settore privato. Inoltre, l’intensità della ricerca e dello sviluppo per addetto è aumentata nel corso degli anni, indicando un impegno sempre maggiore verso l’innovazione.

Output dell’innovazione e brevetti

Nonostante gli sforzi significativi nella ricerca e nello sviluppo, l’IRI ha avuto una minore intensità di brevettazione rispetto alla spesa dedicata. Ciò può essere attribuito alla focalizzazione dell’IRI sull’innovazione di processo piuttosto che su quella di prodotto. Inoltre, l’IRI non ha dato molta enfasi al valore finanziario dei brevetti, mancando un meccanismo interno di autocitazione per proteggere la propria conoscenza. Nonostante ciò, i brevetti dell’IRI erano considerati di alta qualità e spesso citati da aziende di tutto il mondo.

La governance della conoscenza e della ricerca

L’IRI ha strutturato la sua ricerca attorno alla creazione di grandi centri interaziendali e consorzi per il trasferimento tecnologico. Queste strutture, che servivano da ponte tra la ricerca di base e quella applicata, hanno contribuito all’innovazione in diversi settori industriali. Tuttavia, con il processo di privatizzazione, molti di questi centri sono scomparsi.

Il ruolo attuale delle imprese pubbliche nella ricerca e sviluppo

Le imprese a partecipazione statale attuali rappresentano ancora circa il 18%.

4:05:54-4:36:16

La trasformazione dei modelli di lavoro, formazione e produzione nell’era digitale

Introduzione

Nell’attuale era digitale, la discussione contrattuale di diritti e doveri legati al lavoro sta affrontando nuove sfide. Lavorare a distanza o in presenza non è più un’eccezione, ma la norma. Ogni individuo deve imparare a gestire entrambe le modalità lavorative, poiché si sta verificando un cambiamento fondamentale nei modelli di lavoro e di controllo. Questo articolo esplora le questioni relative al controllo, all’autonomia e alla formazione permanente, nonché al ruolo dell’intelligenza artificiale e dei dati nel contesto sociale ed economico attuale.

Il cambiamento dei modelli di lavoro

1. Lavoro a distanza e in presenza: Una nuova normalità
2. L’evoluzione delle norme e dei contratti di lavoro
3. Autonomia e controllo: Bilanciare la flessibilità e la supervisione

La formazione permanente come diritto

1. La formazione oltre le 150 ore: La sfida della conoscenza continua
2. Riduzione dell’orario di lavoro: Un approccio personalizzato
3. Valorizzazione delle competenze: L’importanza della formazione lungo tutto l’arco della vita

La sinistra e i modelli organizzativi del lavoro

1. Taylorismo e fordismo: Una sfida per la sinistra
2. Il ruolo dell’intelligenza artificiale e della tecnologia
3. Utilizzo dei dati: Benefici e rischi per il modello sociale

Il ruolo dello Stato e la sfida dell’Europa

1. La difesa e la ricerca pubblica: Un settore in evoluzione
2. La spesa militare e le dinamiche europee
3. Il cambiamento dei modelli produttivi: Mobilità e auto elettriche

Conclusioni

L’era digitale sta portando a una trasformazione radicale nei modelli di lavoro, formazione e produzione. Lavorare a distanza e in presenza è diventato la norma, richiedendo una ridefinizione dei diritti e dei doveri legati al controllo e all’autonomia. La formazione permanente è diventata essenziale per affrontare le sfide della conoscenza continua e combattere le disuguaglianze. La sinistra deve riconsiderare i modelli organizzativi del lavoro e affrontare in modo proattivo l’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei dati. Inoltre, lo Stato deve svolgere un ruolo fondamentale nell’orientare gli investimenti e ridefinire il modello di sviluppo, mentre l’Europa deve affrontare le nuove dinamiche geopolitiche e promuovere una governance che favorisca l’investimento pubblico e una crescita sostenibile.

*Questo articolo offre uno sguardo approfondito sulle trasformazioni attuali nel mondo del lavoro e della formazione, evidenziando le sfide e le opportunità offerte dall’era digitale. Esplorando i temi del controllo, dell’autonomia, dell’utilizzo dei dati e della governance, l’.

4. Trascrizione di ChatGPT – Riassunti di siti web e video di YouTube

(265) 🟥 INNOVAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, BISOGNI SOCIALI INSODDISFATTI – YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=cO318KujLAg

