Chiarisce Dainotto
L’immissione di un numero senza precedenti di romanzi nel mercato editoriale dovuto all’esplosione del selfpublishing, a cui si aggiunge la quantità di romanzi prodotti per via tradizionale, richiede nuovi modelli di distribuzione. Il problema è quello di connotare un numero tendenzialmente illimitato di romanzi per ricombinarli poi secondo algoritmi basati sulle preferenze specifiche del consumatore – algoritmi che, da quantità incontrollabili, producano possibilità discrete di acquisto e di lettura. È questo, ad esempio, il compito dell’algoritmo P13N della Amazon, modello di “collaborative filtering”. La chiave è appunto il suo essere “collaborative” – e cioè dipendere dall’input (lavoro vivo), intenzionale o meno, dell’utente (…): recensioni, altri acquisti, pattern di navigazione sul web rintracciabili dai cookie, velocità di lettura e sottolineature sul Kindle, fino alle preferenze sessuali o alle inclinazioni partitiche quando note all’algoritmo. Il consumatore (…) diventa quindi, al tempo stesso, parte anche della catena distributiva. Per la raccolta di dati utili alla specifica distribuzione del romanzo, un ruolo fondamentale è svolto, più che dai circoli di scrittura in stile FanFiction, da quelli di lettura – utili a connettere utenti-consumatori in segmenti di mercato verso cui indirizzare un tipo mirato di romanzo piuttosto che un altro. (R. Dainotto, “Romanzo italiano e repubblica globale delle lettere“)