(02:54) la sauna la sala vuota della Buongiorno Mi sento Professore buongiorno Perfetto non mi vede perché sono in regia al momento ha la visuale sulla sala ok Infatti vedo Vedo la sala vedo anche me stesso dentro uno degli schermini della sala Esatto senta vogliamo fare una prova di condivisione delle slide Io sì intanto verifico se ho la condivisione attiva per i partecipanti dovrebbe essere tutto attivo Ok allora aspetti che devo chiudere però alcune finestre che non ci servono Martina io chiudo Skype adesso perché
(03:42) sono Grazie ciao Ciao Mattia Ok allora la condivisione siamo sempre connessi vero Sì sì Io la sento benissimo Ok allora adesso veniamo al discorso condivisione che come sempre in zoom condividi schermo Dunque e qui c’è l’alternativa tra condividere lo schermo e condividere le slides Io in genere preferisco condividere lo schermo perché se no poi perdo un po’ il controllo Vediamo cosa succede se facciamo il condividi schermo Perfetto io vedo il suo schermo e abbiamo così e mi pare che guardi se lei clicca su presentazione e la via Esatto
(04:36) Così è perfetto [Musica] Ok va bene [Musica] Direi che questo punto faccio un bel Esc E vabbè non me le lascio tolgo esco dalla condivisione Allora esco dalla condivisione e questo però devo tornare qui per uscire [Musica] Allora per uscire dalla condivisione penso di poter uscire prima se in condivisione schermo ma ce l’ho qui Interrompi condivisione ok ci siamo detti ancora perfetto guardi allora ci siamo Se lei
(05:41) non so se preferisce rimanere nella nella Call anche disabilitando camera e audio Io penso di sì Così ci evitiamo sorprese Esatto perfetto tanto può seguire tranquillamente i lavori dalla Call di zoom benissimo Allora la lascio in attesa Buon lavoro professore grazie anche a lei a dopo la ringrazio A dopo [Musica]
(33:07) oppure un’alternativa è utilizzare la pellicola Allora
(44:09) sta scendendo segretario generale cinque minuti e iniziamo Scusate un’accortezza per chi farà l’intervento come potete vedere c’è il puntamento automatico delle camere Una volta acceso il microfono quindi controllate sul video se siete centrati l’inquadratura è puntata è centrata sul microfono Mamma mia
(49:33) fa fatica ogni tanto a mettere insieme tutti Allora intanto vi ringrazio Vi ringrazio davvero per la disponibilità e per la seminario di oggi vorrei ringraziare in maniera particolare Laura Pennacchi che è la compagna che ha condiviso con me questo percorso abbiamo insieme costruito la rivista l’ultimo numero della rivista RPS sulle conseguenze socio-economiche della guerra e ci è venuto in mente proprio in questo confronto con Laura parlando Neanche col segretario generale che sto prendendo a calcio che poteva essere la rivista il luogo
(50:15) anche oltre che di produzione dei numeri dei tre numeri che annualmente prepariamo anche un luogo di confronto e di qualche maniera di cultura alternativa a quella che ci viene quotidianamente sottoposta dai media dalla TV dalla politica proviamo a costruire una narrazione che sia un po’ diversa che provi anche a come dire appartenere dei dubbi alle persone sulle cose che sentono provare a ragionarci a capire come intorno ad alcuni temi forse è opportuno davvero come dice ogni tanto Maurizio costruire una narrazione diversa
(50:58) il tema che oggi abbiamo deciso di affrontare che il primo Questo è il primo seminario che facciamo come rivista con Laura stavamo ragionando e anche col segretario generale di provare a fare due seminari annuali perché faticosissimo costruirli a mettere insieme I saperi poi i docenti bisogna rincorrerli andare dentro l’università cercarli eccetera però ci pareva da questo punto di vista importante mantenere questo spazio questo spazio appunto di discussione Pensavamo anche che dell’incontro di oggi facciamo una sorta di eBook perché
(51:38) moltissimi ci hanno chiesto sono collegati diciamo hanno chiesto di poter scaricare il [Musica] seminario di oggi noi abbiamo pensato che invece potremmo davvero farne una un piccolo ebook con il vostro intervento quindi ve li rimanderemo in maniera che poi li correggete Perché quando si pubblica poi quando si parla è diverso da quando si pubblica Quindi ve li manderemo e voi farete i vostri le vostre collezioni Poi appena lo pubblichiamo vi informiamo pensavamo di farne una copia cartacea questa volta perché la rivista ormai è online perché
(52:11) ci pareva utile anche provare a venderlo cioè provare a costruire uno spazio culturale che però sia anche accessibile a chi vuole comprarlo e non soltanto Quindi questo è poi l’altro obiettivo che noi ci siamo dati è quello di far sì che la rivista diventi uno strumento non soltanto appunto di [Musica] cartaceo di dibattito ma anche il luogo dove su alcuni temi soprattutto Le ricadute che alcune scelte che questo paese sta facendo hanno sul lavoro perché questo ovviamente per noi sindacato è fondamentale sapere quali
(52:53) sono le ricadute come si riorganizza il lavoro purtroppo molto spesso come sappiamo da un lavoro che viene riorganizzato sullo sfruttamento e sulla annientamento delle intelligenze umane non quelle artificiali noi pensiamo che su questo come organizzazione sindacale abbiamo il compito di mettere al centro una corretta contrattazione sull’organizzazione del lavoro sul valore del lavoro sul valore dell’intelligenza Quindi questi seminari sono utili anche per noi sindacalisti Per trovare insieme a chi di questo tema
(53:26) se ne occupa profondamente a costruire un’idea alternativa anche di modello del lavoro e anche come gesti degli algoritmi e quello che purtroppo sappiamo tutti sta accadendo con chi lavora nelle piattaforme Quindi questa era l’obiettivo che nel ringraziarvi davvero di nuovo per aver accettato di partecipare al seminario passerei la parola a Riccardo che fa il secondo pezzo di introduzione brevi perché abbiamo deciso che proviamo a essere noi veloci sindacalisti e complicato a volte però forse ce la facciamo
(54:08) ma intanto grazie Rossana grazie in generale per aver voluto la mia presenza io non posso che essere ammenda di un errore che Riccardo sta qua perché come molti di voi lo conoscono visto che l’avete salutato tutti non sta più in Confederazione Sì sta passando le consegne però è il segretario nazionale dei Come si chiama il sindacato dei bancari della chiesa che continua a chiamarlo il sindacato dei bancari bancaria assicurativi tutto quel mondo lì Però noi abbiamo chiesto a Riccardo di darci la possibilità di disponibilità di
(54:53) esserci oggi perché lui come sapete In quanto coordinatore dell’area economia capisco quant’altro sviluppo era anche dentro quell’aria c’era anche 4.0 quindi Riccardo ha seguito gli abbiamo chiesto un pezzetto di continuità oggi Grazie Luca scusa Grazie di nuovo Rossana ci mancherebbe allora stop Rewind riparto dai ringraziamenti e sono davvero non formali ma sentiti perché da sempre Ritengo che non solo questa discussione sia fondamentale per la nostra organizzazione in generale per il paese ma perché la rivista delle politiche
(55:35) sociali è credo sia una vera fortuna che ha la CGIL perché raccoglie un pensiero importante eterodosso Un pensiero profondo è uno strumento di battaglia culturale il cui tempo che galantuomo restituirà onore e dirà nella storia non s maiuscola come tutti questi approfondimenti questi pensieri che vengono raccolti dalla rivista siano fondamentali per la lotta per il movimento dei lavoratori per la nostra organizzazione per il paese nei suoi risvolti economici e sociali appunto come Come da titolo specialista ci sono
(56:16) qui illustri ospiti ce ne sono stati tanti altri che hanno scritto per questa rivista penso davvero e propri giganti E a proposito di miti e eroi e giganti al mio fianco anche se si è alzata c’è Laura Pennacchi che per noi coordina anche il forum economia della CGIL che intreccia gran parte del pensiero proprio con la rivista gli articoli e la produzione intellettuale quando l’accademia Insomma incontra il pensiero del sindacato E a proposito di pensiero come diceva giustamente Rossana nell’area delle politiche economiche e
(56:54) di sviluppo c’è anche l’ufficio 4.0 un’altra grande intuizione della nostra organizzazione che ha pensato proprio che la digitalizzazione la transizione la trasformazione digitale fossero fosse una un grande Trend che attraversa tutti i settori attraversa tutte le declinazioni è difficile racchiuderlo all’interno di una o l’altra politica e per questo l’intuizione fu proprio che dalla diretta dipendenza il segretario generale ci fossero elaborazioni che arrivassero dalla lo stato il ruolo
(57:32) dello Stato e le varie aree che l’intervento pubblico realizza direttamente a i vari gangli del mercato e tutto quello che poi definisce il sistema paese e il sistema economico produttivo in particolare non è un caso che anche con Gianna abbiamo lanciato un forum anche della transazione digitale anche qui con grandi esperti alcune dei quali sono qui presenti proprio per ragionare delle conseguenze e delle possibili direzioni che può prendere l’innovazione e siccome siamo qui per una rivista di Futura
(58:07) editrice e non manca la mia Pubblicità progresso perché già con AIDS avevamo fatto contatto con il forum economia della CGIL un importante pubblicazione che si chiamava lavoro e innovazione per informare il capitalismo ancora c’è potete ancora ordinarla online che già affrontava il tema della ricaduta e occupazionali dell’Innovazione in generale del governo dell’Innovazione su cui la nostra organizzazione ha fatto anche una conferenza di programma e sempre a proposito di pubblicità progresso invece
(58:39) un più recente volume sempre di futuro editrice con la postfazione del segretario generale che parla dei dieci anni che hanno cambiato il mondo un manuale per sindacalista audaci con l’idea al 2030 del mondo che si potrebbe realizzare che si può ancora realizzare a seconda di come noi esercitiamo il nostro ruolo a seconda del livello di intervento pubblico di cui oggi discutiamo è sempre per essere breve come da mandato di Rossana vorrei sottolineare solo due aspetti di merito primo il titolo dell’iniziativa è
(59:17) innovazione intelligenza artificiale bisogna sociali insoddisfatti Ecco esattamente il tema dei bisogni e nel cuore dell’elaborazione della nostra organizzazione sin dal piano del lavoro quando abbiamo immaginato di creare domanda creare lavoro avere una strategia di investimento pubblico di innovazione in generale una serie di strumenti per governare l’innovazione l’avevamo sin da subito immaginata proprio in direzione di beni comuni bisogni che dal basso collettivi bisogna collettivi che dal basso avevamo avuto
(59:55) modo di raccogliere avevamo intenzione Che le istituzioni raccogliessero per oltre sostenere la domanda all’epoca si parlava naturalmente di uscire della Gran dalla grande crisi 2007-2008 ma anche riformare il modello sociale di sviluppo e quindi qualificare una discussione a mio avviso ancora molto attuale se pensiamo che il nostro sistema produttivo benché resiliente come dicono tutti e ferma gli anni 90 e questa esaltazione del made in Italy possiamo dire che forse andrebbe un po’ rivista alla luce
(1:00:31) non solo del grande progetto europeo a partire dal programma Next Generations che vede quindi l’idea di un nuovo modello di sviluppo ma dicevo alla luce anche delle grandi transizioni che attraversano il pianeta e il vecchio continente oltre il nostro paese che sono esattamente quella digitale e quella verde poi ce n’è un’altra socio demografica Quindi il terzo Aspetto che dobbiamo tenere insieme e quindi è quello sociale Non c’è dubbio che queste tre cose si tengono insieme a seconda di come viene di direzionata indicata la
(1:01:09) via con cui realizzare l’innovazione e dicevamo sin dal piano del lavoro utilizzare un’innovazione diffusa in questa discussione che non declinerò per ragioni di tempo c’entra naturalmente l’intelligenza artificiale ma tutte le tecnologie abilitanti c’entrano le competenze l’idea come dicono in Europa di Race skill and up skill di riqualificare di Convertire le competenze e i profili professionali del Lavoro centra Naturalmente il governo dei diritti di proprietà intellettuale c’entra il peso
(1:01:46) della ricerca pubblica Cerca Insomma una serie di questioni che noi possiamo scrivere Perdonate la sintesi ma in una dialettica tra ciò che lasciamo al mercato e ciò che invece abbiamo intenzione di governare attraverso un intervento pubblico più incisivo per citare un libro della Mazzucato sovra citata su questo argomento Ma magari non con questa pubblicazione cioè missione economia e una guida per cambiare il capitalismo quindi torna al tema della riforma del capitalismo le fa un paragone evocando diciamo l’ambizione dello Stato
(1:02:30) che dovrebbe essere quella di catalizzare in tutta la società e porre Lo Stato come partner tra Quindi anche per le imprese aiutando a orientare il cambiamento affinché le sfide poste dalla società vengano raccolte e vinte quindi bisogni le sfide poste dalla società offrendo incentivi Chiari bla bla bla ma mettendo soprattutto il denaro necessario per coprire i primi investimenti ad alto rischio Quindi il rivestimenti che il mercato Non fa questo è il punto da subito Noi abbiamo pensato a quei settori dell’economia quelle
(1:03:13) direttrici di investimento che da solo il mercato Non fa e quindi quello da cui il mondo imprenditoriale tende proprio a rifuggire assumendo quindi parte del rischio lo Stato può non solo governare e diffondere l’innovazione ma dare un orientamento ecco qual è la nostra idea Ne abbiamo avute tanto ne abbiamo elaborate Dante con anche la strategia che avevamo pensato per il lancio anche del Mezzogiorno e dell’intero paese con Gianma Avevamo pensato dal laboratorio sud e poi anche confermato come linea
(1:03:50) strategica nell’ultimo nel XIX congresso della CGIL un’agenzia per lo sviluppo questa doveva essere a nostro avviso ispirandoci a non dire respirando ci ha tante delle istanze e suggestioni che ci hanno dato anche il forum dell’economia un’agenzia che coordinasse i vari attori istituzionali in campo quindi non è una cosa che si aggiunge ma una cosa che serve realtà a dare un coordinamento a programmare progettare investimenti ricerca e innovazione regolare dare in ogni modo vita anche a progetti che dal
(1:04:26) basso dai territori devono essere raccolti e quindi dare una vera e propria impronta diversa la politica industriale appunto in direzione beni comuni e bisogni collettivi Anche qui è attualissima la discussione lo vedete abbiamo guardando agli ultimi dati stando alla congiuntura un paese continua a crescere per rimbalzo e per inerzia soprattutto senza esportazioni un modello basato sulla svalutazione competitiva del lavoro e persino per via fiscale che non funziona più la Germania ci sta già dando l’anticipazione del
(1:05:00) fallimento di quel modello senza entrare in quel tipo di critica però è ovvio è necessario cambiare direzione e quindi il PNR che per esempio in base a tutto investimenti e quindi sulla domanda può essere un volano certo Anche qui senza entrare nello specifico ma purché non sostituisca gli investimenti ordinari e purché lasci fare allo stato il suo ruolo di traino dell’economia a partire appunto per esempio dal ruolo dei grandi imprese pubbliche campioni le Partecipate in generale grandi imprese del paese che devono essere chiamate a
(1:05:39) realizzare quegli investimenti realizzare quella ricerca e a creare la buona occupazione la viene buona occupazione è la nostra Stella Polare in ogni elaborazione in cui immaginiamo un intervento pubblico anche qui non entro nei dati Sarebbe davvero noioso in questo momento e mi appresto anche a concludere lasciando la parola a chi ne sa molto più di me a cominciare da Laura però è evidente del tutto evidente che facendo domanda e qualificando l’occupazione creando occupazione virgola pubblica è evidente che si dà una direzione
(1:06:15) diversa al sistema Si solleva la domanda si spingono i consumi verso una diversa composizione e qualificazione e di conseguenza diverse direttrici di investimento per il nostro sistema produttivo possibilmente ce lo dice l’Europa ma l’avevamo detto anche noi posso dirlo con un po’ di orgoglio e presunzione né già nel piano del Lavoro Green e Digit perché non c’è dubbio che lì c’è la sfida poi c’è la contrattazione c’è la contrattazione con cui già noi attraverso tantissime esperienze buone
(1:06:49) pratiche laddove riusciamo governiamo questi processi Ma la sfida che anche attraverso la contrattazione noi vogliamo Qual è quella di utilizzare la tecnologia per la Libertà nel lavoro direbbe Trentin non dal lavoro Questa è la nostra sfida Questa è la nostra idea di cambiamento della struttura del sistema paese di questo sono felice di discutere con voi grazie Grazie Riccardo adesso YouTube un secondo perché vorrei ringraziare di collettiva che i compagni di Futura che ci hanno permesso di avere i collegamenti di aver fatto anche un po’
(1:07:35) di propaganda questa iniziativa attraverso i nostri Social e anche quelli che non sono presenti qua compresa la direttrice La mia collaboratrice strettissima Rossella della rivista che purtroppo non può essere non è potuta essere presente ma che qua Arriva a me Laura in tutte le cose tecniche complicate che una rivista deve fare adesso ad avere la parola a Laura chiedendo di affiancare Laura Beniamino Beniamino La Padula Ti chiederei di venire qua adesso chiediamo a Riccardo di cedere il posto che ci parleranno di lavoro e
(1:08:15) innovazione nell’ambito della riforma della governance e della next generation 2 a voi la parola inizierò ricordandovi che negli ultimi mesi del 2022 Quindi nemmeno Mezzano fa gli andamenti di borsa erano stati molto sfavorevoli c’era una grande raticità e gli andamenti erano sfavorevoli soprattutto per le cosiddette Big Tech Infatti ci si chiedeva che cosa stesse succedendo e le Big Tech avevano in quello stesso periodo effettuato tagli draconiani al personale e scontavano alcune di loro il fallimento dei
(1:09:16) degli investimenti che avevano fatto nel metaverso che non erano stati corrispondenti alle attese all’improvviso però dall’inizio del 2023 Compare questo grande balzo dell’intelligenza artificiale in pochissimi mesi in un tempo inferiore a quello mai raggiunto da qualunque innovazione precedente 100 milioni di utenti a chat GPT e le borse sono tornate a salire anche per le Big Tech insieme a questo rovesciamento di prospettive si è acceso un grande dibattito che ha molte caratteristiche di superficialità
(1:10:09) questa iniziativa che noi stiamo tenendo questa riflessione a cui stiamo dando luogo a quanto mi risulta è la prima che viene indetta in Italia con lo scopo proprio di fare una riflessione più meditata su quanto sta accadendo Su questo fronte esempi di grande superficialità sono a mio parere da una parte la divaricazione da una parte tra un grande paure demonizzazioni paure che peraltro vengono anche Dai protagonisti di questa intelligenza artificiale che hanno addirittura evocato il rischio di estinzione della
(1:11:00) specie umana dall’altra c’è una grande enfasi ed Euforia stranamente c’è una grande enfasi Euforia anche a sinistra in una certa sinistra che già evocato Riccardo bocanzi che vede l’intelligenza artificiale la possibilità non di liberare appunto il lavoro ma di liberarci dal lavoro ipotizzando che il capitalismo sia diventato enormemente benevolo e darci a tutti la possibilità di vivere col mese che incamm e quindi viene le due cose vengono associate La verità è che noi ci muoviamo in un contesto che è segnato dalla
(1:11:48) congiunzione di tre emergenze che continuano ad essere tali da una parte il covid che no Speriamo di aver debellato Ma le sue implicazioni sono ancora molto tra di noi dall’altra il cambiamento climatico Riccardo ha già ricordato Quali conseguenze porterà sulla vita del pianeta e dall’altro ancora la guerra Non dimentichiamo che siamo ancora immersi nella guerra e che in particolare sta già avvenendo una militarizzazione per la guerra della stessa intelligenza artificiale ora in questo contesto geopolitico
(1:12:37) globale in grande di definizione Ovviamente stanno avvenendo anche grandi cambiamenti nella globalizzazione che da iper globalizzazione si sta trasformando a globalizzazione quanto meno selettiva nella quale avvengono scenderò nel dettaglio ovviamente di dell’analisi Ma dobbiamo segnalare che avvengono grandi ristrutturazioni trasformazioni di assetti produttivi contraccolpi sulla stessa transizione ecologica e transizione digitale la transizione ecologica può essere ritardata e l’intelligenza artificiale diventa
(1:13:21) un’arma e uno strumento di questo ridefinizione di questi spostamenti di equilibrio e Rossana ricordava il grande lavoro che abbiamo già fatto nel numero della rivista delle politiche sociali dedicato alle conseguenze economiche sociali della guerra questo numero deve avere una diffusione importante un elemento che voglio sottolineare da subito e che in questo contesto gli Stati Uniti accelerano una profondissima trasformazione che stanno già compiendo che è uno slittamento di paradigma da un paradigma basato sul primato del
(1:14:10) mercato ha un paradigma basato sul primato dell’intervento pubblico dalla yellen il ministro del tesoro americano che ha la grande preoccupazione di salvare il rapporto con la Cina ce l’ha più forte di altri esponenti dell’amministrazione a Sullivan nel consigliere economico Principe di biden questo spostamento di paradigma viene presentato come uno spostamento in favore dei Ceti medi americani e parlano Infatti anche in documenti importanti di una politica estera anche la politica estera per i ceti medi
(1:14:57) concretamente quello che stanno facendo è rilanciare insieme e allo stesso tempo la propria manifattura e domare il cambiamento climatico quindi la il rilancio della loro manifattura estetissimamente legato alla implementazione della transizione verde e vi voglio segnalare che questo cambiamento Io sono reduce da una dalla partecipazione a un seminario a cui ho partecipato per conto della CGIL in a Berlino che si è tenuto in occasione del congresso della Chess c’è una rete di economisti collegati alla Cessa che si riunisce annualmente
(1:15:52) in questa riunione soprattutto gli economisti che sono di altissimo livello ne fa parte per esempio uno anche intingen che è stato membro del comitato degli esperti del cancelliere quindi una personalità molto rilevante soprattutto gli economisti tedeschi hanno espresso una grandissima preoccupazione per quello che sta avvenendo in America addirittura con la tentazione di descrivere questo cambiamento come un ritorno di nazionalismo che deve preoccupare e comunque come una lesione delle leggi della concorrenza io ho
(1:16:42) sostenuto tesi diverse e anche qui quello che è interessante rilevare che in ogni caso Siamo di fronte a una svolta che ci fa passare da un mix che dava la prima zia ad accordi di libero scambio basso e tasse poca regolazione a una situazione completamente diversa in cui il pendolo è tutto sugli investimenti diretti e quindi questo ovviamente non può che portare a una molto minore concentrazione sulla concorrenza e allo stesso cambiamento della no zione di concorrenza se l’Europa vuole stare al passo l’Europa
(1:17:30) che abbiamo [Musica] a far andare in avanti nelle sue migliori prospettive che sono contenute per l’appunto nel next generation you che rappresenta un fatto rivoluzionario e dal quale non dobbiamo assolutamente ricevere anche nell’applicazione come dei piani nazionali Prr italiano l’Europa ha da una parte la necessità di arrestare al rispetto a quello che stanno facendo gli Stati Uniti e che faranno di converso i paesi è un asiatici l’Europa deve restare la propria de industrializzazione che minaccia pezzi importanti della
(1:18:21) manifattura Europea per arrestarla però deve cambiarla allo stesso tempo c’è un altro alimento importante per l’Europa la crisi energetica che stiamo comunque vivendo colpisce in particolare paesi come la Germania perché li mette in discussione radicalmente la struttura produttiva di paesi come la Germania che è caratterizzata da settori ad alta intensità energetica ed è estremamente expor led protesa verso l’esportazioni che sono soprattutto Verso la Cina Quindi c’è un elemento che emerge fortissimo dal seno dell’Europa quindi
(1:19:07) non è un elemento solo italiano e cioè la necessità di concentrarci sulla domanda interna europea e quindi la domanda interna dei singoli paesi e questo vuol dire concentrarsi sui bisogni sociali insoddisfatti della domanda interna europea e il monito di keans torna assolutamente attuali il vero Games è quello che dice che non si può assistere inermi al paradosso e allo scandalo di un enorme disoccupazione o un enorme sottoutilizzo mancato utilizzo della forza lavoro di fronte alla montagna di bisogni sociali insoddisfatti
(1:19:57) in questo contesto come sappiamo a livello europeo è in corso il dibattito sulla riforma del patto di stabilità e di crescita non può sparito dai radar in Italia che la propaganda politica si sposta l’attenzione su altre cose ma invece è questo è un tema molto importante perché ha influenza sulla governance decisiva e lì accanto alcuni passi positivi che sono stati fatti fin qui ma bisogna continuare la mobilitazione Perché passi positivi ulteriori vengono fatti e comunque c’è un limite enorme che è il
(1:20:41) mancato riferimento a una Golden rules europea che si applichi per l’appunto agli investimenti e agli investimenti pubblici in particolare oggi quindi in questo contesto Il problema più importante che ci dobbiamo porre è a mio parere primo dirigerla l’innovazione non solo indirizzarla cercherò di dire qualcosa E a proposito di questo aspettandomi dal prosieguo della riflessione contributi che ci possono aiutare quindi dicevo prima di leggere l’innovazione secondo come fare per dirigere l’innovazione ora
(1:21:29) sul primo aspetto dirigere l’innovazione teniamo conto che era l’impostazione di fondo di Antony Jacket il grande economista inglese che abbiamo avuto ospite qui in CGIL varie in varie occasioni sempre col forum economia nazionale della CGIL [Musica] questa Antoni diceva che bisognava dirigere l’innovazione perché non si tratta solo di controllarne ex post e i risultati anche quello lo ha fatto e non ci fa controllare ex post i risultati ma cercare di individuare exsante gli obiettivi contenuti le strade rivolte
(1:22:21) proprio bisogni sociali insoddisfatti verso cui veicolare l’innovazione cosa che del resto viene è già stata fatta viene fatta spesso da viene fatta dall’arpa l’agenzia americana viene fatta dall’Europa è già stata fatta per esempio con il progetto Galileo e in qualche misura viene fatto con il CERN quindi questo tipo di strumenti bisogna ragionare su questi e vedere come possono essere migliorati e integrati con altri corretti laddove ce ne fosse bisogno dobbiamo essere consapevoli anche che c’è in atto una grande biforcazione
(1:23:12) tecnologica di biforcazione parlano gli esperti tecnologici degli esperti di economia dell’Innovazione biforcazione vuol dire che siamo proprio a un punto in cui possono essere prese strade diverse e per esempio un grande economista che è dare una cimogru da una parte contesta l’uso già che si fa dell’intelligenza artificiale tutto volto al riconoscimento facciale a trattamento linguistico come chat GPT e non per esempio rivolto verso i bisogni sociali che hanno bisogno di essere soddisfatti o soddisfatti meglio di
(1:23:59) quanto non siano Adesso per esempio l’istruzione la cura degli anziani e varie altre cose ma dare una ciemmolo porta anche a sostegno della tesi che la biforcazione possa respinta in una direzione piuttosto che in un’altra Ho qui dei suoi testi molto importanti recentissimi modelli matematici ed econometrici perché sa che va affrontata una sfida contro chi dice ma questo è impossibile e utopistico e realizzabile e poi del resto già concretamente avviene che anche gli esponenti del capitalismo per i fatti loro si pongano
(1:24:49) apertamente questo problema Abbiamo avuto notizie a questi giorni di due fratelli fratelli Amodei Dario e Daniela che hanno lasciato nel 2021 sono italo-americani hanno lasciato nel 2021 openai Dove appunto lavoravano hanno dato vita a una nuova startup che si chiama antropic e che hanno iscritto come società per il beneficio pubblico quindi vedete che possono essere avvenire anche trasformazioni del diritto societario degli assetti proprietari tutto questo è in grande movimento E questa loro nuova startup vuole
(1:25:38) costruire un’alternativa alla rete neurale un’alternativa che sia guidata dichiarano da valori altruistici e sociali e dal primato dell’uomo Quindi addirittura evocano proprio una nuova forma di un Umanesimo il principio è quello soprattutto di evitare che si possano auto generare reti neurali ostili a genere umano perché sapete tutti che c’è un nucleo inconoscibile inconosciuto e fosse inconoscibile di come funzionano questi reti neurali E appunto il terrore di hinton era quello che possano portare addirittura
(1:26:32) all’estinzione del genere umano Come fare l’ultima cosa che dirò a dirigere l’innovazione è appunto l’argomento al cuore del nostro incontro ci vuole sicuramente una politica industriale comune Sul modello della Next Generations ci vogliono investimenti industriali comuni soprattutto pubblici e sbagliato dire che ora gli investimenti devono andare alle imprese private Certamente alle imprese private Ma questa spinta questo traino lo possono svolgere soprattutto gli investimenti pubblici e qui sentiremo Massimo Florio che ci
(1:27:20) riproporrà un ipotesi che aveva già proposto in un seminario che tenemmo a marzo ma quello che è importante è che noi non dobbiamo operare con un semplice allentamento dei vincoli del patto di stabilità di crescita e in particolare Un allentamento dei vincoli all’utilizzo degli aiuti statali ricordate qualche mese fa se molto discusso di questo ed era venuto fuori che questo avrebbe beneficiato soprattutto la Germania in parte la Francia ma certamente al di là di chi beneficia di più Certamente c’è un rischio che addirittura prove che
(1:28:05) non una maggiore convergenza delle strutture economiche dei paesi europei ma una maggiore divergenza Dunque ciò che è veramente fondamentale sentiremo una discussione sentiremo Luigi Zanda sentiremo Simone Gasperini sentiremo Daniele archibugidi non Falcone e Teresa numerico Noi abbiamo bisogno di progetti comuni e abbiamo bisogno di un’impresa pubblica Europea ma abbiamo bisogno anche come abbiamo sottolineato moltissime volte di un diverso aspetto dell’Italia Grazie Beniamino prosegue ritorno ad un punto su cui si è
(1:29:03) soffermata molto Laura e cioè cosa sta succedendo la governance europea e quale incidenza ahimè termolicativa può avere una incapacità dell’Italia di investire le risorse del PNR questa credo che sia un punto decisivo perché per le cose che diceva Laura e poi per alcuni interrogativi che parrò anch’io alla discussione è evidente che ci troviamo di fronte ad un cambio di Passo degli Stati Uniti l’inflazione redaction Nat e chips and science Act che non è delle patatine ma di microprocessori sono atti forti di
(1:29:58) politica pubblica politica industriale come può reagire l’Europa evidentemente con la creazione di beni pubblici europei le cose che raccontava che diceva prima Laura ma si fallisse l’italia questa prospettiva di una capacità centrale fiscale dell’Europa rimane in piedi o viene compromessa in profondità io tengo che verrebbe compromessa in profondità perché tutte quelle forze che ancora sono presenti nell’ambito dell’Unione Europea che non vogliono questa anche per miopia Laura citare il dibattito degli
(1:30:42) economisti tedeschi Chiara miopia Perché pensare di risolvere problemi di competizione con gli Stati Uniti e con la Cina in termini di conservazione del modello produttivo esistente magari con un uso massivo degli aiuti di Stato non porta a nessuna parte occorre occorrerebbe un impianto di politiche industriali europea di beni pubblici europei di creazione di imprese europee nel settore pubblico privato Ecco credo che questo sia un punto che mette un po’ a terra il tentativo di narrazione che vogliamo fare
(1:31:24) perché si gioca in un arco temporale molto breve la possibilità per l’Europa di essere in qualche modo protagonista di questo processo anche di riequilibrio mondiale o di sparire questo vale sparire il senso di assumere un ruolo puramente ancillare senza nessuna possibilità di incidere questo vale per l’Europa nel suo complesso E questo vale per l’Italia in particolare ma sulla questione decisiva che è l’efficacia dell’ecosistemi innovativo siamo messi tutti quanti abbastanza male in Europa se si prende l’ultimo index di
(1:32:18) dello studio Ambrosetti ma quello complessivo l’Italia è collocata su 22 paesi ad alta tecnologia al 19° posto seguita da Spagna Grecia e Lettonia Se non ricordo male ma per quanto riguarda invece l’indice appunto che stimola l’efficacia dell’ecosistemi innovativo siamo noi siamo anche al decimo posto la Germania addirittura all’undicesimo Ma si marca Chiaramente una distanza abissale con la Cina e con gli Stati Uniti Ma la Cina è proprio in testa che forse non permette neanche un’autonomia
(1:33:00) nei ragionamenti che stiamo facendo oggi e quindi credo che questo sia il punto dei punti e come tentare di incidere su questa difficoltà che l’Italia manifesta che è una difficoltà dovuta a tante cose non si può attribuire per onestà intellettuale soltanto a questo governo ma certamente questo governo ci ha messo del suo cambiando la governance del PNR centralizzato a Palazzo Chigi creando quindi difficoltà operative enormi e quindi questo e in questo contesto il dibattito l’uscita la laurea Io poco degli
(1:33:44) interrogativi a questo a questo punto per vedere poi anche se riuscissi ad avere una governance innovativa Europea se ancora c’è tempo per poter recitare una parte tutto quello che è successo con internet Ormai lo sappiamo probabilmente anche per sottovalutazione ma è sempre difficile vedere in anticipo gli effetti di innovazioni così sconvolgenti sicuramente una responsabilità ce l’ha il tuo cliente ongore ma all’epoca mettendoci un po’ nei panni solo c’era il timore che se fossero state messe regole troppo stringenti il
(1:34:36) neonato sarebbe morto in culla e quindi ci sono liberalizzate tutte quante le possibilità se sono le responsabilizzati questi soggetti che da neonati sono diventati dei protagonisti Mondiali onnipotenti nel tempo e con cui dobbiamo fare i conti i conti Oggi allora sul piano normativo l’Europa si è mossa abbattuto un colpo con corizzato per molti anni ha subito il liberismo digitale Ma poi con il regolamento sui dati Insomma si è mossa dal 2016 in un modo importante basti pensare anche a episodi recenti metamultata per un
(1:35:28) miliardo di 200 milioni di euro dal garante irlandese e quindi si sono fatte delle cose e credo ma qui vuole sentire anche l’opinione di chi se ne intende più di me la normativa di regolamentazione per intelligenza artificiale che sta abbastanza avanti ma che naturalmente risente della faraginosità del sistema dell’impianto europeo questa cosa partita con un libro bianco il 2020 andrà Se tutto va bene importo nella primavera del prossimo anno è evidente che però lo sforzo è stato potente e il contrasto che si è
(1:36:10) registrato da parte degli americani è stato anche quello potente perché Eric Smith ex Google ed Alphabet che quando ha avanzato la critica al 2021 era a capo dell’autorità per intelligenza artificiale del governo degli Stati Uniti ha attaccato duramente quella iniziativa poi Ma qui Vorrei sentire appunto l’opinione le cose sembrano cambiate negli Stati Uniti abbiamo avuto gli appelli prima Mask poi hartmann il rischio di un’intelligenza artificiale che sfugge di mano Ecco Bisognerebbe capire quanto di
(1:36:53) questo dibattito sia strumentale quanto ci sia di vero comunque è evidente che non può essere preso sotto gamba va visto Insomma se sono di padri fondatori dell’intelligenza artificiale Mi riferisco soprattutto a quella generativa che gettano questo allarme non si può far finta di niente un principio di precauzione si deve avere evitando però che il polverone nasconde i problemi che intanto [Musica] c’abbiamo Noi ancora in modo molto limitato perché se si va a vedere l’impatto dell’intelligenza artificiale
(1:37:36) sulle aziende italiane per tutta una serie di motivi ancora è limitato però ecco l’allarme gettato dall’Unione Rubini credo anche questo abbia preso sul serio Ci troviamo in presenza dice e Rubini gli una tecnologia ad alta intensità di capitale che richiede altre competenze che è fatta per risparmiare lavoro e questi tre temi vanno andrebbero in qualche modo affrontati non riesce soffermo molto quello che poi si dovrà continuare questo dibattito con modalità che la CGIL si terrà di adottare è ma sul primo punto
(1:38:21) ci troviamo un’altra volta su dibattiti vecchi ma che sono sempre attuali come agire per ridurre la diseguaglianza sul patrimonio innanzitutto che sia divaricata in un modo [Musica] insitato Credo che anche con tutte le difficoltà una proposta cioè avanzate altri Insomma c’erano addirittura ai tempi della prima rivoluzione industriale di una dotazione di capitale ai giovani sia da praticare ad alimentare come con la propria delle imposte di successione di alcune imposizioni patrimoniali di tassazione su questi grandi soggetti
(1:39:07) digitali però e io credo che la proposta che più calzata non so perché la rappresenta è quella di Magnani che ha scritto anche un libro perché probabilmente è quella che può essere gestita politicamente con Maggiore facilità è più facile dire mettiamo quote di un fondo sovrano che si tramutano in una rendita al raggiungimento del Comunque il prossimo anno di età Che dire diamo il reddito di cittadinanza e anche un sapore diverso perché appunto rende protagonisti i lavoratori anche dei fatti innovativi Qui ci sarebbe da fare tutto un
(1:39:58) aggiornamento ma ha fatto soltanto un cenno sull’altro punto delle competenze qui la CGIL si è espressa nei suoi documenti congressuali cioè non si può più ragionare no come fanno alcuni alla Bentivogli No cioè tutto va Tutto quanto bene È un problema di formazione come esemplare di formazione si risolvesse nell’arco di qualche di qualche mese e noi abbiamo una arretratezza che quindi va dal innalzamento dell’obbligo scolastico alla facilitazione per chi si deve laureare dottor raggi ma forse e qui la
(1:40:41) cosa mi è venuta in mente sentendo qualche YouTube guardando al modello il push innovatore No nel Bush presidente del dopoguerra negli Stati Uniti che si è impegnato perché i reduci riprendessero gli studi Noi probabilmente abbiamo bisogno di qualcosa di analogo cioè incentivare la ripresa degli studi di chi ha lasciato dare a quelli che hanno il diploma alla possibilità degli TTS o della laurea quelli che hanno la laurea in dottorato perché intende impegnarsi vedere come farlo concretamente perché se la divaricazione è appartiene a questo
(1:41:25) elemento qui la diseguaglianza che registriamo negli Stati Uniti che sono avanti a noi ci dicono che c’è questa tendenza in atto che può portare a quello che sappia sazio ha definito la Secessione Di Patrizi c’è una situazione in cui non c’è più neanche l’interesse dei Ricchi a far crescere l’economia quindi Torneremo a una situazione di antichità con Magari il reddito di cittadinanza Novella sportla no che i poveri hanno per andare avanti in qualche modo e Magari utilizzando no Per distrarsi il
(1:42:13) metaverso dove con la fantasia si può vestire bene abitare nel lusse così e così via discorrendo concludo sulle Risparmio di lavoro e qui Vorrei sentire che che è più esperto di me c’è Chi sostiene che c’è un bollo iniziale sono intelligenza artificiale che è il test di turing test di turing una macchina intelligente Se non si riesce a riconoscere diversa da un umano e allora c’è chi ritiene che si implicita in questa in questa partenza il fatto che si vuole fare queste tecnologie sostanzialmente per
(1:43:02) risparmiare lavoro anche quando e questo non lo sostiene la CGIL o pericolosi No ma lo sostiene lei che ha fatto uno studio che ha dato anche un libro c’è come diceva Laura una un’altra possibilità di utilizzare in modo efficiente l’intelligenza artificiale a supporto del Lavoro umano migliorando forse anche quella produzione già che non è cresciuta erano soltanto in Italia ma anche nel resto dei Paesi sviluppati e quindi cosa fare concretamente ma qui si ritorna e chiudo al punto iniziale è possibile fare qualcosa
(1:43:52) se tutto quanto il mercato è in mano a aziende statunitensi o cinesi credo che sulle prime 10 in Occidente siano americani e uno israeliana non c’è neanche una tra i più importanti che si occupa di intelligenza artificiale Europea è evidente che per dare anche una piegatura diversa all’uso dell’intelligenza artificiale occorre qualcosa di diverso dal punto di vista industriale Cioè non non è pensabile con tutte le conversioni che ci possono essere a livello degli Stati Uniti che questo accada quella ideologia californiana credo che
(1:44:40) sia in qualche modo inastirpabile per idrologia fatta di uppis che poi ha prodotto quello che ha prodotto cose di immenso valore innovativo mi riferisco a internet ma anche i guai che abbiamo avuto su questo di fondamentali ci ha voluto lo scandalo Cambridge analitico passato al Campidoglio perché l’amministrazione americana si portasse vai dal tentarsela secondo me ancora con risultati molto scarsi di mettere un po’ di ordine in soggetti che hanno acquisito un potere e inaudito nell’esperienza anche americana
(1:45:24) Grazie bene a meno noi non abbiamo dato tempi ovviamente chiedo di autoregolarvi Nel senso che noi per l’una e mezza dovremmo [Musica] chiudere sapendo anche che le comunicazioni a distanza Abbiamo tantissimi collegati hanno bisogno magari di essere più più veloci però davvero siamo vi chiedo di regolarvi sui tempi adesso alcuni di voi mi hanno chiesto di non spostarsi da dove stanno seduti Io sono rispettosa delle richieste quindi che vuole viene in precedenza quindi chiediamo a Beniamino di lasciare il posto che invece vuole
(1:46:08) parlare dalla postazione Intanto abbiamo il computerini può tranquillamente stare nella propria postazione adesso devi la parola vino Falcone e Teresa numerico che ci parla di il tema è la grande biforcazione tecnologica odierna e l’intelligenza artificiale Buongiorno anzitutto volevo ringraziare per questo invito che che ho apprezzato molto da parte di laurea di Laura ho recentemente scritto un pezzo su left che faceva riferimento a queste tematiche in particolare Faceva riferimento all’atteggiamento di fiducia che noi
(1:46:51) dobbiamo possiamo avere nei confronti dell’intelligenza artificiale e proverò a sviluppare quei ragionamenti che ho fatto su quell’articolo siamo in una fase in cui la scienza e la società che da sempre in qualche modo realizzano un rapporto complesso questa relazione in questo periodo è particolarmente più più difficile del solito sappiamo che è una relazione che può comportare straordinaria opportunità e al tempo stesso però è sollecita incomprensioni e conflitti il fenomeno dei no vax recentemente diciamo di attualità ci dichiara Questo
(1:47:37) negli ultimissimi tempi questo rapporto è chiamato in causa da una scienza che anche immediatamente Tecnologia come oggi spesso capita si tratta appunto dell’intelligenza artificiale cosiddetta generativa e su questa area di studio e tecnologie innovative si stanno scatenando diciamo il dibattito già in qualche modo sta emergendo anche negli interventi precedenti reazioni diffuse e difformi persino da parte degli stessi scienziati ci sono posizioni del tutto estreme di fronte allo sviluppo di questa nuova
(1:48:10) intelligenza artificiale e in particolare sul ruolo futuro delle macchine intelligenti e le loro interferenze nello svolgimento delle nostre vite individuali e sociali le idee generativa è chiamata così perché realizza sistemi capaci di generare a partire da dati precedentemente analizzati e appresi nuovi dati o nuove versioni di dati esistenti chat GPT che avete già citato E che tutti immagino avete già sperimentato in queste settimane in questi mesi perché effettivamente diciamo il salto è avvenuto alla fine
(1:48:48) del 2022 e nel 2023 è il prodotto più diffuso e di successo di questi testi di generazione Questi strumenti sofisticati addestrati su enormi moli di dati offrono risposte spesso del tutto indistinguibili da quelle degli umani sappiamo che fanno questo in quanto avendo accumulato uno straordinario patrimonio informativo sono in grado di prevedere quale parola sarà la più probabile comparire Dopo una certa sequenza di altre detta in questo modo la loro performance Sarebbe solo il solo risultato di un processo sintattico probabilistico
(1:49:32) in realtà si sta cercando di capire se gli algoritmi di apprendimento con cui questi sistemi vengono realizzati Questo è un punto molto interessante i cosiddetti famosi algoritmi di Deep Learning determinano determinino anche una qualche implicita rappresentazione del significato dei contenuti su cui il linguaggio si esprime un esempio particolarmente interessante che potrete provare dato che chat GPT è diciamo alla portata di tutti riguarda l’indagine sull’assegnare a questi sistemi una teoria della mente
(1:50:08) la teoria della mente è la capacità di attribuire agli altri umani da parte di un umano stati mentali non osservabili credenze intenzioni convinzioni desideri ed è fondamentale nella vita sociale perché permette la comunicazione l’empatia l’autocoscienza la moralità Alcuni studi recentissimi cosìnski della Stanford University hanno mostrato che pur non essendo esplicitamente ingegnerizzata nei sistemi di intelligenza artificiale generativa questa capacità sembra essere almeno parzialmente emersa spontaneamente come
(1:50:49) sottoprodotto dell’addestramento delle i per raggiungere altri obiettivi questo è avvenuto in particolare in chat gp4 i test a cui sono stati sottoposti questi sistemi sono quelli della cosiddetta falsa credenza utilizzati per gli umani in cui si fa riferimento a contenuti inaspettato o trasferimenti inaspettato vi faccio un esempio immaginate di osservare diciamo dentro una stanza due agenti A e B uno di questi agenti mette in una scatola osservato dall’altro una biglia la chiude ed esce dalla stanza il secondo
(1:51:28) agente lagente B apre la scatola toglie la biglia e la metterla a nasconderla qualche altra parte richiude la scatola rientra la gente a e a questo punto si chiede all’osservatore bambini di varie Vanni di età cosa pensa la gente a dove stia la biglia e si chiede alla stessa cosa rispetto alla gente B e si chiede all’osservatore cosa la gente B pensi che la gente ha ritenga essere dove essere la birra bene questi sistemi rispondono come i bambini fino a 7-8 anni cioè Hanno senza che ci fosse nessuna diciamo preparazione di questi
(1:52:09) sistemi In modo tale che ingegnerizzasse la teoria della mente Quindi è una proprietà che emerge l’emergenza di proprietà inaspettate È tipica della Natura dei sistemi complessi e non è la prima volta che succede con gli algoritmi di Deep Learning Che per l’appunto operano su sistemi complessi ora in attesa che questa indagini approfondisca più chiaramente questi temi in modo che si possa meglio comprendere il futuro delle idee delle sue evoluzioni Dobbiamo però oggi affrontare la diffusione pervasiva
(1:52:42) di questi sistemi nelle nostre vite quotidiane e comprendere come interagire con essi per adattare al meglio al meglio la nostra interazione con questi sistemi possiamo ricorrere ad un essenziale attitudine sociale che ci accompagna da sempre e che chiamiamo fiducia tanto per cooperare quanto per evitare di farlo cioè per diffidare questa attitudine evolvendosi nel tempo ha sviluppato supporti esterni alla cognizione di ordine interazionale organizzazionale normativo in particolare dobbiamo affrontare due questioni di fiducia
(1:53:17) quanto possiamo considerare queste tecnologie intrinsecamente affidabili e nell’eventualità come esprimere circoscrivere e organizzare costruttivamente fiducia e diffidenza e il secondo punto è quanto possiamo considerare affidabile l’utilizzo che ne viene fatto nella nostra società due problemi differenti ma la cui convergenza indirizza complessità e problematiche molto significative rispetto al primo punto affidabilità intrinseca va considerata la difficoltà di interpretazione dei risultati lo diceva Laura prima
(1:53:55) prodotta dai sistemi di eiai non si tratta semplicemente del fatto che ci troviamo di fronte a sistemi complessi la nostra capacità di fidarci di quelli di sistemi complessi l’abbiamo abbondantemente esercitata ci fidiamo per fare qualche esempio dei farmaci ci fidiamo dei macchine distributrici distributrici di soldi bancomat di apparati frenanti delle auto dei processi di sterilizzazione con cui vengono conservati alcuni alimenti tipo sono stati prelavate in busta chiusa e così via anche senza spesso avere alcuna
(1:54:30) Chiara comprensione di come questi sistemi funzioni c’è sufficiente saperlo in modo approssimativo avere un’idea delle loro macro funzioni e l’impressione fondata di affidabilità sicurezza e usabilità in questi casi accettiamo l’assenza di trasparenza del loro funzionamento ci basta avere fiducia nella Progettazione del sistema con i sistemi di è generativa invece ci troviamo di fronte a un fenomeno differente non si tratta di assenza di trasparenza ma di vera e propria mancanza di interpretabilità di come il
(1:55:04) sistema opera e questa è una caratteristica tipica dei modelli di Deep Learning gli stessi progettisti possono avere difficoltà a comprendere Perché i loro modelli facciano previsioni specifiche il caso della teoria Mind è esattamente questa non pensavano i progettisti di costruire un sistema che permettesse anche di fare teoria della mente Eppure questa è una proprietà che è emersa l’attribuzione di fiducia in questi casi diventa un processo cognitivamente più difficile da esercitare spesso questi sistemi non sono neppure
(1:55:39) in grado di fornire Stime dell’incertezza dei loro risultati sul secondo punto affidabilità dell’utilizzo di questi sistemi si coagulano sfide etiche e politiche abbiamo detto che la straordinaria efficacia delle performance dei nuovi sistemi e il risultato di un enorme elaborazione dei dati Un primo problema che tutti ormai conosciamo riguardo il fatto se questi dati siano effettivamente rappresentativi dei mondi che si vogliono interpretare e nel caso in cui questi mondi contengano pregiudizi sociali e culturali se sia possibile
(1:56:10) neutralizzarli Oppure se si continueranno a riprodurli e reiterare stereotipi conformismi e riproposizioni di schemi considerabili influenti sulla morale condivisa e questo è un problema noto ma importante per l’affidabilità e per l’etica di questi nuovi sistemi ossia il problema delle fonti e della loro gestione Ovviamente la questione delle Fonti potrebbe essere Volontariamente o involontariamente mal gestita per fidarci come società Dobbiamo quindi fare attenzione a non sottovalutare le insidie nei dati ritenuti neutri e a
(1:56:44) difenderci da un uso scorretto di questi strumenti da un loro utilizzo manipolatorio che può rappresentare un rischio assai alto nella limitazione di alcune prerogative essenziali degli esseri umani come ad esempio quelle di scelta e decisione autonoma uno studio di della Stanford School of humaniti senza sciences ha mostrato che chatta GPT 3 può essere persuasivo nei confronti degli umani con la stessa un maggiore efficacia di quella degli umani è uno studio uscito di recente si comprende Allora come possano questi
(1:57:16) sistemi e essere in grado di realizzare campagne di disinformazione o creare contenuti fuorvianti per scopi politici non prevedibili il test di turing in realtà è già stato queste macchine l’hanno superato oggi si parla di test di turing body cioè incorporato Cioè se queste macchine sono in grado quindi di reagire al test editoring anche attraverso azioni non solo attraverso risposte diciamo attraverso i computer quanto è necessario allarmarsi l’interpretazione sono varie e non del tutto convergenti ma è bene riflettere
(1:57:50) anche su quelle più estreme per certi versi catastrofici tra queste va citata quella di Anna filosofo tedesco di origine Sud coreane secondo cui Le piattaforme sociali stanno restringendo virgolette I nostri orizzonti e divorando le fondamenta stesse della democrazia rappresentativa e per il rischio di un’affermazione del potere che passa non attraverso il possesso dei mezzi di produzione bensì attraverso l’accesso all’informazione che evolve INCA capitalismo della sorveglianza e declassa gli esseri umani da bestia e da
(1:58:23) dati e consumo molto pesante o quello dello storico arari che ci ammonisce sulla sottovalutazione nello sviluppo di una tecnologia che per la prima volta è in grado di prendere decisioni autonome ed è in grado di creare nuove idee altri segnali di preoccupazione sono anche questi stati citati si sono concretizzati negli ultimi tempi C’è stato l’appello famoso pubblicato il 22 marzo sottoscritto da migliaia di Scienziati imprenditori e Tech per chiedere ai laboratori di sospendere per sei mesi l’attività sulle idee
(1:58:59) generativa e ancora qualche giorno fa lo scorso 30 maggio 350 leader di industria tra cui il CEO di openhai hanno dichiarato esplicitamente virgolette l’intelligenza artificiale pone una minaccia esistenziale all’umanità dovrebbe essere considerato un rischio sociale come le pandemie e le guerre nucleari c’è stata anche la sospensione del servizio chat GPT come sapete in Italia da parte del garante della Protezione dati personali ma in particolare nell’appello del di marzo ci sono passaggi di quell’appello che sono
(1:59:32) particolarmente diciamo preoccupanti Io ho una visione un pochino meno allarmistica scrivono una corsa fuori controllo per sviluppare implementarementi digitali sempre più potenti che nessuno nemmeno i loro creatori può capire prevedere e controllare in modo affidabile e fino a qui possiamo concordare Ma poi ancora scritto dovremmo automatizzare tutti i lavori compresi quelli che ci soddisfano dovremmo sviluppare eventi non umani che alla fine potrebbero essere più numerose superarci in intelligenza renderci
(2:00:02) obsoleti e sostituirci dovremmo rischiare di perdere il controllo della nostra civiltà la lettera mi pare un po’ più condivisibile dove afferma tali decisioni non devono essere delegati al leader tecnologici non eletti Comunque siamo di fronte a scenari inquietanti che coinvolgono entrambe le problematiche che ho prima indicato affidabilità intrinseca di questi sistemi E affidabilità del loro utilizzo già come sono oggi con una sottolineatura particolare alla perdita del controllo oltre che alla strumentalità e manipolazione dell’uso
(2:00:37) ma mentre la perdita del controllo almeno a mio avviso rappresenta un monito Non ancora verificabile nell’attualità strumentalità e manipolazione d’uso sono già operativamente eseguibili ed eseguiti in alcuni ambiti Cambridge analytica ci ha dimostrato che con i social network si potevano manipolare le opinioni delle persone fino ad alterare i meccanismi di voto immaginate come Questi strumenti molto più evoluti nel linguaggio possano operare in particolare vorrei sottolineare alcune considerazioni sul fatto che la
(2:01:09) ricerca su questi sistemi può essere sviluppata da solo poche corporations questo per tre fondamentali ragione Abbiamo lasciato loro appropriarsi dei dati Questa è una colpa della politica in tutto il mondo hanno risorse di calcolo dati i costi inarrivabili per gli altri vantaggio competitivo oggi enorme acquisito già acquisito hanno potuto terzo con e continueranno in tal modo Ad attrarre elementi migliori data la prospettiva in cui le mettono per operare il mondo della ricerca pubblica con i suoi meccanismi almeno in linea di
(2:01:55) principio di trasparenza e condivisione relegato così ad un ruolo marginale in questo senso rapidità impatto e portata della mutazione in corso deve ricevere risposte urgenti come abbiamo detto riassumendo Siamo di fronte a problemi di autonomia di decisione di diritto di autori violati i dati raccolti in forme esplicito implicite tipo plagiarismo copyright di responsabilità rispetto alla produzione di opinioni e ipotesi automaticamente realizzate dovrebbe essere per esempio chiaro che qualsiasi modello linguistico utilizzato
(2:02:26) pubblicamente tipo chat GPT debba risultare monitorato comunicato in modo trasparente e controllato regolarmente per evitare eventuali diffusioni di pregiudizio per esplicita manipolazione delle opinioni i rischi che si intravedono riguardano l’affermarsi di un capitalismo digitale in cui prevalgano oltre alla potenza manipolatoria di gestori interessati anche un approccio degli umani defraudato dalla cognizione critica e analitica sostituita sostanzialmente dagli algoritmi di previsione c’è un fattore culturale più profondo riguarda
(2:03:02) una spropositata concentrazione di potere e capitali nelle mani di poche aziende organizzazioni riguardano la sostituzione del lavoro da parte di sistemi avanzati in molti ambiti riguardano il problema dei centri di decisione delle autonomie delle questioni etiche tutto questo può presentare un profondo rischio per le strutture portanti della socialità partecipata e della democrazia politica non si tratta di censurare una tecnologia la biforcazione tecnologica di cui parlava Laura e a questo punto e forse è già un pezzo già dietro le
(2:03:39) nostre spalle mai come oggi si dimostra capace di supportare questa tecnologia mai come oggi si dimostra capace di supportare se ben gestita l’evoluzione della nostra specie ma di dotarsi rapidamente di strumenti di governance affidabili efficaci ed equilibrati Grazie adesso Teresa vieni qua perfetto No no stando davanti alle spalle Sì l’ho sentito prima di autogestivi per Grazie ok Deve essere rosso Ecco grazie grazie tantissime dell’invito e anche Mi scuso perché purtroppo ho un problema personale piuttosto grave e quindi non
(2:04:40) posso restare fino alla fine cosa che invece mi avrebbe fatto estremamente piacere allora molte cose le ha già dette leggeretterino Falcone con cui ogni tanto ci siamo incontrati in varie occasioni io quindi Partendo dal presupposto che abbiamo un po’ capito di che cosa si tratta Io vorrei dire delle cose di natura politica Cioè sulla politica della tecnologia penso che dobbiamo fare molta attenzione a distinguere tra scienza e tecnologia posto che questa distinzione si possa fare Comunque diciamo la questione che la tecnologia è
(2:05:14) uno strumento che propone una riorganizzazione dei rapporti sociali e una riorganizzazione del rapporto tra l’uomo e le risorse naturali in questo senso non è concetto di discussione politica perché noi possiamo decidere come vogliamo costruire queste relazioni in realtà sostanzialmente la tecnologia si costituisce In opposizione al diritto fornendo una visione alternativa di come queste relazioni sociali debbano essere svolte E appunto avevo preparato delle slide ma insomma non c’è tempo poi non ha molto senso in questo contesto
(2:05:55) dobbiamo evitare il meccanismo della rana bollita cioè che noi entriamo là dentro a questo grande calderone in cui tutto ci sembra molto bello intanto si comincia ad alzare la temperatura e la rana si sa che mentre salta su se tu gli dai la butti nell’acqua bollente se la temperatura sale al poco a poco resta e si bolle volutamente Ecco quindi forse bisogna cercare di fare attenzione a evitare questo effetto io Vorrei segnalare che nel 1949 Norbert Winner scrisse una lettera sindacati probabilmente la famosa che voi tutti
(2:06:30) Già conoscete nella quale dice io non voglio contribuire in lui è il padre della cibernetica che è una delle componenti diciamo dell’intelligenza artificiale Tra l’altro quella che attualmente è più vincente perché poi ci sono state varie varie stagioni non voglio contribuire in alcun modo a vendere a buttare il lavoro giù per il per il fiume e sono molto consapevole che qualsiasi lavoro che è in competizione con il lavoro di schiavi sia che gli schiavi siano umani o meccanici deve accettare le condizioni
(2:07:04) di lavoro Da Schiavi Ecco questa è una interessante prospettiva che Winner ci propone rispetto ai rischi dell’automazione che lui vede nel 1949 dopo aver pubblicato nel 1948 questo famoso libro sulla cibernetica Ecco mi ha colpito che in un articolo di filosofia e Technology di quest’anno che si chiama the future World augmentation of stumping in realtà loro sostengano proprio questo che lavorare in aggancio con la macchina significa condizionare le condizioni da schiavo e significa perdere tutte quelle tutele e
(2:07:47) quelle garanzie che i lavoratori avevano fatti cosatamente costruito nel tempo la logistica è il diciamo è il grande il grande campo della sperimentazione in questo senso e lo è per due ragioni Secondo me lo è perché la logistica in realtà è transnazionale per definizione e quindi consente sostanzialmente di erodere le tutele o il rispetto delle regole di un singolo posto in quanto si tratta di spostarsi e lo è perché la logistica è un infra diciamo si Presta facilmente il magazzino diciamo della logistica si presta ad essere
(2:08:29) costruito in modo da attutire gli attriti attutire la contingenza attutire l’imprevisto e questo è una delle caratteristiche essenziali per il funzionamento dell’intelligenza artificiale l’intelligenza artificiale funziona ed è efficacissima ha fatto di esternalizzare tutto quello che non è prevedibile cioè la vita e non è un caso se è ad alta intensità di capitale perché è un piano del capitale per cercare un nuovo spazio di accumulazione originaria posto che il LED grembing sta agli sgoccioli quindi
(2:09:13) diciamo i tentativi del capitale di riorganizzarsi e ristrutturarsi all’interno di questo contesto passano per questa costruzione di una infrastruttura sovrastrutturale rispetto al concreto diciamo la realtà una parola che I filosofi pronunciano con difficoltà ma che ma che comunque vi si sovrappone e va in alternativa non è una rappresentazione e tu puoi discutere se questa rappresentazione è buono o cattiva la rappresentazione che il digitale costituisce è in alternativa a quella dell’area del concreto e
(2:09:53) consente perciò di funzionare Tant’è vero che la macchina guida autonoma come funziona e non funzionano perché Perché non si può costruire l’infrastruttura loro ci hanno provato in Canada con lo spazietto così che dove c’erano tutti i sensori dappertutto ma nemmeno là sono riusciti a Farle funzionare perché c’è il problema che la realtà interviene e possessa la capacità di previsione predizione che si costituisce sulla regolarità e sulla espulsione Del diciamo del dell’attrito dell’imprevedibile
(2:10:32) dell’incontrollabile Ok le trasformazioni in corso Quali sono le trasformazioni in corso allora una è che i capitalisti come al solito non vogliono rispettare le regole Move Fast Things no come nella frontiera come nella appropriazione originaria nell’inclosure ci sta che è meglio chiedere perdono che permesso Noi intanto facciamo e poi ce lo diranno loro dove ci dobbiamo fermare ma chi glielo dice se non glielo diciamo agire a distanza una perché molto spesso si parla di questa questione dell’intelligenza artificiale o i più In
(2:11:09) generale della digitalizzazione come di una cosa eterea che non c’è che non c’è l’infrastruttura che non c’è l’industria non c’è l’aspetto materiale è tutto sbagliato C’è una potentissima infrastruttura industriale molto molto pesante Tant’è vero che poi è molto difficile ormai entrarci dentro a quel campo perché Amazon Microsoft è Google hanno hanno sostanzialmente monopolizzato quella infrastruttura che però laddove posta sta in lotta coi contadini perché è lotta per l’acqua
(2:11:43) in Arizona un quarto dell’acqua è perché loro hanno bisogno di grandi spazi un quarto dell’acqua serve per l’infrastruttura digitale quindi la materia c’è solo che sta lontano e quindi in realtà il punto è che agisce a distanza e noi sappiamo con il trolley problem e tutto il resto che cocchio non vede cuore non duale Quindi se io c’ho il centro da un’altra parte gli effetti e le conseguenze distratti o diciamo di mancanza di rispetto delle regole non mi interessano e però E questa cosa
(2:12:16) è anche un problema perché noi abbiamo una struttura politica una struttura sociale politica economica tradizionalmente e culturale basata sulla Stampa e la stampa c’è sta qui il testo della legge sta qui La giurisdizione cioè i confini lo Stato moderno si costituisce con quella con quella struttura delle esternalizzazione della memoria e quindi sa completamente a disagio rispetto ad una ad un meccanismo di funzionamento che agisce a distanza e le conseguenze stanno dentro ai confini ma non ci stanno le teste che
(2:12:58) hanno prodotto quelle conseguenze Non ci stanno i responsabili e quindi è un’azione senza responsabilità e senza possibilità di sanzione perché l’enforzement è il problema di chi vuole applicare intervento sull’intelligenza artificiale Quindi è chiaro che gli stati moderni sono in grande difficoltà così come la chiesa è stata in grande difficoltà quando arriva dalla stampa per il fatto che lì si cambiava il sistema di asset di validazione della conoscenza e l’autorità che garantiva la conoscenza precedentemente saltava Ora
(2:13:36) però il punto Qual è che mentre la scienza moderna ha prodotto una un empowerment diciamo un aumento di potere degli esseri umani e una democratizzazione sta alla base della diciamo di quello che noi adesso vogliamo difendere questa innovazione del digitale è totalmente all’opposto una organizzazione nel senso religioso oracolare della sessment perché in realtà noi non abbiamo alcun modo di controllare saltano tutte quelle regole della Scienza moderna tipo la controllabilità degli esperimenti curiosità dei dati la ripetibilità la
(2:14:16) spiegazione tutte queste cose che hanno costituito l’infrastruttura della Scienza moderna dello Stato moderno della società moderna della rivoluzione Diciamo che l’Illuminismo ha prodotto sono tutte minacciate violentemente e sono difficili da contenere perché le autorità che dovrebbero contenerle non sanno dove fare la presa per il fatto e quindi devono cambiare a loro volta Vabbè appunto creare un mondo sintetico privo di attriti è appunto a stare su un altro livello rispetto a quello dove valgono le norme no se tu sei E
(2:14:54) allora che cosa fare che cosa fare dentro a questa dentro a questa situazione Innanzitutto essere consapevoli che non c’è nessuna superiorità dell’intelligenza artificiale rispetto a noi questa è la prima questione fondamentale perché tutte le voci che dicono così sono voci di dentro sono voci di Chi produce questa intelligenza artificiale e quindi vuole validare l’idea che va bene quelle stesse lettere di che lui giustamente ha citato quelle lettere di Oddio che succede dobbiamo fare qualcosa per
(2:15:30) fermarla da parte di glitter l’altro è perfettamente in condizione di fermarla sono davvero aberranti e fanno capire proprio il doppio legame delle Big Tech perché dicono regolateci perché noi non ce la facciamo da noi ma poi si stracciano le vesti appena uno prova a fare la regolazione Come si fa questa regolazione E come si fa questa trasformazione della prassi Allora innanzitutto capendo che i processi di astrazione che stanno dietro e dentro il sistema dell’intelligenza artificiale sono così com’è sono
(2:16:04) radicalmente discriminatori perché il meccanismo di eliminare tutta l’attenzione rispetto alla singolarità delle persone dei loro diritti del concreto delle loro vite è naturalmente discriminatorio ed è su questa base i dati questo sono i dati sono dei processi di estrazione astrazione e impossessamento del concreto togliendo dal concreto tutto quello che c’è di Vitale ed è possibile di tutela dei diritti Vabbè adesso qua non c’è il tempo per per dettagliare su questo ma questa è una questione secondo
(2:16:43) me molto importante e quindi i rischi quali sono la discriminazione l’azione discriminatoria di questi meccanismi di presa di decisione l’azione discriminatoria anche di questi strumenti generativi Perché se voi Provate a chiedere da lì di farti vedere una donna bella o anche solo una persona bella ti fanno vedere donne e uomini bianchi che vuol dire che la loro idea di bellezza A meno che tu non gli sforzi Fammi vedere una donna bella africana la loro idea di bellezza di default è bianca perché sono bianchi quelli che
(2:17:16) hanno raccolto i dati e sono bianchi quelli che hanno costruito i meccanismi selettivi e i dati e poi tipo un’altra cosa sui dati sulla questione dell’appropriazione dei dati Noi abbiamo bisogno assolutamente velocemente di una diversa legislazione sul dominio pubblico perché il dominio pubblico è proprio ciò che è l’oggetto della nuova implosure Cioè quindi i dati sono il dominio pubblico perché noi rendiamo pubblici questi dati questo non vuole dire che uno se ne può appropiare ma con le spiagge che pure
(2:17:53) c’è questo grande processo di approvazione in corso Comunque al limite parla e parlano una concezione e invece questi qui non pagano proprio niente Ma non è questione di pagare che non possono appropriarsene basterebbe una regina molto semplice tu raccogli i dati bene ma non te ne puoi appropriare per profilare non puoi fare ipotesi sulle persone di cui raccogli i dati non ci va niente bisogna solamente volerlo fare quei dati Sono a disposizione sono della collettività non sono a disposizione dei privati
(2:18:23) come tutte le cose che sono pubbliche e invece non lo facciamo E un’altra cosa che va Sottolineata il fatto che il capitale cioè diciamo che questo sistema del capitale il digitale da una parte spacchetta la produttività no Quindi tu c’hai che la produzione è totalmente parcellizzata tanto che attraverso l’infrastruttura delle piattaforme tu puoi anche utilizzare la gente nel terzo mondo per fare i pezzi di lavoro che poi ti servono per l’intelligenza artificiale No perché loro tutto il lavoro di pulitura
(2:18:58) organizzazione di quegli archivi che poi sono serviti per l’intelligenza generativa come per quella diciamo per la presa di decisione sono stati puliti da gente che stava in Africa o in Asia sottopagati quindi vuole dire che c’è una tendenza alla allo spacchettamento alla parcellizzazione della produzione anche a livello di una delocalizzazione di questa produzione da una parte ma dall’altro questi meccanismi fanno collassare la politica l’economia e la tecnologia in un unico un blog in un unico blog in cui appunto
(2:19:35) non si riesce di vedere la luce la questione della legislazione Come si regolano Come si regolano Per esempio prima di tutto algoritmica persino bigfarmacia deve dì che c’è stato tra le cose che ci prendiamo e ci deve anche dire Come sono fatti i test e quali sono i rischi io non capisco perché noi ci prendiamo Questi strumenti senza avere nessun tipo di algoritmi che accanto ability Da parte di chi utilizza questi E di chi li produce loro ci devono dire non lo sanno Non ce le possono far usare lo devono sapere Quindi questa è la
(2:20:13) prima questione e non E basta con questa soft Low anche dell’Europa questa cosa della Come si dice rappresentare i problemi sulla base dei rischi ma bisogna tutelare i diritti Ma quali rischi Ma che ne sappiamo dei rischi tu mi devi tutelare i diritti le persone non possono essere profilate a loro danno non ci stanno rischi ci sono anche perché da un momento all’altro le cose cambiano manco avevano messo l’intelligenza artificiale generativa nella prima versione sei mesi fa e ora hanno dovuto a buttare là in fretta e
(2:20:49) furia tra quelli ad alto rischio ma capite che tra sei mesi magari c’è un’altra questione quindi senza avere nemmeno un meccanismo che automaticamente rivede quella cosa è ridicolo Ma quando mai si fa ma io non l’ho mai vista una regolazione sulla base dei rischi la regolazione si fa sulla base delle tutele dei diritti poi una cosa sulla quale secondo me il sindacato e chiudo il sindacato è in una posizione importante è non soltanto la legislazione ma il fatto di avere la possibilità di cambiare le pratiche cambiare le
(2:21:29) pratiche gli algoritmi non tutelano i diritti dei Lavoratori c’è la sorveglianza dentro al luogo di lavoro questo è inaccettabile e non bisogna tollerarlo ed è su questo che il sindacato Secondo me può agire una una forza e un’altra cosa Siccome il lavoro si è espanso Nel senso che l’appropriazione della produzione diciamo avviene Anche laddove questa produzione non è strettamente all’interno di un contesto di lavoro Questo significa che il sindacato deve tutelare anche quelle persone che pur
(2:22:05) non lavorando nel loro agire sono oggetto dell’appropriazione indebita da parte del capitale E per ultimo quello fronteggiamo È una lotta per il governo dell’immaginario perché la retorica è l’arma principale di questi strumenti di intelligenza artificiale accompagnata dalla tendenza degli esseri umani a Diciamo ad attribuire significato all’altro quindi diciamo tutti i media sono basati su questa dimensione dell’illusione questa tendenza all’illusione degli esseri umani ma con particolare riguardo a strumenti come
(2:22:46) già GPT che mimano una persona che parla noi siamo abituati da millenni a sapere che se una persona parla pensa ma non è così quello è un dispositivo che parla ma non pensa e questa cosa bisogna spiegarla perché anche insegnare Bisogna sapere bene cosa insegnare in questo processo di formazione collettiva e costante di cui parliamo perché se la scuola le istituzioni di formazione non sanno cosa insegnare poi è inutile mandare persone a scuola mi fermo grazie a Teresa [Applauso] soprattutto di essere venuta nonostante
(2:23:25) difficoltà personale abbastanza complicate Quindi grazie davvero adesso do la parola Luigi Zanda che riprenderà alcune delle cose di richiamo sui tempi so che sono antipatica Va bene allora vi do 10 minuti a 8 minuti Busto Ok perfetto a 7 minuti busta e quindi avete un minuto dopo sì Però pensavo che ti chiamarli a un autogestione visto che siamo adulti poteva essere sufficiente mi rendo conto che non è proprio così allora la parola Appunto allora Grazie grazie alla CGIL Grazie Maurizio Landini Grazie allora Pennacchi che mi ha
(2:24:11) invitato nonostante sapesse che io non sono esperto né del contenuti tecnici dell’intelligenza artificiale né dei suoi effetti sul mondo del lavoro ma ho resistito Anzi all’invito di Laura Ma voi sapete che non è facile resistere ai suoi inviti e quindi alla fine Eccomi qua e devo dire che che ho sentito con interesse interventi finora e ho delle considerazioni veramente squisitamente politiche sulle cose che ho sentito allora e riguardano Innanzitutto la fase nella quale l’intelligenza artificiale
(2:25:00) nasce si sviluppa e poi si impone E perché è una fase in cui a me pare tutto interconnesso intelligenza artificiale la guerra la pandemia la crisi dell’Iper globalizzazione e poi quella che Laura ha chiamato poco fa cambio di paradigma riferito agli Stati Uniti ma in parte riferito non so agli Stati Uniti e aggiungerei che la fase sta anche mostrando e ci sono molte connessioni con gli interventi che ho potuto ascoltare anche quanto pesi su tutti noi L’interruzione del processo di unità dell’Europa cioè la mancata
(2:25:56) completamente del processo di unità dell’Europa fermata l’Europa economica e non conclusa con una unità politica pesa sulla nostra condizione sulle nostre prospettive e incide anche sul governo di grandi fenomeni come quello dell’intelligenza artificiale mi sembra che sia Importante sottolineare il cambio di paradigma qui ha accennato Laura per quel che riguarda i processi economici industriali e poi anche perché riguarda l’intervento dello stato nel nei fenomeni della dei processi di innovazione tecnologica o di
(2:26:44) ricerca o di ricerca scientifica Laura ha accennato alla politica di biden al rovesciamento della biden ha fatto le politiche precedenti Allora io sottolineo soltanto che mai nella stanziato in del 2000 tra il 2021 al 2022 quasi 4.000 miliardi di dollari finanziamenti pubblici per lo sviluppo economico ricerca tecnologica e tutto il resto e che mi sembra che che alla politica di biden sono seguite politiche modeste analoghe di alcuni paesi europei Certamente La Germania e parte la Francia e poi mi fermerò poi un attimo
(2:27:35) solitaria in modo microscopico anche anche dall’Italia il processo che Qual è il senso di fondo politico del processo innescato da biden con le sue finanziamenti lo A me sembra che la definizione più più chiara è che io condivido su questo è quella di Robert rake con un consigliere di biden quindi un uovo di Pasqua Ma vale la pena sentire come ha subito questa questa questa mostra del presidente americano il più grande successo di biden sto citando è stato quello di cambiare il paradigma economico che regnava fin dai
(2:28:20) tempi di Reagan sta insegnando biden agli Stati Uniti che il mercato libero non esiste che è sempre intenzionale o promuove i propositi pubblici osserva gli interessi monetari i capitalismo Democratico di biden non è né socialismo né governo forte e piuttosto il ritorno a un’era in cui il governo organizzava il mercato per il bene comune Allora questa è la il senso di questa mega operazione alla quale Naturalmente non sono estranei rischi e mi sembra che ne abbia accennato anche Laura quindi il rischio di ritorno di nazionalismi il
(2:29:04) rischio di abbassamento dei livelli di concorrenza tra le imprese ma anche il rischio Io direi del disordine un po’ del caos Cioè ci si muove ciascuno per conto proprio sulla base del calcolo dei propri personali interessi quindi e quindi e quindi la ritorniamo alla maggiore difficoltà dell’Europa che non avendo una politica propria non avendo un governo politico non avendo una democrazia Europea reale non avendo un parlamento europeo dotato di tutti i poteri di un parlamento non ha altra possibilità che interventi
(2:29:52) disordinati interventi degli stati a secondo le possibilità gli obiettivi di ciascuno il io devo dire Mi sono in qualche modo fatto interessato ed ho cercato di riflettere sulla politica economica del Governo italiano di questo governo ma che diciamo negli ultimi giorni italiani e l’ho fatto in occasione delle nomine più importanti società partecipazione pubblica a controllo pubblico perché mi è sembrato che invece di esprimere politiche economiche l’Italia stesse esprimendo soprattutto naturalmente ragioni per la nomina di tizio di caio e
(2:30:56) interesse a ricevere i dividendi delle diverse società Ma l’organizzazione della politica economica del paese non ha direi proprio la possibilità di esprimere una strategia per il disordine della sua governance noi Parto dalla considerazione che l’Italia Oggi ha una presenza pubblica dell’Industria pubblica di dimensioni Praticamente analoghe se non forse uguali a quelle che aveva prima delle privatizzazioni cioè noi siamo ritornati una presenza dello Stato nell’economia Io non lo so giudicando eh per certi versi mi allarma
(2:31:47) per certi versi e invece mi Lo condivido ma siamo arrivati a una presenza Pensate pensate alle grandi aziende strategiche e gliene Leonardo Fincantieri ferrovie posterà ienav Terna pensate all’autostrada nuovamente pubbliche all’italia fino a quando non sarà conclusa questa benedetta vendita alle banche Monte dei Paschi Popolare di Bari ha quasi controllo della finsider E pensate alla all’interesse ormai dichiarato dalla cassa depositi per il controllo della rete pensate alle partecipazioni importanti
(2:32:30) della cassa in grandi imprese da Team Open Piper Saipem e la grande impresa coi Bulli di costruzione la più grande presa italiana forse anche d’Europa Allora il tema è lo lascio qua perché non voglio non voglio entrare nella tecnicismo e che l’Italia l’Italia ha conquistato il posto che occupa tra i grandi paesi l’ha conquistato nei primi 30 anni della democrazia della Repubblica e l’ha conquistato con una struttura economica che che ha funzionato e che aveva un senso con una grande holding per le sue
(2:33:20) partecipazioni industriali e bancarie connesse connesse perché l’industria ha funzionato perché era spalleggiata non un sistema bancario e devo dire che quel poco che abbiamo fatto nel mezzogiorno l’abbiamo fatto per i primi 30 anni di funzionamento della cassa del Mezzogiorno Poi io mi rifiuto di giudicare questo architettura sulla base delle deviazioni successive che ci sono state Ma si correggono le deviazioni e ma e si giudica ma si deve anche giudicare il modello perché il modello il modello Certamente che una
(2:34:06) massa di partecipazione come quelle che possedute dallo stato oggi divise da controllo della parte del mistero dell’Economia e sostituire la cassa depositi e prestiti è il contrario di quello che può di quel Insomma ci direbbe una sana organizzazione industriale né immissione dell’economia nella cassa hanno la testa industriale per per guidare imprese indirizzare imprese di quelle dimensioni di quella importante strategica Naturalmente tutto questo a che vedere con con gli investimenti pubblici cioè sono
(2:34:53) non voglio non voglio entrare nel nel dettaglio e ma mi sembra che le connessioni che tra la presenza dello Stato nell’economia e il resto dei grandi temi che caratterizzano questa fase della vita del nostro paese dell’Europa e del pianeta meriti una riflessione complessiva chiudo senza con due osservazioni una laterale per chi mi è stata mi sono sentito sollecitato da un passaggio di Laura Pennacchi Ma guardate che la crisi dell’attuazione del PNR r e deriva da tante cose Certamente anche dai cambi della cover era tutto questo
(2:35:50) ma deriva anche in in misura non secondaria dalla crisi dello Stato e dalla crisi dei corpi tecnici dello stato Cioè corpi tecnici dello stato in grado di ideare progettare e realizzare opere per 210 miliardi in 5 anni francamente è un interrogativo che forse andava posto prima ma dobbiamo porcelo anche oggi seconda considerazione chiudo perché la nostra presidente mi ha fatto un cenno alzato il pollice che non voleva dire bravo ma voleva dire hai un minuto di tempo il chiudo con una considerazione questa veramente soltanto politica Io sono devo
(2:36:41) dirvi stupito che il nostro paese i partiti la politica il mio partito è anche sindacato non mettano al primo posto al primo posto della loro missione il completamento della costruzione dell’Europa perché Guardate che tutto dipende da lì perché soltanto Un’Europa politica unita capace di una politica estera ad una politica e sicurezza potrebbe essere un soggetto reale per esempio di pace bene le manifestazioni per la pace bene le interviste sulla pace ma concretamente cosa si possa fare per la pace oggi di nuovo su scala mondiale su
(2:37:49) scala globale non può che venire da un passo avanti dell’Europa E questo vale per tutto e vale anche per molte delle cose che ho ascoltato sulle politiche di regolazione dell’intelligenza artificiale ma che cosa volete che possa essere una buona legge italiana ammesso che siamo capaci di farla per la regolamentazione di fenomeni di questa di questa dimensione di questa invasività E che cosa possiamo fare possiamo appellarci a loro L’unica cosa concreta che noi possiamo fare è una battaglia una guerra politica
(2:38:31) che parte ponendo il problema Intanto All’attenzione dell’opinione pubblica italiana spiegando l’opinione pubblica italiana Qual è la questione Europea Ma cosa c’è alla base della questione europea e poi facendone una un oggetto di questa è la questo è l’oggetto su cui battere i pugni in Europa non è il ritardo della firma del mes La questione è l’unione politica dell’Europa Grazie Mi scuso se Anch’io devo andare via grazie Poi alcune cose dette dal vigile si esitano di un’ulteriore discussione tra
(2:39:18) noi soprattutto sul ruolo della sinistra e del sindacato e quindi anche come su questo interagire perché la responsabilità sono molto diverse anche per alcuni aspetti quindi adesso do la parola chiedo alla regia di mandarci in collegamento Massimo Florio subito dopo Massimo Gianna Fracassi il qui il titolo tanto Siete tutti molto rispettosi dei titoli ripeto oggi il titolo del loro intervento dovrebbe essere la privatizzazione della conoscenza e beni pubblici europei Eccoci qui grazie Intanto vi chiedo di confermarmi se
(2:40:02) mi sentite se mi vedete se la condivisione delle slides sta funzionando tutto a posto sta funzionando Ok Perfetto grazie Allora grazie Anche grazie anche dell’invito il mio intervento sarà in in due parti e siccome mi pare di avere capito che adesso i tempi sono contingentati e siamo intorno ai 10 minuti 9 e mezzo chiedo conferma Facciamo 10 minuti la distanza ma però batterò il tempo però avvisami Grazie dividerò l’intervento in in due parti la prima su cui andrò un po’ veloce di analisi sulla scala dei problemi che
(2:41:03) abbiamo cominciamo semplicemente comincerei semplicemente con il ricordare sono cose che sapete che stiamo parlando delle imprese che al mondo investono di più in Ricerca e Sviluppo Amazon in veste ha investito nel 2042 miliardi Alphabet 27 vedete i numeri quindi non sono soltanto dei giganti con cui abbiamo a che fare dal punto di vista dei fatturati dei profitti ma anche dal punto di vista della ricerca e dirò qualcosa sull’intelligenza artificiale dopo ma anche dal punto di vista degli investimenti 5 Tech Giants
(2:41:52) spendono in conto capitale 161 miliardi il 26% dei ricavi era solo il 16% nel 2015 ed è diventato 200 200 23 miliardi la spesa in Ricerca e Sviluppo Quindi se sommate la parte in conto capitale con la spesa in Ricerca e Sviluppo vedete la dinamica Tra l’altro nel 2019 erano Erano 109 i miliardi e questa grafica qui a sinistra da Bloomberg dice qualcosa sulla rapidità dei fenomeni di cui stiamo parlando dal punto di vista di che cosa questa ricerca sta sviluppando non si tratta soltanto dell’intelligenza artificiale ma di un
(2:42:56) insieme di tecnologie che qualcuno sostiene dopo dopo internet dopo lo Smartphone e dopo il cloud computing è proprio modifichino l’intero panorama di zero panorama Fra l’altro con implicazioni per i software che tutti noi conosciamo anche quelli banali come Excel o word dentro cui potrebbero essere inserite routine di intelligenza artificiale sviluppata a volte da startup che vengono poi acquistate dai dalle Tex Giants e questa faccenda delle acquisizioni non è un elemento secondario Il 20% delle acquisizioni
(2:43:50) delle Tech Giants sono proprio nel campo dell’intelligenza artificiale persino gli annunci di ricerca di personale sono ormai al 10%, nel campo dell’intelligenza artificiale ma forse più impressionante è il dato sulle acquisizioni di imprese negli ultimi 4 anni i 5 giganti hanno acquistato 200 imprese che hanno sviluppato competenze in in questo in questo in questo campo venture Capital gradient che è Adventure Capital controllata da Alphabet da sola ha investito in 200 società quindi non necessariamente acquisizioni totali ma
(2:44:38) investimenti di portafoglio anche di minoranza dal 2019 in 200 società che si occupano di intelligenza artificiale persino dal punto di vista delle pubblicazioni scientifiche Stanno battendo le università Alphabet tra il 2020 e il 2022 ha pubblicato 9000 papers Microsoft 8000 quindi ognuna di queste pubblica in questi campi più di qualunque università bene Cosa sta facendo la Commissione Europea di fronte a questi cambiamenti epocali sta adottando forme di regolazione sovranazionale come la legislazione sulla tutela dei dati o il Digital
(2:45:29) Service sax e occasionalmente delle azioni antitrust Io credo vorrei argomentare che con questa strada anche se in qualche caso si tratta di segnali incoraggianti difficilmente si contrastano le Tex Giants c’è un embrione di ambizioni diverse da parte della commissione europea e del progetto Gaia X che dovrebbe essere una federazione di Cloud a cui dovrebbero poter partecipare centinaia di imprese pubbliche e private che hanno aderito ad una associazione Ma se si va a guardare bene che cosa stanno facendo per ora con
(2:46:17) che budget eccetera e vi ricordate i numeri che ho appena citato poc’anzi la scala è completamente diversa vengo alla proposta la proposta è stata avanzata già da tempo dal forum diseguaglianza e diversità lo un po’ elaborata in un volumetto più più recente e l’idea è fondamentalmente esattamente quella di avere degli AB tecnologici sovranazionali di imprese delle vere e proprie imprese pubbliche di tipo nuovo ad alta intensità di conoscenza e a carattere sovra Nazionale quindi l’idea è di contrapporre alle Tec Giants
(2:47:03) non solo dei discorsi delle retoriche e una legislazione regolativa ma invece un soggetto un soggetto armato di capacità di bilancio capacità manageriale dotato dei beni tangibili e intangibili con personale dedicato per fare sul serio nel contrastare l’oligopolio digitale L’idea è quella della combinazione del concetto di infrastrutture di ricerca e di impresa Pubblica una idea che forum di io stesso stiamo cercando di sviluppare anche in altri campi in particolare nell’area della ricerca biomedica proprio per contrastare le Big
(2:47:53) Pharma ora Di che cosa in particolare Sto parlando L’idea è quella di avere un soggetto sovranazionale europeo per intenderci un’agenzia simile all’agenzia spaziale Europea Come forma giuridica e come capacità operativa che abbia come risorse Un sistema aperto anche a partnership con organizzazioni pubbliche private già esistenti ma fondamentalmente con una scala adeguata la scala adeguata significa alcuni miliardi l’anno di bilancio altrimenti Sinceramente sono un po’ chiare la possibilità di potersi
(2:48:38) contrapporre a le Tex [Musica] per fare questo serve a reclutare persone competenti e in Europa le intelligenze le abbiamo abbiamo decine di migliaia di giovani che rischiano di essere assunti negli Stati Uniti o altrove Dai dai Tec Giants invece di essere attratti ad un progetto di interesse pubblico probabilmente può essere utile immaginare di avere un campus che funga da AB centrale ma con una serie di ramificazioni in diversi paesi esempi un esempio proprio nel campo della informatica e European va informati tristibus che fa parte
(2:49:32) della Europe bike oggi laboratori che ha una propria infrastruttura fisica di server che stanno in Gran Bretagna difesa personale risorse non è una blanda federazione di istituti È un soggetto capace di intervenire Massimo scusami hai tre minuti massimo perfetto risparmi pure grazie grazie cosa potrebbe fare un soggetto di questo tipo intanto potrebbe dare agli utenti il tipo di garanzie che le Tex Giants non danno su come utilizzare i dati potrebbe implementare e gestire un Cloud europeo in modo che i dati restrino in Europa e
(2:50:25) restino in uno spazio digitale pubblico e potrebbe utilmente occuparsi di una serie di adeguamenti tecnologici sia sulle reti di trasmissione dati che sul computer che devono essere visti in modo integrato Quindi per chi dicesse che il settore pubblico non può fare queste cose voglio citare due esempi il fraunhofer in Germania un bilancio di 2,8 miliardi all’anno a 28.
(2:50:58) 000 dipendenti ed è tra i principali forse il secondo dopo Siemens detentore di brevetti di brevetti tecnologici ed è una struttura integralmente pubblica risponde al governo federale tedesco un secondo esempio meno noto se non hai detti ai lavori e il consorzio interni universitario per la microelettronica a Lovanio che con più di 5.
(2:51:25) 500 Scienziati e con 600 partner industriale progetta i chips quindi il paradosso è che noi abbiamo una struttura di fatto pubblica senza fine di lucro che fa la progettazione dei Chips che poi sono acquistati da sviluppato ulteriormente da Intel eccetera per poi il tutto essere privatizzato a Valle dalle Tex Giants quindi sono arrivato alle conclusioni forse addirittura prima dei tre minuti con questo messaggio un’impresa pubblica Europea nel campo digitale che prenda e sviluppi il lato positivo di interesse pubblico dell’intelligenza artificiale e di altre
(2:52:07) tecnologie si potrebbe fare forse vorrebbe la pena parlarne grazie grazie a te Massimo davvero interessante Soprattutto per rispetto dei tempi adesso diamo la parola a Gianna chiederei a Riccardo di sbattere il tempo sul ginocchio di Gianna a 8 minuti Allora mi metto il cronometro così provo a stare nei tempi che Rossana ci ha dato che voglio ringraziare insieme Laura perché ci consente un approfondimento su un tema complesso e in una stagione di profonde banalità nella discussione pubblica anche su questi temi Io penso che
(2:52:54) momenti come questi siano davvero molto importanti lo dico perché inevitabilmente Non lo so se sarò nel nel titolo che mi è stato dato Perché io credo che parlare oggi di privatizzazione della conoscenza e in generale come dire di un arretramento che si sta producendo Anche rispetto a quella narrazione a cui Rossana Faceva riferimento penso a tutta la questione dei beni pubblici significa parlare di un modello economico e sociale essere profondamente sbagliato e mi ha fatto molto piacere che Laura nella sua introduzione abbia
(2:53:40) giustamente sia giustamente è partita da qui perché l’intervento sui settori della conoscenza e della Scienza nascono da scelte politiche economiche sbagliate da un modello che come organizzazione abbiamo contestato come noto ed ha un’idea profondamente diversa di quello che dovrebbe essere oggi il rapporto tra stato e mercato perché parto da qui perché bisogna ricordare che c’è stata una brevissima stagione in cui forse tutti noi avevamo sperato che quella narrazione Malefica che poi si è fondata anche su politiche
(2:54:15) pubbliche che hanno sostanzialmente ridotto gli spazi legati agli interventi sulle scienze e conoscenza vorrei ricordare che un intervento pesantissimo sui settori della conoscenza del 2008 con un taglio alle risorse davvero epocale gli effetti di questo taglio ne stiamo subendo tutt’oggi ma quello fu una scelta politica la scelta cioè di ridurre gli spazi delle strutture della conoscenza e di produrre attraverso quell’intervento risorse per finalizzate a un diciamo scelte anche dal punto di vista economico discutibili di cui oggi
(2:54:58) abbiamo anche parlato perché l’assenza di politica imprenditoriale l’assenza di visione l’assenza di un disegno strategico del paese Che inevitabilmente deve partire e si deve fondare sulle strutture della conoscenza è esattamente il portato di quegli interventi lo dico con buona pace della giornata di oggi dove c’è anche forse una qualche esagerazione rispetto a La le scelte che furono operate In quegli anni e il presidente del consiglio che guidava quel governo quindi aggiungo che è molto importante questa
(2:55:40) discussione perché è chiaro che produrre una narrazione diversa sul versante economico e scelte economiche coerenti significa per esempio utilizzare al meglio alcune non hanno detto quelle scelte che anche l’Europa in quella breve stagione aveva fatto Next Generation è una ipotesi perché condivido assolutamente Quello che ha detto Comunque prima di me il professor Florio bisogna guardare all’Europa con lo bisogna collocare lì lui propone l’agenzia Europea sui vari settori transizione verde transizione digitale e
(2:56:19) Sanità noi più modestamente Avevamo pensato nella nostra elaborazione hanno un’agenzia per lo sviluppo italiano ma il tema è sempre lo stesso e mi spiace che è andato via il senatore Zanda perché altrimenti gli avrei ricordato che per esempio sul PNR esattamente quelli incapacità a cui lui faceva riferimento questo organizzazione la Sottolineata anche prima che ci fosse il PNR quindi nella fase di elaborazione persino quindi insomma c’è una responsabilità su questo condiviso questo non vuol dire che non si è
(2:56:51) esecrabile quello che sta accadendo su questo versante con le scelte ma questo è un altro tema che faremo perché parto da questo perché è chiaro che noi oggi del quadro che abbiamo di fronte ci trova a una condizione di impoverimento complessivo un utilizzo della disuguaglianza a partire da quella fiscale che si ripercuote Sulle fasce più deboli della popolazione e una mancanza di redistribuzione delle risorse che possa sostenere esattamente I processi che sono stati detti perché tu bisogna intendersi o si riparte da questo o
(2:57:32) stiamo facendo una discussione che manca come dire di un punto fondamentale vale a dire un’idea di redistribuzione della ricchezza e di rifinanziamento di tutte quelli che sono le infrastrutture che consentono di parlare di beni pubblici italiani ed europei se non c’è questo è evidente che abbiamo la fotografia dell’esistente aggiungo molto rapidamente che tutto questo si scarica su una dimensione del dibattito pubblico dicevo molto tradizionale e siamo preoccupati preoccupatissimi anche dell’impatto che
(2:58:08) oggi non soltanto l’intelligenza artificiale ma in generale i nuovi modelli di comunicazione sta determinando in termini di arretramento della vita Democratica questo è un altro tema che dobbiamo porci e lo pongo parlando esattamente di sistemi della conoscenza perché delle due questioni sono assolutamente intrecciate non c’è soltanto questa polarizzazione delle ricchezze ma anche come dire del potere mediatico perché poi dietro questo c’è anche un potere fondamentale di orientamento che già oggi social network
(2:58:41) hanno e che in prospettiva come ci veniva ricordato l’intelligenza artificiale rischia addirittura di amplificare Noi oltre oltre a questo aspetto abbiamo una latenza su questo versante del dibattito pubblico che porta le persone a allontanarsi Non fosse altro questo abbiamo visto delle ultime elezioni Quindi c’è un tema registro elettronico In questa nostra discussione e quindi arrivo rapidamente tagli un po’ di cose a quelle che potrebbero essere che potrebbero essere le risposte che in parte noi abbiamo scritto lo ricordava
(2:59:18) Riccardo in quel libro che parla dei prossimi 10 anni ma pensando immaginando tutti noi di essere al 2030 Quindi come sindacato come diciamo quali risposte politiche rispetto a questo a questi processi Io credo che bisogna riprendere il filo della discussione economica in primo luogo Per contrastare quella narrazione che oggi ha riprodotto dopo quella brevissima stagione di ciò di nuovo una preminenza del ruolo del mercato rispetto alle scelte sullo stato provale è quello che ci dice la presidente del consiglio non
(2:59:56) disturbare il manovratore no Chi produce ricchezza dietro questa affermazione però ci sta sostanzialmente un’idea di pervasività del mercato che deve entrare in tutti i luoghi inclusi quelli della conoscenza ma non come spesso diciamo attraverso le esternalizzazioni ma attraverso addirittura un impossessamento di questi luoghi faccio alcuni esempi recentissimi così ci capiamo il pezzo istruzione c’è stato presentato una riforma del filiera tecnica professionale che prevede non una esternalizzazione ma un
(3:00:35) ingresso dell’impresa all’interno del sistema pubblico distruzione tecnica e professionale statale con su tre ambiti che sono importantissimi gli insegnanti che per il 50% dovranno essere scelti diciamo da esperti del mondo delle imprese gli obiettivi che sono solo ed esclusivamente quello dell’occupabilità dimenticando L’aspetto fondamentale dimissione del sistema di istruzione che la costruzione di pensiero critico cittadinanza consapevole non è rilevante come dire e la terza questione i curicoli Quindi anche la scelta di
(3:01:14) quello che si insegna perché faccio questo potrei farne altri ad esempio ma non ho tempo perché faccio questo esempio perché è recentissimo ma è indicativo di come oggi questa vecchia ideologia perché voglio dire ciao è un po’ datata risale ai primi anni al primo decennio degli anni 2000 questa scelta di nuovo torna è esercitata e rischia di produrre danni pesantissimi proprio nel nell’ottica che veniva ricordata è chiaro che noi dobbiamo pensare che soprattutto parlando di innovazione di intelligenza artificiale Certo ci
(3:01:54) abbiamo un tema che riguarda il lavoro i lavoratori della conoscenza sicuramente sono impattati no anche le cose che ci venivano poco fa ricordate e quindi da questo punto di vista le scelte coerenti con un’idea di governo devono essere sicuramente scelti dove si ricostruisce un professore parla di infrastruttura no pubblica Sono d’accordo ma anche una scelta a Monte di governo dei dati perché altrimenti se non teniamo insieme queste due aspetti Il rischio è proprio in ragione della pervasività e anche
(3:02:27) aggiungo della potenza economica dei grandi olii è una diciamo scelta come dire che rischia di scalfire un gigante quindi arrivo rapidamente che cosa fare si tratta di scelte politiche non fondamentali si tratta di scelte politiche che si richiamano a un’idea arretrata del nostro paese se dovessi ragionare sul sul Diciamo che fare adesso Direi sicuramente va fatto un’azione politica in difesa dei beni pubblici dei beni collettivi a partire dalle infrastrutture della conoscenza perché oggi sia che si parli
(3:03:15) di transizione verde transizione digitale Questi elementi sono centrali per poter affrontare una trasformazione del lavoro e della società in maniera trasversale aggiungo che sarebbe miope pensare che questi due grandi processi Riguardano solo alcuni aspetti riguardano tutti e tutti riguardano tutti i settori produttivi non è sbagliato come sta facendo per esempio il governo come ha fatto il governo pensare che solo attraverso incentivi 4.
(3:03:51) 0 la prima mandata mi riferisco in modo particolare si potesse affrontare il terreno della digitalizzazione quindi dell’Innovazione per esempio sul versante rivoluzione industriale non hanno funzionato se siamo sempre lì e continuavo a mettere tante risorse quindi in primo luogo un’azione politica di difesa politica e culturale di difesa dei beni collettivi è necessario costruire una contro narrazione e il sindacato la può fare terza questione occorre difendere con le unghie con i denti le strutture pubbliche della Conoscenza come
(3:04:22) battaglia Democratica oltre che come battaglia sociale e aggiungo anche come battaglia come dire per il futuro perché se non c’è questo il rischio è esattamente quello della fotografia dell’esistente della risposta ai bisogni emergenti e non dello sguardo lungo di cui invece avremo bisogno nessun cedimento di fronte alla privatizzazione striscianti costruire allargare la condivisione su proposte che appunto riguardano la costruzione oggi di tutte quelle infrastrutture pubbliche che si riferiscono ai beni collettivi problema
(3:04:58) dell’Alleanza è direi fondamentali questo significa ovviamente pensiero lungo ricostruzione anche di un’idea condivisa e supremazia della complessità sulla democrazia del selfie che è quella che attraversa ahimè tutta la società per cui il messaggio pubblico è un selfie spesso privo di contenuti infine la cosa fondamentale è pensare che questo progetto e questa progettazione qui purtroppo c’è un certo pessimismo che si addirittura aumenta pensare che questo progetto non può essere un progetto solo
(3:05:38) ed esclusivamente del nostro paese il richiamo all’Europa e anche qui non ho tempo le cose che sono state dette al valore che l’Europa può mettere in campo nella costruzione nella difesa di questi di questi elementi a partire dalle grandi strutture di ricerca probabilmente implementate anche quelli che oggi sono alleanze o sono comunque embrioni delle grandi agenzie a cui Faceva riferimento Florio Io credo che sia fondamentale perché c’è un tema diciamo di lieve pessimismo per due ragioni Il primo è un
(3:06:16) pessimismo che riguarda il nostro paese noi non stiamo guardando all’Europa non stiamo neanche guardando all’Italia da questo punto di vista siamo pensando di fare un’operazione tutta legata alla competizione dei singoli territori perché questo è l’autonomia differenziata e anche una strategia diciamo di competizione di sviluppo non soltanto purtroppo devastante sul terreno sociale e quindi questo è il primo tema secondo problema politico perché sfortunatamente l’Europa dopo quella stagione di next
(3:06:50) generation rischia di cadere invece una dimensione di cui sovranismo protezionismo E comunque L’Europa degli Stati membri e non l’Europa dei popoli possa avere la prevalenza È un rischio che c’è visto quello che è accaduto sul versante politico in tanti territori in tanti paesi europei Io credo che una delle battaglie forse la madre di tutte le battaglie è esattamente difendere l’idea d’Europa quella che tutti noi condividiamo Perché solo in questa direzione si può pensare di fare quella
(3:07:23) grande operazione di innovazione a partire dal dei sistemi della conoscenza che a cui oggi l’economia ma anche la nostra vita necessariamente impone Grazie Gianna non gli hai dovuto battere sul ginocchio ha fatto tutto da sola non so se lui o te che suonavi Bene allora adesso darei la parola sempre con i famosi 10 minuti ad Cristiano Antonelli e subito dopo Daniele archibugi su un tema è stato uno stato rispettando nessuno i temi quindi faccio finta di darli che il nuovo intervento pubblico della direzione
(3:08:07) dell’Innovazione Questo era più o meno a voi Grazie partecipa a questo mi ero con grandissimo piacere Dopo una lunga sospensione tanto più forte per chi come me abita a Torino che no è un po’ fuori è sempre impressionante venire a Roma e sentire la densità delle relazioni e degli scambi e delle interazioni che qui sono possibili Dunque e con grande piacere che che partecipo e ringrazio per l’invito proprio perché tutto questo avviene dopo un lungo silenzio una lunga separazione io sento il bisogno di mettere le cose
(3:09:00) in prospettiva molto difficile farlo in tempo così breve E dunque mi accingo all’arduo compito sento il bisogno di richiamare come dire l’archetipo l’archetipo per me è inevitabilmente sul Pater e quindi l’analisi delle dinamiche economiche come contrapposizione come contrapposizione costante e che si ripete con cicli più o meno lunghi non voglio cadere nei juggler nei contratti ma cicli di innovazione e di cambiamento tecnologico di lungo periodo Allora la mia rappresentazione è questa sta emergendo ormai con forza
(3:10:01) Quello che potremmo chiamare il capitalismo della conoscenza che sta distruggendo il capitalismo manifatturiero E questa cosa bisogna prendere atto l’industria e manifatturiera sta assumendo La contrazione che Subì il capitalismo Agrario 150 anni fa la manifattura è vecchia e obsoleta negli Stati Uniti occupa il 7% della forza lavoro è inutile le velleità di sperare di farla sopravvivere sono velleità ora questo purtroppo è una scelta che il paese non ha sempre il coraggio di fare e di accettare sta emergendo il capitalismo della
(3:10:57) conoscenza sta emergendo sono una ventina d’anni che emerge capitalismo della conoscenza che vuol dire tante cose [Musica] c’è il crollo delle manifattura Io vorrei ricordare dettagli fondamentali ormai le nostre contabilità nazionali dal 2008 sono cambiate radicalmente Esiste il concetto di capitali intangibile capitali intangibile e costituite essenzialmente dalle capitalizzazione di spese ricerche sviluppo software e Brevetti rappresenta dal 30 al 40% del capitale fisso il capitale fisso sta sparendo gli investimenti non ci sono più
(3:11:52) Cioè ci sono dei dati di fatto impressionanti noi continuiamo a parlare di investimenti Ma di quale capitale si sta parlando l’intensità capitalistica sempre riferita al capitale fisso e tangibile sta crollando tutto questo si produce in un contesto in cui conseguentemente i famosi vecchi ricordo una straordinaria introduzione di Napoleone Purtroppo mi sono dimenticato il nome dell’autore di un libro degli anni 60 si riaprono ferocemente i ventagli di produttività e di profittabilità Ma ahimè aggiungerei i ventagli
(3:12:40) salariali la tanto celebrata diseguaglianza e prima di tutto diseguaglianza salariale è prima di tutto diseguaglianza salariale la diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza ha uno scarsissimo impatto sulla diseguaglianza nella distribuzione del reddito la quale è determinata quasi esclusivamente Oserei dire dalle diseguaglianze salariali e Qui siamo in casa della CGIL Si stanno allargando enormemente negli Stati Uniti I White collas ora guadagnano 4 volte di più dei Blue covers rispetto agli anni 80 cioè c’è una parte cospicuo cospicua del
(3:13:33) mondo del lavoro che tranne enormi benefici non so se se ne ha consapevolizza perché sempre l’idea che sono i ricchi quelli che ci hanno 170 miliardi Ma quella è rilevantissimo ma ciò che è impressionante e la diseguaglianza salariale Noi ci stiamo muovendo verso un sistema che include in modo gratificante i lavoratori capaci di partecipare attivamente al capitalismo della conoscenza questa questo pezzo di capitalismo della conoscenza [Musica] sotto gli occhi di tutti no perché se noi guardiamo le medie non ci rendiamo conto che queste medie
(3:14:31) in questi momenti di riallargamento impressionante dei ventagli della produttività e della profittabilità nascondono e contengono il pezzo che emerge con forza e il pezzo che sta si sta sbriciolando però analizzare la varianza diventa determinante per capire che cosa succede ora in questo contesto e io credo a questa per quantomeno è la mia rappresentazione e dunque deve sfoltire delle rappresentazioni sbagliate Purtroppo c’è questo genere verremo un lavoro di Bloom e altri le idee stanno diventando sempre più
(3:15:30) care sempre più faticose Insomma arredi agenti Hardware [Musica] In realtà noi stiamo passando abbiamo superato una lunga fase in cui con un entusiasmo e una fascinazione veramente infondate abbiamo glorificato la globalizzazione senza rendersi conto che questo era distruttivo per la manifattura prima scalzoni quei disgraziati quelli idioti dei sovranisti forse avevano intuito qualche cosa Che globalizzare significa ammazzare due terzi della manifattura La globalizzazione è stata sicuramente guidata dal capitalismo della conoscenza
(3:16:30) è stata organizzata Oserei dire dal capitalismo alla conoscenza e questo ambiente Lasciatemi dire insomma come una stravagante mancanza di rappresentazioni critica Ah abbracciato La globalizzazione i sovranisti sovranisti Ma i sovranisti ormai stanno in Germania Ma insomma la rappresentazione polemica del sovranismo non ha colto la sua rappresentazione la sua capacità di tentare di difendere di difendere o rallentare quantomeno questo processo che oggi coinvolge pesantemente la Germania perché la crisi dell’Industria
(3:17:21) amministrativa tedesca è ormai è sotto gli occhi quindi attenzione l’Europa c’è Un’Europa Santo cielo che commerciava con l’est comprava energia a basso costo e gli rivendeva media tecnologia E questo sembrava meglio il migliore dei modi possibili sta venendo meno ora l’Europa da che parte sta quando vedo Manfred Weber all’azione Io penso che l’industria mi ha riflettutoria tedesca sta dicendo Sta frenando con le unghie con i denti e sta cercando di difendere per quanto possibile l’industria manifatturiera
(3:18:07) per cui certe alleanze che si profilano sono alleanze difensive e molto conservatrici quindi il contrasto tra i capitalismi purtroppo interseca tanti livelli Certamente c’è i capitalismo della conoscenza nei suoi aspetti No più duri che sono stati magnificamente rappresentati da questi interventi c’è un capitalismo un manifatturiero al quale siamo molto legati e che ora finalmente ci rendiamo conto di quanto pesante siano gli effetti della globalizzazione e non facciamoci illusioni se il problema è un paio di
(3:18:53) super macro chips a Taiwan che sono in pericolo perché no questo è non è per questo motivo di pensare che la globalizzazione stia finendo né tantomeno la De industrializzazione l’ultimo G20 ha l’Indonesia non è che ci sono nel restare in Indonesia sono 300 milioni che non aspettano altro che di partecipare attivamente alla globalizzazione le Filippine tutto il sud est asiatico si tratta di cercare di invitare che Huawei no prende il controllo bisogna evitare che certi microprocessori si producano solo li ma
(3:19:40) non per questo si pone fine alla De industrializzazione ora negli ultimi 10 anni io non ho visto particolare lucidità sul capitalismo della conoscenza nel 2008 sono state Certamente ridotte le spese per la ricerca ma da allora nessuno se è sognato di aumentarle nessuno e io vi domando cosa ci stessero a fare scusa perché hai superato i 10 minuti forse si tratta di mettere a fuoco e di perseguire perché insomma Il grande problema è quello delle coalizioni il mondo del lavoro vince quando si allea con la parte propulsiva e dinamica del capitalismo
(3:20:43) credo che si debba cercare di costruire una coalizione nella quale i capitalismo della conoscenza italiano ed europeo e il lavoro che ne fa parte acquistino capacità propulsiva rispetto al sistema del suo complesso posso continuare Ovviamente per troppo tempo e quindi mi fermo su questi enunciati Generali Grazie lo dico perché chi aveva delle relazioni già pronte Comunque siccome abbiamo deciso che pubblichiamo ci mandate anche teste così più costretto a tagliare però recuperiamo poi con scritto anche i buchi non ti devo battere il tempo
(3:21:40) batti batti bel Masetto diceva Quella quella celebre aria di un’opera lirica e sarò breve per i ringraziamenti ma ringrazio molto per l’iniziativa il tema dell’intelligenza artificiale viene molto affrontato e però spesso con poca competenza e senza sapere di cosa si tratti Per fortuna abbiamo persone che ci capiscono e che ci stanno spiegando quello che è e quindi io mi limiterò a dire poche cose dal punto di vista economico il primo minuto lo voglio dedicare a una canzone e questa canzone e l’inno della CGIL o vivremo del Lavoro
(3:22:19) parole di Filippo Turati Oh vivremo del lavoro o pugnandosi immorrà abbiamo sentita tante volte no ecco questo questa è celebre canzone È una canzone che da un certo punto di vista ricorda e Rammenta Qual è lo scopo principale e che forse la dovremmo anche rivedere una delle grandi preoccupazioni dell’intelligenza artificiale e quella che distrugge lavoro non è la prima volta che sentiamo questa questa storia L’abbiamo sentita tante altre volte e ovviamente è stato anche vero cioè nonostante ci siamo per
(3:23:00) fortuna trovati in cui il mostro che il lavoro i lavoratori i sindacati cercano di come dire contrastare ossia appunto il capitalismo è stato poi in grado di generare Ricchezza e in grandi casi questa distruzione del lavoro o di alcun lavoro ha comportato la soddisfazione soddisfacemento di alcuni bisogni la riduzione dell’orario di lavoro cosa che noi non e anche rendere il lavoro meno faticoso possiamo pensare che qualcosa del genere succederà anche con l’intelligenza artificiale Probabilmente sì a condizione che sia
(3:23:39) adeguatamente come dire guidata e ristrutturata Per ovviare a questa situazione intollerabile dove alcune persone muoiono di lavoro perché lavorano troppo e altre persone muoiono di non lavoro che una delle cose più iniquie e più assurde del sistema economico nel quale nella quale Viviamo e quindi si tratta Secondo me di interpretare qualsiasi nuovo opportunità tecnologica inclusa intelligenza artificiale e di guidarla al fine che ci sia una distribuzione del Lavoro in modo più equo e che consenta a tutti quanti
(3:24:17) di lavorare di lavorare meno questo richiede una quantità di diciamo così modifiche nel mercato del lavoro che vanno a tutti i livelli ad esempio l’ingresso parziale del Mercato del Lavoro anche molto prima nei paesi nordici che sono il modello migliore di gestione del lavoro una validi nei supermercati alle serie del pomeriggio e ci vede dei ragazzi di 16 anni che stanno lì alla cassa nel momento di fila in cui i lavoratori vanno a fare la spesa e lavorano per 6 ore la settimana e si pagano la birra non chiedendo i soldi ai genitori ma con
(3:24:57) quelle sei ore di lavoro la settimana lo stesso vale per come dire l’uscita dal mercato del lavoro dove si arriva a lavorare fino a una certa età in modo come dire massacrante per poi andare a dare il come dire il Pechino ai piccioni ai giardinetti e probabilmente sono delle cose che richiedono una riforma del sistema sociale in cui qualsiasi forma di organizzazione Come quella delle intelligenze artificiali può aiutare a risolverlo lo stesso vale con la formazione è un piacere qui parlare con i nostri i nostri
(3:25:32) colleghi sindacalisti del mercato della confederazione alla quale alla quale apparteniamo Noi ci troviamo nella situazione in cui anche la scuola è ormai tarata per un sistema antico oltretutto Reso ancora più antico da un fatto che visibile che quello del declino demografico ormai gli studenti che stanno in età scolare sono degli animali in via di estinzione quando per fortuna ogni tanto mi chiamano a parlare nelle scuole superiori Vedo delle classi che stanno facendo la maturità che ci hanno 12 10 studenti No in una situazione tale
(3:26:11) in cui si dovrebbero essere dei vantaggi sull’apprendimento ma ci sono pure degli svantaggi gli svantaggi associati che viene meno quella apprendimento orizzontale che ci sta tra gli studenti tra di loro e in una situazione analoga in cui ci troviamo una popolazione adulta nel nostro paese molti altri paesi che è totalmente ignorante nei confronti della nuove tecnologie e in cui se qualcuno una persona di una certa età hanno bisogno di sapere come usare un cellulare deve andare a chiederlo al nipote se è fortunato che ce l’ha il
(3:26:45) nipote No perché se invece il nipote non ce l’ha non sa chi Gli insegna sempre il dottorato e il cellulare e allora A quel punto forse dovremmo pensare che queste scuole state costruite negli anni passati e questi insegnanti potrebbero Probabilmente pure essere ristrutturati e riutilizzati per modificare e creare quel famoso apprendimento l’apprendimento costante lo dico perché una delle grandi conquiste dei sindacati è stato quella ad esempio di introdurre come dire la formazione dei lavoratori e quella è stata una delle cose che ha
(3:27:20) avuto come dire un impatto che doveva essere fatta Meglio doveva essere fatta di più ma così così esattamente una grandissima conquista dei Lavoratori che probabilmente è in una situazione attuale come quella della modifica della struttura demografica italiana Dobbiamo forse come dire rivitalizzare ristrutturare incrementare a tutti quanti livelli e due altri punti prima di chiudere che sono quelli su cui sono stati già affrontati ovviamente il problema fondamentale dell’intelligenza artificiale e controllo e controllo dei
(3:27:57) dati lì per fortuna in Europa qualcosa abbiamo fatto Ricordiamocelo per la tenacia di un giurista italiano che Stefano non lo sa che quando la prima volta che conosco io nel 1981 parlava del problema del controllo dei dati a me sembrava un Marziano un pazzo ci aveva esattamente perfettamente ragione e che è riuscito a far sì che in Europa ci sia una regolazione sui dati che è molto più progredita di quella che c’è non solo in Cina ovviamente ma negli Stati Uniti e qui mi sembra anche di vedere due come dire opinioni leggermente diverse sulle
(3:28:35) quali forse bisognerà prendere bisogna prendere una decisione Una è quella di dire l’intelligenza artificiale È un rischio e quindi bisogna bisogna come dire frenarla mettiamo in freno a mano perché ci sono tutti quanti questi rischi lo capisco l’altro è quella di dire chi è che fa questo investimento come è stato mostrato da Florio anche se poi quei dati qualche cosa Ci avete da dire ma comunque ha dimostrato chiaramente che c’è chi investe e invece il settore privato il settore privato negli Stati
(3:29:06) Uniti e se c’è qualcun altro che sta facendo la sfida non è l’Europa ma è la Cina dove ammesso delle imprese capitalistiche che stanno facendo la concorrenza a tutte le grandi imprese americane e si possono fare le coppie Amazon e Alibaba e come dire e tutte queste grandi imprese che ci hanno fortuna e Facebook Tik Tok e così via no Ricordiamoci che ti tocca è diventata negli Stati Uniti per il presidente Trump E giustamente un problema di sicurezza nazionale basta il controllo politico dei dati Secondo me no A questo punto dobbiamo
(3:29:44) anche pensare alla produzione dei dati che sono a base di intelligenza artificiale e quella produzione dei dati non può essere lasciata esclusivamente al mercato e quindi le ipotesi che tra l’altro sostenute pure io le imprese pubbliche e non soltanto a livello nazionale ma a livello europeo che si occupa alla produzione dei dati e non soltanto Quindi come funziona ed agenzia Ma come funziona di produzione dei dati sono estremamente estremamente necessarie Enrico Mattei diceva L’Italia fa le automobili ma a questo punto deve
(3:30:17) fare pure la benzina dico bene Simone no così diceva Ecco aveva perfettamente ragione aveva capito che c’era un problema di produzione di un settore strategico fatto che all’epoca era quello Appunto Quando il manufatturiere era il settore trainante che andava insieme con benzina automobile è stata una battaglia facile Sarà una battaglia facile Assolutamente no sappiamo che fine ha fatto Mattei rompere gli dico Poli esistenti non è un ballo di gala e quindi lì sarà necessario che da parte dell’Europa ci sia una capacità politica
(3:30:53) una capacità amministrativa una capacità conoscitiva per farlo se tutto questo non viene fatto Ho l’impressione che L’Europa è destinata ad avere un ruolo subordinato nella produzione dell’intelligenza artificiale e quindi del futuro economico e sociale Grazie [Applauso] perfettamente nei tempi senza nemmeno aver dovuto battere adesso Simone dov’è Eccolo qui che dovrebbe collegare dovrebbe essere quello che appunto controlliamo che funzioni perfetto Buongiorno grazie per l’invito e per l’organizzazione
(3:31:45) il tema che mi è stato indicato assegnato da Laura non è specifico sul questione dell’intelligenza artificiale ma lo riguarda ed è il tema della governance la conoscenza e della ricerca all’interno delle imprese e nel particolare all’interno di un sistema di imprese a partecipazione statale e quindi se vogliamo è un po’ questo intervento con lezioni dal passato per i problemi del presente c’è un tempo in cui in Italia le imprese pubbliche non erano solo stato imprenditore Come alcuni l’hanno
(3:32:25) definito Ma erano anche stato innovatore nello specifico pesavano per oltre un terzo fine Verso l’inizio degli anni 90 del totale della ricerca e sviluppo del settore delle imprese e il soggetto più importante in questo campo era Liri Questo che vedete in blu nell’immagine all’interno del degli schemi di imprese pubbliche L’idea era il più grande gruppo industriale italiano ancora appunto all’inizio degli anni 90 l’anno prima della dell’inizio delle privatizzazioni è per fatturato e per addetti Ma era
(3:32:57) anche un grosso gruppo mondiale sempre secondo questi parametri il decimo al mondo per fatturato il quinto mondo per addetti in Italia pesava per il 3% del valore aggiunto per il 5% degli investimenti fissi e 5% per le esportazioni ora breve riassunto della storia del Liri nasce nel 33 per risolvere il problema bancario Poi però dal 48 al 92 Diventa quello che tutti conosciamo cioè il gestore la holding pubblica più importante di partecipazione industriali dal 92 in poi inizia la privatizzazione e nel 2002 viene liquidato nella fase diciamo di
(3:33:36) ente pubblico attivo di gestione delle imprese più precisamente dal 64 li Ricomincia da quella che vorrei chiamare la missione ricerca innovazione quello leggiamo con le parole del dell’allora Presidente dell’iris che diceva appunto Il Liri era chiamato anche per la funzione pubblica non solo per anche per la sezione pubblica che gli impongono le sue dimensioni quindi non solo per la natura pubblica ha uno sforzo notevole nel settore della ricerca Quindi negli anni successivi si organizza si dà una struttura
(3:34:13) coordinata a livello centrale Infatti lo vediamo dall’istituto data la sua natura centrale di programmazione coordina la ricerca e sviluppo dell’intero sistema delle imprese controllate questo il tema della ricerca dello sviluppo dentro l’iri è l’Istituto è una questione centrale e lo diviene sempre di più vi riporto questo schema a mo’ di esempio se vogliamo quella che riguarda il di là che è ripreso dal bilancio dell’iri del 92 che come prima tabella come prima elemento del bilancio Riporta i dati sulla
(3:34:48) ricerca dello sviluppo prima ancora del fatturato gli da qualche dato sulla dimensione del Liri e poi sulla struttura organizzativa in qualche modo allora se noi guardiamo alla spesa per Ricerca e Sviluppo sul totale Nazionale l’area in beige in più nello specifico è la quota della ricerca sviluppo dell’insulto tale delle imprese che è una quota crescente dai valori di 6-7% di prima di 60 a valori superiori al 25% Verso l’inizio degli anni 90 è una espansione che non corrisponde a un’espansione delle dimensioni dell’iri
(3:35:27) anzi diciamo dagli anni 80 allievi riduce le proprie dimensioni è un intensificazione degli sforzi di ricerca e infatti lo vediamo appunto la spesa Ricerca e Sviluppo rispetto al PIL dell’irish dallo 0,02% allo 0,17 in questi anni quindi ci può punti percentuali cioè gli stessi del settore privato del settore non Iri che però era di 25 volte maggiore aumenta anche l’intensità della Ricerca e Sviluppo per addetto in termini reali da 350€ a prezzi attuali a oltre 6000€ a prezzi attuali quindi possiamo notare
(3:36:03) anche che rispetto all’interno del specifico dei settori rispetto al valore Nazionale l’intensità della ricerca sviluppo del Liri punto densità si intende per rapporto al fatturato era di fatto Maggiore [Musica] Invece per quanto riguarda l’aspetto del personale possiamo vedere come nel corso dei 30 anni li si sviluppa un vero e proprio esercito di personale di ricerca o circa 13.
(3:36:30) 000 dipendenti nel complesso e quasi 8.000 ricercatori nel 1992 e con una quota di ricercatori nel settore delle imprese che rispecchia più o meno quella della spesa per Ricerca e Sviluppo intorno al 26-27% all’inizio degli anni 90 Se guardiamo questo la ricerca e sviluppo è l’input dell’Innovazione Come si dice in economia Se invece guardiamo all’output dell’Innovazione Iri ovvero il numero di brevetti sul totale Nazionale Notiamo che il dato è molto diverso e anche quando è più alto Cioè a
(3:37:03) partire dalla fine degli anni 70 non si attesta in media sui 4%, rispetto ai valori dell’oltre20 della ricerca dello sviluppo e poi declina anche per l’intensità di di spesa di Ricerca e Sviluppo un rapporto tra il numero di brevetti e spesa Ricerca e Sviluppo e quindi questo perché beh In primo luogo Perché l’attività del Liri erano in settori a bassa intensità di brevettazione come si dice quindi più focalizzati sull’innovazione di processo e meno su quella di prodotto ma anche perché c’era
(3:37:36) un enfasi minore sulla propria azione dei ritorni finanziari dell’attività di brevettazione E sebbene I brevetti dell’iri fossero di particolare buona qualità Venivano spesso citati dalle aziende di tutto il mondo c’era non era non era presente un fenomeno di autocitazione interna dell’iri per proteggere la propria conoscenza infatti possiamo meglio valutare diciamo l’output tecnologico dell’iri sulla base di alcune di alcune appunto innovazioni tecnologiche industriali che ha sviluppato le aziende
(3:38:07) nel corso degli anni nei vari nei vari settori un altro elemento che è importante per capire la natura della ricerca della programmazione di Ricerca e Sviluppo che della sua sono un semplice dimensione è il fatto che le aziende terze si rivolgessero alle strutture di ricerca in Liri per commissionare la ricerca dello sviluppo e questa è una quota che dagli anni 80 è andata crescendo è arrivata quasi al 50% di quanto in realtà spendeva Liri lui stesso per le sue per la sua ricerca e lo possiamo vedere anche che è un’apertura
(3:38:41) indirizzata al sistema Nazionale perché mentre la linea rossa ci dice che la dipendenza tecnologica dell’iri diminuita nel corso degli anni la linea verde ci mostra come la vendita della della tecnologia Iri non è stato orientata verso l’estero Ma quindi ci dà ci fa immaginare che gli acquisitori fossero imprese e imprese italiane Ok allora l’iris strutturava la ricerca del leader a un certo punto ha cominciato a strutturarsi attorno alla creazione di questi grandi centri cosiddetti inter-aziendali che venivano che furono
(3:39:14) fondati dalle imprese dell’iri e spesso in compartecipazione con grandi imprese del settore privato nei vari settori di interesse del Liri Va sottolineato come a parte il cetena nel della Fincantieri e l’evoluzione ma potremmo dire l’involuzione dello xlt della Telecom Italia nessuno di questi centri sia sopravvissuto alle privatizzazioni questi invece era diciamo le principali società dell’iri per Ricerca e Sviluppo all’interno dei laboratori Corporate Come si può dire come si dice ma un
(3:39:49) altro elemento che Va sottolineato che a un certo punto negli anni ’80 è stato menzionato prima il caso dei centri di ricerca il trasferimento tecnologico li ricrea questi cosiddetti consorzi città ricerche appunto dei consorzi tra le considerazioni le ricerche le camere di commercio le università locali e le imprese locali in queste città ed erano sostanzialmente dei centri per il trasferimento tecnologico e cercare di unire la ricerca di base alla ricerca applicata come si strutturava quindi il modello di
(3:40:19) governance la conoscenza del Liri è lo possiamo vedere in questa mappa che ci mostra come l’iri fosse presente con le sue strutture di ricerca in 16 regioni su 21 con disponendo di 114 laboratori di ricerca e 9 centri di Inter Aziendali e i sette centri Aziendali e le nuove città ricerca Era un’infrastruttura Nazionale pubblica sono presenti su tutto il territorio nazionale un sistema di conoscenza aperto o relativamente aperto più aperto rispetto a quello del settore privato che si collocava tra appunto faceva da Ponte tra la ricerca
(3:40:54) di base e quella applicata ed era particolarmente focalizzato sul mezzogiorno perché se il dato nazionale di prima che vi avevo dato della Ricerca e Sviluppo degli addetti al 26-27% Al mezzogiorno al dato della presenza del diritto per Ricerca e Sviluppo per addetti era superiore al 40%, quindi sopperiva le mancanze del privato e quindi la programmazione della ricerca sviluppo dispositivi che si strutturava su piani quadriennali e effettivamente svolgeva da orientamento e da traino del sistema di innovazione Nazionale nelle
(3:41:25) aree in cui operava ed è anche ciò che abbiamo perso con le privatizzazioni abbiamo perso Appunto una centrale di programmazione della ricerca dell’Innovazione le attuali sistema partite attuali imprese partecipazioni statale è fatto la stima qualche anno fa pesano ancora all’incirca per circa il 18% della ricerca e sviluppo del settore delle imprese è ma manca quella l’elemento di coordinazione su cui tornerò brevemente fra un minuto con la conclusione Volevo solo mostrarvi Appunto questa classifica delle società
(3:41:59) italiane per Ricerca e Sviluppo in Europa Tra le mille più grandi società per Ricerca e Sviluppo e vediamo come appunto l’Italia è presente una cinquantina quindi il 5% del totale e includendo anche queste in arancione che sono imprese mezze italiane ma con la sede legale in Olanda 5% del totale se pensiamo però che il PIL italiano pesa per il 12% Notiamo comunque c’è una una debolezza del sistema italiano sulla ricerca e inoltre Queste sono tutte imprese No sono tutte imprese sono prevalentemente imprese
(3:42:32) nelle prime posizioni a partecipazione statale o ex partecipazione statale con Telecom Italia Leonardo che nel negli investimenti sul territorio italiano si giocano il primato di anno in anno un accenno a quelle tecnologie che sono in mano alcune delle principali un minuto ci metto principali società partecipazione statale come troviamo appunto l’intelligenza artificiale dentro Leonardo troviamo appunto i supercomputer dentro Eni e poi nel campo delle tecnologie rinnovabili ci sono appunto tra Snam al saldo energia
(3:43:07) Fincantieri [Musica] Scusate Drei d’Italia quindi quella quell’impresa che dovrebbe aiutare a cercare in Italia trasformare la produzione di acciaio usando il preridotto con l’idrogeno sono tecnologie in qualche modo complementari e quindi esiste Esistono delle competenze quello che manca e qui arrivo alla conclusione con un tema Che so che è caro A voi della CGIL dell’importanza della necessità probabilmente che un di introdurre un’agenzia pubblica per le partecipazioni statali che rimetta ordine al sistema esistente che è molto
(3:43:44) confuso no di imprese che sono parte parcheggiate in CDP in parte al Ministero del Tesoro in parte in Italia i modelli ce ne sono molti quello francese Forse è il più Organico il più immediatamente copiabile Se vogliamo quello che potrebbe fare un’agenzia pubblica nello specifico del tema di cui abbiamo parlato è appunto riprendere in quell’elemento di coordinamento delle attività di ricerca sappiamo che la ricerca per essere efficacia ha bisogno di massa critica e quindi e anche di un flussi di conoscenza tra tre imprese che
(3:44:21) ad oggi operano spesso in compartimenti stagni e Questo permetterebbe anche una supervisione pubblica degli sviluppi tecnologici in capo questa agenzia e perché no una proposta molto concreta di dell’agenzia potrebbe essere quella di restituire questi centri di trasferimento tecnologico creando Delle specie di italiano forse potrebbe farsi carico di questa missione Ecco grazie Scusate l’avevo preparato per 15 minuti quindi tutto grazie a te simone penso che potremmo dopo il tuo intervento sospendere il punto interrogativo sulla
(3:45:00) domanda Uniti dalla conoscenza perché mi pare che forse abbiamo bisogno di provare a ricostruire quel tipo di sistema do la parola brevemente adesso a Fabrizio Battistelli di archivio di Sarno per un breve intervento per un breve intervento chiedendogli scusa perché l’abbiamo inserito all’ultimo momento e quindi non siamo riusciti a dargli il tema libero intanto mi pare che sono stati più o meno tutti liberi qui vai grazie Ti ringrazio bene Allora credo che la sintesi sia necessaria per vari motivi nell’ultimo
(3:45:41) che loro ritarda e abbiamo veramente sentito Tante cose devo dire che ho ritrovato su questo grande tema dell’intelligenza artificiale questa dicotomia tra chi è preoccupato e chi invece è ottimista e sono un po’ Paradossalmente Questo l’ha detto già dall’inizio Laura e diversamente distribuiti tra quelli che chiamerei le rondini quelle che corrono e vedono arrivare la Primavera come il mio amico archibugi e altri che invece sono i coccodrilli cioè quelli che dopo aver operato nel big Tech sono colti da
(3:46:23) improvvise crisi di coscienza e dubbi su quello che stanno facendo e devo dire che mi pare il tono Giusto quello di oggi di non drammatizzare né l’una nell’altra posizione in particolare i rischi che pure effettivamente ci sono Sì Certamente i diritti ma anche i rischi sono da tener presente credo che il grande tema dell’occupazione sia fortemente collegato e quindi in qualche modo debba essere inquadrato o meglio che l’intelligenza artificiale non possa non avere tra le sue variabili da analizzare anche gli
(3:47:02) effetti sull’occupazione devo dire che mi occupo come archivio disarmo di qualcosa di molto di nicchia una nicchia non sempre molto empatica non sempre molto come dire Popolare No nel dibattito nel discorso pubblico che è l’applicazione militare In questo caso dell’intelligenza artificiale la metterei sicuramente tra i rischi fra i rischi addirittura tra le minacce nel senso cioè che dei regolamentata può dare adito a scenari veramente preoccupanti quale L’analogia con il discorso del lavoro sembra
(3:47:44) imprevedibile una cosa del genere ma ritroviamo nella fortuna dell’intelligenza artificiale applicata agli armamenti lo stesso grande problema che più di un’occasione ha afflitto il mercato l’impresa quello del costo del lavoro c’è un grande problema da risolvere per gli Stati maggiori di tutto il mondo in particolare delle superpotenze che consiste nella rarità e costo crescente della forza lavoro c’è questo paradosso per cui sembra sempre più difficile reclutare persone di qualità in numero adeguato
(3:48:29) per presidiare questo tema che si potrebbe dire semplicisticamente della guerra Tecnicamente o giuridicamente della Difesa un’area Cioè comunque nella quale sempre meno le popolazioni sono disposte a fornire personale in particolare ad esempio i propri figli Qui c’è tutta una teoria anche demografica interessante che non abbiamo il tempo di toccare fornire i quadri e la massa anche talvolta non sempre talvolta ancora necessaria per presidiare questa funzione Quindi la risposta Qual è avendo negli Stati Uniti un antesignano
(3:49:11) sempre quando si tratta di avere dei sogni o anche degli incubi no i nostri amici americani sono sempre all’avanguardia già 50 anni fa il generale westmorland in vietna pensate dove immagina un campo di battaglia interamente autonomo non automatizzato ma autonomo dove i sistemi d’arma si correlano fra di loro e prendono parte al combattimento al posto degli esseri umani bene Devo segnalare propriamente non saprete tutti ma che siamo molto vicini a questa situazione Abbiamo cominciato Siamo partiti un po’
(3:49:54) dal tema dei collettivi studiati da Giorgio Parisi quando scrutava gli storni per capire questi stormi di storni Da che cosa sono Regolati e siamo arrivati ma noi da osservatori naturalmente i laboratori gli degli scienziati e gli stati maggiori su questo sono ben più avanzati Siamo arrivati a registrare dei progressi veramente sorprendenti è stata citata prima al volo l’Ucraina quello è un grande laboratorio di armi semiautonomiche che sono i droni che stanno decidendo sul campo Chi vincerà e di possibili applicazioni future delle
(3:50:41) Armi propriamente autonome come sono appunto questi storni per esempio di droni e quali già oggi sono in grado di volare su un obiettivo coordinandosi fra di loro senza l’intervento umano Questa è qualcosa di molto importante molto interessante che apre alle intelligenze artificiali non è ancora generativa è meramente imitativa Ma pensate che abbiamo la possibilità abbiamo registriamo l’esistenza provata già a livello sperimentale sul campo sperimentale di micro elicotteri cioè dei piccolissimi droni del peso di un chilo e mezzo in
(3:51:22) grado di portare una carica esplosiva i quali intervengono in sciame non da soli isolatamente come a tutt’oggi intervengono correlandosi fra di loro e registrando la propria capacità di raggiungere un obiettivo ed è stato provato anche un obiettivo importante non solo un carro armato ma una nave di farle esplodere bene tutto questo per dire che cosa che è importante che l’opinione pubblica cominci a essere informata di questi aspetti si è parlato più volte di Europa anche Zanda ha fatto una pernorazione
(3:52:01) politica siamo la vigilia delle elezioni europee non sarebbe male se nel discorso pubblico entrassero proprio nella cornice Europea delle proposte di regolazione della Ricerca e Sviluppo di questo tipo di sistemi e poi il più tardi possibile qui su questo io sono molto maltusiano sono molto conservatore il più tardi possibile dovessero mai essere utilizzati Grazie Grazie e adesso ho nell’intervento conclusivo ma contributo fondamentale di Maurizio Landini che Ma come organizzazione mi pare che ci avevo dato una
(3:52:43) responsabilità enorme qualcuno oggi ci ha proprio richiamato a una condivisione un po’ tarda Sì anch’io voglio dare un contributo a una discussione impegnativa importante come quella che abbiamo fatto oggi la prima vuole essere una battuta Avendo sentito anche l’ultima intervento no quindi io non so come si può dire se uno ha la fortuna la sfortuna di non vedere certe evoluzioni questo rimane di vederla o di non vederla ma questo per dire una cosa che oggi si sono affrontate molte tematiche in realtà
(3:53:34) che hanno Naturalmente un carattere sia di politica generale sia naturalmente che richiamano essendo noi anche un sindacato e su questo dirò alcune cose anche come affrontare questo tema perché non c’è solo un tema di riduzione dell’occupazione se proprio un tema di cambiamento del lavoro e dall’altra parte c’è un problema visto che parliamo di intelligenza artificiale Fatemi fare questa battuta di Qual è la partecipazione dell’intelligenza non artificiale per utilizzare l’intelligenza artificiale no Quindi c’è
(3:54:11) un problema di fondo se la guardo al punto di vista sindacale che pone ancora di più che in altre occasioni il fatto che il ruolo sindacale Non può essere semplicemente quello di intervenire sulle conseguenze dei processi che sono in atto non certo punto di vista questo pone un tema ancora più forte che non è la partecipazione ai consigli di amministrazione ma che è la partecipazione delle persone che con la loro intelligenza lavorano alla progettazione e alle scelte che si debbono realizzare e quindi credo che mai come adesso la discussione va
(3:54:52) fatta anche su dei valori Generali dentro i quali tu guardi questa discussione perché la dico banalmente ma mai come adesso il tema di cosa produco perché lo produco Con quale sostenibilità sociale ambientale diventa un tema fondamentale che non solo non può essere lasciata al mercato ma non può semplicemente non diventare alcun elemento diciamo così di rivendicazione Sindacale di cojo e politica del ruolo che lavoro e le persone che lavorano debbono poter utilizzare rispetto a quello che fanno Io credo che qui ci sia
(3:55:26) un tema di fondo con che richiama sia la discussione generale che facciamo ma che riguardi in modo particolare il ruolo in questo caso del lavoro delle persone quali L’iniziativa si fa e qui non c’è solo un problema di Lascio fare al mercato non lascio fare il mercato perché da un certo punto di vista noi non siamo solo di fronte a diciamo così A Cos’è un algoritmo ma da un certo punto di vista Siamo di fronte secondo me anche una domanda di fondo del valore etico e dell’uso della tecnologia No e della finalità dell’uso
(3:56:04) della tecnologia E siccome tutti L’avete detto se c’è un punto diciamo così che da cui tutti partiamo con un punto di condivisione e che la tecnologia non è neutra la tecnologia Dipende Chi la controlla chi lava programma chi la progetta chi la utilizza sostanzialmente per quali Fini e per quali obiettivi Per questo io penso che c’è un problema anche tra virgolette che va chiarito diciamo così anche di impostazione iniziale rispetto che tipo di discussione vogliamo fare e da un certo punto di vista questo per me
(3:56:40) significa anche un cambiamento dell’azione sindacale in quanto tale perché da questo punto di vista la dico banalmente non è mica più sufficiente chiedere che mi dai più soldi e che fatto meno orario che sono due cose che esistono e che vanno affrontate ma mai come adesso io il problema anche di capire perché mi paghi perché lavoro e per fare che cosa e se ho la possibilità di poter decidere sul tipo di scelte di progetti di azione di significato che hai e quindi di quale modello sociale Vuoi costruire e di Quale ruolo ha il
(3:57:11) lavoro e quindi la persona dentro il modello che vuoi costruire Io credo che qui ci sia una domanda di fondo e qui lo dico perché non so se siete d’accordo però mentre ascoltavo Riflettevo questo perché adesso si dice per definire Qual è il capitalismo no si cerca il capitalismo della conoscenza Io parto da tra virgolette da un punto che viene prima che è dei due capitalismi tra virgolette che si sono Confrontati cioè il capitalismo anglosassone il capitalismo reale Chi è che ha vinto in questa fase dopo discutiamo di come si sviluppa ma da un
(3:57:50) certo punto di vista capitalismo anglosassone ha vinto dove se la guardo da un certo punto di vista di capire non hanno quello tedesco che ricercava una mediazione tra lavoro e l’impresa e quello che non è mica passato eh perché quello che sta venendo avanti adesso è un’idea appunto che sta mettendo in discussione il diritto stesso del lavoratore di potersi organizzare in sindacato e quindi di poter negoziare anche le scelte che fa un’impresa e da un certo punto di vista dire che vince ha vinto il capitalismo
(3:58:21) anglosassone significa anche da un certo punto di vista che l’esperienza del sindacato italiano confederale che ha sempre avuto come ambizione non di essere un sindacato aziendale corporativo ma di essere un sindacato appunto confederale che ha una visione generale E che nel difendere i diritti di chi lavora ha in testa anche un’idea di cambiamento della società e di costruzione anche della società fuori dal luogo di lavoro oggi è quello che viene messo radicalmente in discussione dall’affermazione di un determinato
(3:58:50) modello di relazioni e quindi un determinato modo dentro cui io ci leggo anche la crisi in questo caso anche per altre regioni anche del modello seguente tedesco ma dell’Europa che in un qualche modo ha rappresentato anche nel mondo una idea anche storicamente sostanzialmente diversa e da un certo punto di vista se uno deve dire quando è cominciato questo processo per me c’è anche una data e un elemento molto preciso cioè quando nel 1980 la tacer da una parte e dall’altra Regan manda i militari a sparare su quelli che
(3:59:25) fancy opero nel nostro piccolo quando c’è stata la sconfitta della firma negli anni 80 no la completo il quadro lì è iniziato un elemento che non era solo un attacco al lavoro in quanto tale ma era proprio la messa in discussione di un ruolo del lavoro e delle organizzazioni sindacali come soggetti che potevano determinare anche assieme all’impresa attraverso la contrattazione le politiche ad un modello sociale che aveva non tutto il superamento del capitalismo ma il riconoscimento di una pari dignità tra il lavoro e capitale
(3:59:58) non so se è chiaro concetto che è stato radicalmente messo in discussione e che ha affermato da qui anche l’idea della globalizzazione che ha affermato un determinato modello in cui la dico in modo molto secca e chiaro quello che è venuto avanti in questi anni è che la contrattazione intesa come mediazione tra due interessi cioè l’interesse delle imprese e l’interesse del lavoro è stata cancellata l’interesse del lavoro non c’è più c’è solo l’impresa e il lavoratori In molti casi gli viene
(4:00:26) chiesto di sostenere l’impresa in cui lavora anche in competizione con altri lavoratori che lavorano in altre imprese che fanno lo stesso prodotto che fai tu non so se è chiaro come concetto e questo elemento non solo rompe la solidarietà del mondo del lavoro ma questo elemento afferma un altro modello sociale in cui non solo il Mercato Centrale ma a quel punto lì anche le relazioni e i significati che fai che vengono costruiti sostanzialmente in questo modo e se la ragioniamo così il centro delle diseguaglianze con
(4:00:58) cui noi dobbiamo abbiamo dovuto fare i conti Secondo me nasce da lì e non è del resto se ci pensate quando cose L’effetto più grosso che i lavoratori hanno vissuto sulla globalizzazione Qual è stato quando tu venivi messo in competizione con lavoratori di un altro paese le delocalizzazioni cosa sono se non il processo che ti fa dire tu non lavori io vado in un’altra parte del mondo dove il lavoro che fai tu lo fanno 50 euro in meno Quindi oggetti quella condizione o se no di elocalizzo con una competizione
(4:01:29) e quello che si è determinato A proposito di slogan Lavoratori di tutto il mondo unitevi non era mica che quelli polacchi dicevano no Tenete il lavoro voi oppure aumentiamo i Salaris e gli porti il lavoro in alcuni casi è uguale se dall’altra parte tu portavi del lavoro questo elemento ha rotto un elemento di solidarietà dentro al mondo del lavoro in un processo Se ci pensate in senso generale che ha favorito un processo di questa natura anche attraverso una concentrazione della ricchezza in mano pochi che non ha
(4:01:57) precedenti e se ci pensate la precondizione per aprire questo processo dopo gli anni anni 70 sono state leggi che non hanno fatto i conservatori negli Stati Uniti ma ha fatto i democratici che hanno favorito la possibilità di far circolare i soldi in giro per il mondo senza alcun controllo fino a cambiare anche la natura sostanzialmente le banche perché la globalizzazione senza la finanziarizzazione dell’economia non avrebbe prodotto nulla al punto che oggi sei di fronte ad un contesto in cui le persone nel mondo non possono girare no
(4:02:29) ci sono i muri ci sono i recinti i blocchi mentre sei di fronte il fatto che i soldi possono girare dove vogliono paradisi fiscali senza alcun controllo con un processo che ha determinato un aumento della ricchezza e una concentrazione della ricchezza in mano pochi che non ha precedenti perché questo è uno degli elementi anche di fondo e che ha prodotto una svalorizzazione del lavoro senza senza fine non so se è chiaro come concetto non lo sto dicendo per difendere il ritardo gli errori del sindacato lo sto dicendo per avere consapevolezza del
(4:02:59) processo in cui siamo in cui da un certo punto di vista oggi livello di diseguaglianze che questo processo Ha determinato non lo sta mettendo in discussione il mondo del lavoro o il sindacato in senso generale no In alcuni casi Se ci pensate a partire dagli stessi Stati Uniti visto il livello di diseguaglianza che questo Ha determinato ha i Super ricchi che stanno Alcuni di loro stanno dicendo che però se vogliono anche difendere la loro ricchezza o la si redistribuisce non ne salti fuori cioè hai degli appelli
(4:03:32) firmati dei Super ricchi e passateci di più ho cominciato a tassare di più la ricchezza perché altrimenti questo mondo rischia di non essere neanche in grado di di reggere rispetto a questo tipo di elemento Allora io dico proprio perché adesso come voi avete detto meglio di me e quindi non la ripeto riprendo solo il concetto C’è questa discussione sta avvenendo nel pieno di un cambiamento e la transizione Come si dice sia digitale per quello che avete raccontato e avete indicato sia di trasformazione ambientale perché sotto gli occhi di
(4:04:03) tutti che tu oggi hai un problema di cambiamento dei prodotti e dei sistemi con cui produci e dall’altra parte Siamo nel pieno di una guerra dove è evidente sotto gli occhi di tutti che oggi la guerra non è il problema tra l’Ucraina e la Russia la guerra il problema tra la Cina e gli Stati Uniti e da chi controlla in senso generale il processo di cambiamento che oggi sostanzialmente in atto perché questo In realtà è se lo andiamo se vogliamo andare all’osso e l’oggetto della discussione dentro la quale Noi ci
(4:04:34) stiamo trovando Allora io qui penso che ci sia sia un problema appunto di discussione generale sia una questione che riguarda direttamente anche l’azione contrattuale che oggi è stata diciamo così nella nostra discussione poco affrontata Ma che secondo me è tutta una dimensione che esiste rispetto anche a Qual è la il ruolo della contrattazione A cosa servono i contratti e come affronti anche i processi di cambiamento del lavoro non semplicemente dicendo che sono contrario la tecnologia Ma ponendomi il tema di poter negoziare e
(4:05:08) discutere l’uso della tecnologia a partire dal controllo dei dati a partire dalla Fi necessità di quello che fai e a partire anche da quello che tu vuoi costruire perché rispondere ai bisogni oggi non è solo cambiare dei prodotti che inquinano meno che siano riciclabili ma rispondere ai bisogni significa anche affrontare quelli che sono tutto un’altra serie di bisogni che riguardano la vita delle persone la cura delle persone la cura dell’ambiente la sanità il diritto alla frutta tante altre condizioni che in un qualche modo che
(4:05:35) hanno però come presupposto anche un modello sociale in cui la ridistribuzione della ricchezza dalla tassazione da un sistema di tassazione diverso a un aumento dei salari a una elemento diciamo così anche sociale richiama anche la necessità di un modello sociale di altra natura Ora io qui ti vedo tutto un pezzo anche di discussione contrattuale di diritti che oggi non abbiamo affrontato Ma che deve essere indicato qualcuno accennato alle questioni del controllo ma lo dico banalmente oggi lavorare a distanza
(4:06:04) lavorare in presenza non è più una cosa è la novità ognuno di noi dovrà imparare sia a lavorare a distanza che lavorare in presenza non so particolare proprio un cambiamento del modello di fondo e tutto quello che riguarda gli elementi anche del controllo non controllo ovviamente autonomia Certo che sono tutto un tema di discussione che deve anche affrontare rispetto al fatto che alcune norme anche legislative che oggi hai penso allo Statuto stanno era del controllo a distanza del Lavoro erano scritte negli anni settanti in una
(4:06:34) situazione completamente diversa che riportarla oggi ad un elemento significa anche sperimentare nei negoziare affrontare anche delle cose sostanzialmente nuove e da un certo punto di vista Se uno dice il problema della Formazione oggi assumo una dimensione completamente nuova non solo c’è da dire come sono stati importanti le 150 ore ma se la guardiamo da un certo punto di vista oggi il tema della conoscenza non è più nemmeno risolvibile con le 150 ore e non è più nemmeno risolvibile col fatto che uno può
(4:07:03) arrivare fino alla laurea perché uno dei temi nuovi che hai che non è risolutivo Ma che è la condizione per non avere la diseguaglianza anche che nasce dalla mancanza di conoscenze da diverse conoscenze è l’elemento di far diventare la formazione e il diritto alla formazione come un diritto permanente lungo tutto l’arco della vita sì Questo significa che dentro il mio tempo di lavoro di orario devo avere delle ore in cui sono pagato non perché lavoro perché produco Ma perché studia perché mi aggiorno Quindi se ragiono
(4:07:33) rispetto anche al tempo di lavoro e al tempo di vita alla riorganizzazione dentro un’idea di riduzione anche qui debbo andare oltre la concezione classica della riduzione ad oraria per Tutti nello stesso modo perché la debole gare è il tipo di lavoro che fai se lavoro di notte se lavoro di domenica se lavoro di sabato la pesantezza dei lavori che fai e allo stesso tempo debbo introdurre dentro a tutti i tempi di lavoro una quota di tempo che diventa lavoro perché sono pagato dall’impresa per cui lavoro ma che mi è mio diritto e
(4:08:03) poterlo fare per qualificare commentare le mie competenze dentro un’idea che se te la vogliamo dire e secondo me capisco che prima allargo Ma è un punto anche della crisi della sinistra che c’è in giro in tutto il mondo di come la sinistra si era presentata in tutte le forme che si era presentata da quella socialista Società Democratica vista mi sembra che ci siano crisi generale perché consentitemi banalmente anche qui la dico schematicamente se voi ci pensate taylorismo e fordismo che nemmeno l’intelligenza artificiale sta
(4:08:34) mettendo in discussione in realtà anche quando si sono imbattute col socialismo e comunismo la sociale democrazia hanno sempre fatto taylorismo e fordismo eh Cioè In realtà il modello organizzativo e di gestione dell’impresa non è mai stato cambiato e uno Secondo me dei punti di crisi anche di chi si richiama alla sinistra proprio questo perché poi oggi Il problema non è semplicemente se governerò io sono più bravo Il punto è se la condizione di vita materiale delle persone cambia nel momento che e migliora e quindi ha degli spazi reali
(4:09:09) in cui tu puoi anche agire sostanzialmente in questa direzione e quindi io penso nell’atteggiamento che il nostro insegnamento Non può essere quella che abbiamo paura dell’intelligenza artificiale o della tecnologia in senso generale non so se è chiaro come Concetto per cui dobbiamo semplicemente difendersi difendersi da cosa e per difenderti fino a quando e con quale livello di resistenza cosa ti difendi Il problema non è difendersi dalle tecnologie Il problema è essere nella condizione di poter discutere e
(4:09:37) fatemi dire poter ragionare sul significato dell’uso della tecnologia E quindi tutta la questione del controllo dei dati Certo che un elemento decisivo fondamentale del resto ognuno di noi adesso con gli accidenti che usiamo che a chi stiamo finanziaando i nostri dati li stiamo dando tutti Cioè se la guardo a un certo punto di vista proviamo a pensare l’uso dei dati con l’uso dei dati se uno oggi l’uso dei dati lo fa non per controllare come sta avvenendo per sfruttare attraverso i persone algoritmi tempi di lavoro Raider non
(4:10:07) Raider e tutti i restano provate a pensare se noi le banche dati che già abbiamo le usassimo per cominciare a far pagare le tasse quelli che non le pagano per tracciare il salario per tracciare determinate cose non avremmo la condizione di poterlo fare il problema non so se è chiaro come concetto oggi se la guardo da un certo punto di vista pur con tutto il rispetto della privacy con tutte le logiche che uno deve attendere Ma se se la guardo a un certo punto di vista devo anche ragionare su come un eventuale utilizzo positivo della
(4:10:34) tecnologia e dell’uso dei dati possono avere dei vantaggi rispetto al significato del modello sociale sostanzialmente che voglio costruire e dall’altra parte è indubbio ma questo penso sia un elemento diciamo così anche qui di esperienza di quello che che sia determinato fino adesso riguarda sicuramente Ma questo mi permetto di dire non è una novità neanche questa il diciamo il settore su cui hai un utilizzo della tecnologia e Da sempre è stato quello più avanzato il settore delle armi della Difesa Ma
(4:11:09) questo da sempre internet dove l’abbiamo preso da un certo punto di vista è sempre stato così e perché perché sono gli stati che fanno le gli investimenti sulla difesa Cioè adesso sono ragiona rispetto al ruolo dello Stato Proviamo a ragionarci perché nella difesa che rimane il punto fondamentale La ricerca è quella più avanzata ed è quella che viene fatta dallo Stato mica viene fatto dal mercato e da un certo punto di vista questo non fa altro che confermare l’importanza della ricerca pubblica e del ruolo pubblico che è decisivo anche
(4:11:42) per il cambiamento del modello di sviluppo ma da un certo punto di vista devi decidere dove metti i soldi e oggi Una delle conseguenze che abbiamo della guerra che scatenato in Ucraina e che c’è un aumento della spesa militare in giro per il mondo che non ha precedenti e guardate che questo quando si parla di Europa Io penso che non si può parlare di Europa come se fossimo ancora prima della guerra perché questa guerra già cambiato e scombinato tutti i rapporti dentro all’Europa non è che stiamo discutendo di come
(4:12:11) eravamo prima Voglio cercare non sto pensando che è sbagliato come tanti e qui han detto che il nostro obiettivo deve essere costruire Un’Europa non dobbiamo partire da quello che è successo adesso Se guardiamo nell’Europa il paese più armato e la Polonia se pensiamo a tutto quello che sta succedendo nella di come questa guerra sta ridefinendo anche dentro l’Europa le dinamiche compreso il ruolo del nord Europa compresa la situazione che si sta determinando compresi processi sostanzialmente che sono in atto quindi Certo che c’è una
(4:12:43) discussione di come ridò un valore di Come costruiscono Europa il limite c’è un’occasione anche delle elezioni europee tra un po’ del significato che debbono avere Ma oltre al fatto che lì c’è il rischio che se guardi un senso di politiche Generali si torni alle politiche di austerità e di logiche di bilancio non è mica ancora detto che usiamo da quella situazione lì anche i team di tentativi che sono stati fatti con la nuova governance non vanno in una direzione di mettere in discussione quella situazione e di fare in modo che
(4:13:13) quello che era successo dopo la pandemia con gli investimenti che anche noi stiamo in un qualche modo utilizzando diventi la regola su cui si ricostruisce un uropa che oggi non è assolutamente detto che vada in quella direzione e da un certo punto di vista non è un caso che i costi più pesanti l’Europa oggi gli sta pagando proprio per quella guerra lì e quando qui si dice cosa sta succedendo in Germania e per noi bisogna sempre stare attenti a quello che succede in Germania perché buona parte della nostro
(4:13:40) sistema industriale che oggi è ancora abbiamo è legato ai tedeschi Eh noi siamo su fornitori perché vorrei che posso giocare Certo che c’è una discussione Ma guardate che il tema è che sta cambiando il prodotto Noi siamo il paese se prendiamo il settore dell’auto e noi siamo il paese dove la Fiat non c’è più e quello che rimane della stellantis la maggioranza degli anni francesi non ce li hanno gli italiani Ma non è che in giro per il mondo non sta discutendo di che cosa non è che l’auto si supera Cioè sei di fronte al
(4:14:10) fatto che è cambiato il prodotto che diventa la mobilità Come si spostano le persone come si spostano le merci Come costruirsi le città dentro a Che tipo di tecnologia in un qualche modo anche utilizzi elettrico non elettrico guida autonoma non guida autonomo tutto quello che si sta determinando ma da questo punto di vista non è che in giro per il mondo sta pensando che quelle produzioni qui non le fai più Siamo noi che siamo fuori da quei processi lì perché siamo in ritardo e da un certo punto di vista la Germania oggi su Quale
(4:14:37) elemento sta giocando E qual è il problema che in un qualche modo avevano anche gli americani è che la Germania è quella che ha investito maggiormente con la Cina Non è che da un’altra parte aveva giocato su due cose sulla energia che costava poco con la Russia e sul fatto che esportava e che il grosso della sua esportazione era in Cina 280 miliardi nel 2022 sono l’interscambio commerciale tra la Cina e la Germania e una delle cose che sta avvenendo che preoccupa anche gli stessi produttori tedeschi che non è mai successo che le
(4:15:09) grandi industrie tedesche dalla Simet alla Volkswagen stanno dicendo che non investono più in Germania investono negli Stati Uniti in Canada o in Cina Non so se è chiaro come concetto perché questo è uno dei temi che si sta discutendo eh e da un certo punto di vista sei di fronte al fatto che grandi gruppi o americani o cinesi stanno comprando anche in Italia o da altre parti Dove ci sono delle attività importanti in Germania si sono Comprati una delle più grandi aziende robotiche si stanno comprando una delle aziende che fa le
(4:15:39) pompe di calore Cioè negli elementi dei settori strategici che possono determinare che servono grandi risorse tu hai anche un processo di questa natura oggi in corso eh Da un certo punto di vista e il fatto che in quei paesi abbiano messo delle risorse molto consistente di investimento penso la alla stessa agli Stati Uniti non hanno fatto solo un’operazione di investimento pubblico stanno anche attirando gli investimenti perché sta dicendo che tutte le filiere produttive Se tu vuoi vendere negli Stati Uniti produci negli
(4:16:08) Stati Uniti saranno negli Stati Uniti e non ti vendi e quindi stanno ricomponendo dopo la pandemia tutta la filiera produttiva che serve anche per affrontare le nuove produzioni se parlo di energia rinnovabile o si parlo di altri processi Questo non sta facendo sparire la manifattura sta ridisegnando i contenuti e il centro stesso del prodotto perché se ragioniamo in termini classici quello che sta cambiando e che non esiste più un prodotto fine a se stesso senza servizi non ci sono prodotti e senza prodotti non ci sono
(4:16:39) servizi questo è l’elemento che sta cambiando dobbiamo cos’è oggi il prodotto rispetto a quello che abbiamo pensato un po’ di tempo fa ed è dentro a questo che si sta ridefinendo complessivamente Cioè se guardi anche il settore dell’auto cosa sta succedendo che la gente normalmente non comprerà più l’auto non farà come ho fatto io che a 18 anni comprare l’auto anche usate era la libertà perché quello che sta succedendo adesso è che le persone nelle città e non solo comprano sviluppo dell’auto quando ne ha bisogno e a quel
(4:17:06) punto lì tu avrai le imprese che si debbono mettere nel servizio che non venderanno più l’auto venderanno l’uso dell’auto l’uso di altri mezzi di produzione che avranno la necessità di avere dei servizi senza un sistema digitale che sia in grado di affrontare questa cosa di andare dal piccolo comune alla grande città dove vai non vai da nessuna parte e da un certo punto di vista pensare all’elettrico badate che dovranno pensare ad avere dei sistemi adesso Pensateci banalmente oggi Io compro un auto non è che una volta che
(4:17:36) ho comprato L’auto mi preoccupo Come faccio a fare il ripieno no perché so che da qualsiasi parte vado c’è una pompa di benzina qualcuno che me lo dà oggi uno dei problemi oltre a costare un casino di soldi perché se un’auto elettrica costa 30 mila euro io che lavoro ne guadagno 20.000 non la compro l’auto elettrica no normalmente ma se voi ci pensate uno dei problemi è se uno prende l’auto elettrica Quanti chilometri ci fai dove la deve caricare come fa a caricarla Quindi da un certo punto di vista il problema della
(4:18:06) costruzione delle Infrastrutture di un ridisegno complessivo e quello che determina anche un elemento di condizione ed è dentro questo io ho fatto banalmente questo processo Ma se penso nell’energia rinnovabile ne posso fare un altro se pensiamo ad altri servizi e dentro a questa dimensione qui che sei di fronte a un punto di fondo l’elemento che io colgo come diceva Laura di novità anche degli Stati Uniti che è stato il luogo del capitalismo anglosassone che ha prevalso anche in senso generale che oggi loro stessi che
(4:18:35) sono stati la madre di questa cultura che in un qualche modo io penso anche quella che apre valso oggi rendendo conto che per affrontare la complessità di questi temi hanno di nuovo bisogno di un intervento pubblico e di soldi pubblici che diano anche degli indirizzi sul tipo di scelte che fai senza precedenti perché questo è quello che sta avvenendo e da un certo punto di vista Noi siamo ancora in Europa un paese che continua a ragionare non come Europa a diversità degli Stati Uniti a diversità della Cina a diversità
(4:19:01) dell’indiarsità degli altri che ragionano in modo diverso in cui noi abbiamo ancora l’Italia la Germania la Francia la Spagna non so se è chiaro come concetto e questo Naturalmente io credo che sia uno dei temi È dentro questo elemento vedo come quelli che pagano il prezzo più pesante e proprio il mondo del lavoro perché in un processo di questa natura dove la globalizzazione non ha solo ridotti salari il problema che esiste grande come una casa ma la cosa più pesante ancora Secondo me ed è anche questa una conseguenza è la
(4:19:35) precarizzazione del lavoro cioè il processo vero Se ci pensate che ha portato poi anche alla riduzione dei salari è la precarizzazione del lavoro da una parte e dall’altra il processo di appalto di subappalto di sotto appalto e di frantumazione del processo produttivo e lavorativo che ha determinato una competizione tra le persone e che ha determinato da un certo punto di vista anche la distanza dell’azione che tu puoi mettere in campo rispetto a quelli che prendono le decisioni perché se ci pensate nella nostra storia la storia di
(4:20:04) un sindacato che ha fatto anche con trattazione la contrattazione forte quando tu la fai al livello del luogo in cui vengono prese le decisioni non so se è chiaro come concetto Ma se a quel punto lì tu hai che quello che decide Non contratto più con te perché nel frattempo Controlla tutta la catena con cui fai la produzione ma è divisa in giro per l’Italia per il mondo e in ogni luogo in cui sogno Posso applicare dei contratti diversi o avere dei Lavoratori precari il mio livello di contrattazione non è uguale se vado a discutere laddove
(4:20:32) tu fai un pezzo di attività dove c’è la su fornitura dove c’è il lavoratore precario dove vocabolario più basso Non so se è chiaro come concetto e nel momento che tu Non riconosci alle organizzazioni sindacali il diritto di poter discutere con chi prende le decisioni con chi fa il progetto e a quel punto di vincolare anche quei comportamenti al rispetto degli accordi o delle trattative Dove vai a finire Guardate che quello che sta succedendo adesso questo è voi andate in qualsiasi luogo di lavoro vai in un centro
(4:20:58) commerciale vai in un ospedale vai in un’azienda privata vai dove ti pare Qual è il tema che tu hai tantissime persone che concorrono a realizzare quel prodotto quel servizio Ma quelle persone pur lavorando assieme non hanno gli stessi diritti e non hanno le stesse tuteli In molti casi facendo lo stesso lavoro e questo non è solo un problema sindacale questo è anche un problema politico eh Perché un processo di questa natura con tutti i limiti e gli errori che noi abbiamo avuto è stato frutto di cambiamenti legislativi ce lavoriamo
(4:21:25) dire in italiano fatti dalla destra e dalla sinistra uguale perché sono 30 anni che cambiano i governi Ma su questo versante la linea non è mai cambiata perché ha sempre prevalso la logica che il mercato poteva fare quello che non è così Al punto che oggi sei di fronte al fatto che hai il 50% dei nostri italiani che votare non ci vanno e se vai a vedere quelli che non vanno a votare Sono proprio quelli che stanno anche peggio perché non si sentono Più rappresentati da nessuno Allora la il cambiamento di cui stiamo
(4:21:52) discutendo avviene secondo me dentro questo contesto e da un certo punto di vista rimettere Al centro oggi Il problema non è solo se sono per la intelligenza artificiale ho perso solo contro Dal mio punto di vista è se sono per rimettere al centro l’intelligenza e quindi il lavoro la persona e se a quel punto lì la battaglia che fai e legata al tipo di utilizzo che devi fare della tecnologia e al tipo di modello sociale di valori che in un qualche modo vuoi ricostruire cioè io penso che dobbiamo tornare una discussione più di fondo e
(4:22:21) non lo dico solo perché quelli che oggi sono al governo addirittura negli incontri pochi incontri che han fatto con noi ci ha spiegato che le riforme istituzionali che vogliono fare hanno il significato di ridisegnare il nostro paese perché hanno un impatto sulle politiche economiche le dobbiamo lasciar dire solo a loro non so se è chiaro come concetto No perché se io voglio anche misurarmi con quello perché nessuno di noi vuole la sciare la società Come no io cosa dovrei lasciare la società dove la gente non arriva alla fine del mese dove i
(4:22:48) salari son bassi dove c’è la precarietà dove il sistema sanitario non funziona dove in pensione chi ci va Chissà se succede dove i nostri giovani se vogliono trovare e realizzarsi nel lavoro se ne devono andare via dal nostro paese cioè io cosa devo difendere devo difendere quel modello qui Io al massimo devo difendere i valori di una Costituzione che oggi non è applicata e che in un qualche modo mette al centro di nuovo le persone il significato del Lavoro la giustizia sociale la lotta all’evasione fiscale la
(4:23:17) redistribuzione della ricchezza dentro a cui costruire però che non vuol dire difendere quello che ho ma vuol dire proprio riscrivere e ridisegnare quello che ho compreso da un certo punto di vista il tema che mi sembra anche qui sotto gli occhi di tutti che dentro Questo ragionamento è indubbio che il cambiamento climatico che non è una cosa che ha da venire ma c’è già e non torneremo indietro e da un certo punto di vista questo elemento determinamento perché dico che c’è un tema che va affrontato perché badate ed
(4:23:48) è un punto su cui qualcuno sta anche usando tu hai il problema di cosa succede alle persone che oggi per vivere hanno bisogno di lavorare e debbono lavorare nelle condizioni date in cui in alcuni casi questo significa anche quando arriva la tecnologia anche la perdita del posto di lavoro so se vi ricordate nella nostra ultima assemblea generale che abbiamo fatto la delegata della Perugina intervenendo in modo molto tranquillo Poi se li parli di intelligenza artificiale dice la gente non capisce ma da loro è avvenuto che hanno messo il
(4:24:20) robottino prima da determinata fase che adesso C’erano 12 lavoratori quando il robottino ha finito hanno fatto tutte le immagini ha chiamato adesso sapete che c’è anziché 12 dice ne bastano tre non c’è più bisogno di fare determinati lavori e quindi tu hai immediatamente una questione che se a quelle persone lì non sei in grado di ragionare come gli crei anche un’alternativa o Come si determina un percorso quelli lì te li trovi tutti contro di te non so se è chiaro come concetto e lo banalizzo come che è un esempio Ma
(4:24:47) che può riguardare un processo più generale quindi è evidente che come quando sei passato dall’agricoltura all’industria hai avuto anche un momento in cui a quelli che erano tutti nell’agricoltura che non potevano immediatamente andare tutti nell’industria ti sei posto anche il problema di come facevi a gestire un processo di questa natura se la guardano un certo punto di vista Noi abbiamo bisogno anche di quale strumentazione ti dai per favorire un processo di transizione in cui ci sia anche il
(4:25:12) coinvolgimento delle persone altrimenti quelli difenderanno i posti di lavoro anche quelli che inquinano tutto quello che avvengono perché non vedono un’alternativa rispetto alla possibilità di continuare a mangiare perché altrimenti non hanno la possibilità di lavorare e questo elemento non va regalato qualcun altro eh non so se è chiaro come che in realtà lo fa non solo per ragioni politiche ma per difendere un modello sociale che sostanzialmente non vuole cambiare e quindi ho la sensazione che l’importante discussione che abbiamo
(4:25:40) fatto naturalmente Qui oggi ha bisogno appunto di misurarsi fino in fondo con questi processi e deve avere anche un elemento immediato con cui provare sostanzialmente a cambiare questa situazione perché in un qualche modo il tipo di investimenti che si fanno il modello sostanzialmente che tu metti in campo non è una cosa che indica che puoi semplicemente annunciarla cioè descrivendo quello che è il processo devi non in qualche modo porti il problema visto che noi siamo un sindacato che vuole rappresentare non
(4:26:10) solo quelli che lavorano ma anche i giovani che si devono andare a lavorare E vogliamo continuare a rappresentare anche quelli che non lavorano più ma che sono persone che hanno il diritto di partecipare sostanzialmente questo processo è chiaro che allora il tema diventa Qual è il modello sociale il modello di società dentro cui vogliamo collocare naturalmente anche questo processo consapevoli anche del cambiamento che questo significa per l’organizzazione sindacale ma Guardate che qui io vedo un tema che abbiamo spiegato e cioè che la
(4:26:40) democrazia e la partecipazione delle persone cioè come faccio io a mettere nelle condizioni le persone di essere soggetti attivi nel processo di cambiamento che è nato e non essere quelli che stanno subendo questo processo e quindi qui ho proprio un problema di come rimetto nella condizione di partecipare di essere coinvolti discutere di decidere di votare di esserci di avere le sedi in cui possono partecipare e discutere che riguardano sia le sedi contrattuali che essere riguardano anche altre sedi di partecipazione Democratica delle scelte
(4:27:08) che vengono fatte in questo noi lo stiamo dicendo da tempo e cioè che è necessario un’agenzia per lo sviluppo i dati che ci veniva importati dell’iride adesso la dico banalmente uno può fare il giudizio che vuole ma è vera non mi ricordo che la diceva che se uno ragiona sulla crescita dei primi 30 anni del nostro paese senza l’intervento pubblico e senza l’investimento pubblico quella crescita lì il nostro peso non ce l’avrebbe avuta poi dopo uno può discute di tutte le degenerazioni che ci sono
(4:27:35) state ma quello è un elemento che non di più oggi non vuol dire rifare ridi la cassa del Mezzogiorno ma vuol dire avere in testa che se i processi hanno questa dimensione addirittura internazionale o tu hai dei luoghi che indicano anche le scelte che fai Altrimenti quello che viene avanti che la quantità di soldi pubblici che vengono dati alle imprese cioè nostri non hanno precedenti ma sono dati sotto forma di incentivi in cui ogni impresa decide quello che ritiene più opportuno e non si sta facendo sistemi non si determina un quadro anche
(4:28:03) nuovo né sul piano della conoscenza né sul piano dei contenuti né sul piano dell’azione e da un certo punto di vista proprio perché c’è una crisi Democratica per me quando c’è una crisi Democratica la democrazia la difendi solo praticandola perché altrimenti perde di significato non so se è chiaro perché se di fronte a questa cosa la mia condizione continua a peggiorare io continuo a essere più sfruttato a essere a pagare sempre di più a non arrivare alla fine del mese e non avere neanche lo spazio il livello di rabbia che si
(4:28:32) determina non porta alla messa in discussione del modello eh porto esattamente in un’altra direzione e porta a vedere il mio nemico in quello che di fianco a me è pronto a lavorare un euro in meno di me non a quello che ci sfrutta tutti e due che ci mette in competizione perché questo è il tema secondo me in un qualche modo che abbiamo di fronte Ora io sento la necessità importante di un livello di discussione come abbiamo fatto oggi per questo il ruolo della rivista così come lo si sta pensando e così come lo si sta
(4:29:01) riorganizzando vale per questa rivista come per altri riviste che la CGIL non è il momento di avere momenti di discussione che rimangono semplicemente al nostro interno tra gli addetti ai lavori perché così è importante ma abbiamo il problema di come questo livello di scorpione lo facciamo diventare una discussione di marzo e gli diamo anche le gambe in termini di mobilitazione per cambiare delle cose che oggi non stanno cambiando perché il governo con noi lo dico banalmente si convoca qualche volta per dirti quello
(4:29:29) che vuoi fare ma non vuol discutere con noi delle scelte che vuoi fare cioè la domanda precisa che più volte abbiamo fatto Ma volete aprire un negoziato con sindacato e siete disponibili a trovare delle mediazioni e degli accordi e quello che non sta succedendo Eh non so se è chiaro come concetto perché non ci pensa proprio pensano che avendo la maggioranza in Parlamento Decidono e fanno quel cavolo che gli pare punto non è che questo modifica sostanzialmente anche il quadro fuori e addirittura se pensiamo che nelle
(4:29:58) elezioni europee c’è chi sta pensando che addirittura in Europa possa venire fuori anche un equilibrio geopolitico diverso che addirittura apre ancora di più in questa direzione è evidente che oggi La discussione in Europa se non la rendi esplicita la condizione di vita delle persone non si capisce cosa sta avvenendo e io in quel senso lì penso che il tema della Pace oggi non è essere pacifisti eh Non sto dicendo che sono contro la guerra perché sono i progetti è diventato pacifista in senso generale lo dico con tutto il significato che deve
(4:30:28) avere ma per rendere chiaro il concetto Ma perché è evidente che sei in una situazione che secondo siccome questo rischia già di essere così e cioè la guerra è già tornata ad essere lo strumento normale di regolazione dei rapporti e questo lo diventa non nella situazione normale ma lo diventi in una situazione in cui si stanno ridefinendo gli equilibri geopolitici del mondo non so se è chiaro come concetto a quel punto lì la condizione di quelli che Io rappresento tra i lavoratori e tutto il resto si va a far benedire perché le
(4:30:58) guerre dividono non uniscono e mettono ancora più in discussione sostanzialmente le persone e da un certo punto di vista prevale sostanzialmente anche un’altra logica altro che il superamento del nucleare e riarmo sei dentro un’altra dinamica sei dentro un altro processo e da un certo punto di vista secondo me le discussioni che qui abbiamo fatto e il significato che noi vogliamo dare anche a come ci rapportiamo ad un processo tecnologico di cambiamento È un processo di cambiamento in senso generale Ecco io
(4:31:25) insisto riparto da dove ho cominciato Ho la sensazione che siamo di fronte alla necessità di fare una discussione che parta da dei valori di fondo perché sono in discussione oggi i valori di fondo su cui ridisegni anche di assetti sostanzialmente della vita delle persone Ecco io non ho nient’altro da aggiungere Volevo il mio essere semplicemente un contributo consentitemi l’ultima battuta se ti pensate Lisbona del 2000 Lisbona del 2000 quindi 23 anni fa aveva concluso dicendo che il 3% del PIL europeo doveva essere investito in
(4:32:07) ricerca oggi noi siamo di fronte al fatto che non siamo neanche alla metà di quel 3% e chi ha superato il 3% e la Cina non so se è chiaro come concetto la quale Cina non è più quella che semplicemente delocalizzi e quella che avendo 4/5 milioni di ingegneri ogni anno di resto sta facendo lei i progetti più avanzati sostanzialmente di queste Nazioni da cui viene fuori anche la discussione che riguarda gli Stati Uniti la regola del mondo è dentro questo schema l’europars rischia di essere stritolata perché poi noi oggi abbiamo
(4:32:38) il problema a diversità di loro che abbiamo dei costi dell’energia che sono il doppio il triplo di loro e siamo di fronte al fatto che non esiste Un’Europa Perché esistono tanti stati e tante nazioni che contengono a ragionare sostanzialmente in modo diverso e i costi della guerra ce li abbiamo tutti in casa noi compresa la possibilità che io mi auguro sia finita al più presto che riguarda anche Cosa significa ricostruire si sa mai sarà possibile In quale dimensione con Quali costi e con quali segno non so se è chiaro
(4:33:06) sostanzialmente come concetto prima in tutta la discussione che stiamo facendo adesso di farmi venire in Europa Io sono attualmente d’accordo ma se la guardo nel contesto generale vuol dire che gli americani e tutti gli altri Stanno pensando che una volta che se per caso lì Raggiungi un compromesso son cazzi vostri Eh non so se è chiaro come concetto altro che altro che altro dinamica che riguarda l’investimenti non so se è chiaro come perché la dimensione Sostanzialmente è un’altra caratteristica ora in questo
(4:33:32) Scusate la volgarità finale ma era perché è ora di pranzo era per completare diciamo così rendere evidente diciamo così un un concetto che mi sembra con cui noi siamo chiamati a fare i conti Ecco questo è il quadro Vi ringrazio davvero per il contributo di discussione perché in momenti come questi credo che sia proprio importante Non far finta di essere tutti d’accordo ma proprio usare ognuno di noi la nostra intelligenza proprio per confrontarsi per capire qual è La soluzione che dobbiamo trovare Naturalmente per quello
(4:34:03) che ci riguarda questo significa anche mettere in campo dell’iniziativa della mobilitazione ricordo solo che noi abbiamo come CGIL insieme ad un mondo molto vasto di associazioni deciso due mobilitazioni una al 24 di giugno che parte proprio dal rimettere al centro la sanità pubblica e non solo anche non morire sul lavoro perché vorrei ricordare che anche qualche giorno fa ne sono morti 7 siamo di fronte ad una situazione davvero di tragedia e un’altra grande manifestazione che per quello che ci riguarda va costruita
(4:34:36) anche attraverso una discussione nei luoghi di lavoro ma anche sui territori da qui a quando la faremo che il 30 di settembre e che vuole essere un momento in cui appunto vuole mettere il centro il lavoro che non deve essere precario e la possibilità che le persone che lavorano utilizzino la loro intelligenza per poter discutere anche di quelle e decidere di che cosa fanno e allo stesso tempo per affermare un’idea che un processo di movimento di questa natura ha bisogno di applicare e di realizzare i principi e i valori della nostra
(4:35:06) Costituzione Quelli sono i ponti non da difendere ma da attuare ed applicare per fare quelle riforme che sono necessarie in questo dicendo in modo molto chiaro che siamo contro l’autonomia differenziata e anche contro L’idea di chi pensa che oggi i problemi si risolvono andando al presidenzialismo o tentando soluzioni che non sono quelle per noi sostanzialmente utili Ecco dentro questo contesto A proposito di praticare la democrazia che quando noi è importante anche essere in piazza a muoversi Ma soprattutto alimentare
(4:35:35) questa discussione ad ogni livello Grazie per l’attenzione [Applauso] Grazie Maurizio quindi ci aspettiamo quello del pranzo prima del pranzo no vi ringrazio davvero tutti Spero di vedervi in piazza insieme a noi per difendere i principi che oggi abbiamo affermato anche in alcune diversità e sarà compito mio di inautica provare a capire come Costruiamo il secondo seminario visto anche alcuni compitini che Maurizio Mi pare veramente ci ha dato Grazie davvero un Borghetto a caso