Sadin lo pone al centro della sua analisi. L’attività continua di ricerc e misurazione e raffronto, la comparazione sistematica, la conseguente definizione di protocolli ha invaso tutti gli ambiti della produzione di beni e servizi, compresi amministrazione, ospedali, polizia, giustizia, università, scuole, con tre conseguenze:
- il dato di esteriorità diventa riferimento normativo;
- persone e squadre sono costrette a rispondere a “contratti di obiettivi”, ridotte a esecutrici di compiti;
- controllo continuo: cronogrammi, verifica, di qualità e di tempistica.
Ciò ha determinato un cambiamento di mentalità:
- impersonalizzazione;
- spersonalizzazione;
- presunta e forzosa interscambiabilità tra le persone in funzione di obiettivi e sulla base di competenze eteronormate;
- lavoro in funzione di obiettivo e non come contributo creativo;
- sistemi di relazione chiusi;
- lessico camuffante, imperniato sull’intelligenza collettiva come dispositivo della società di mercato;
- istituzione di sistemi automatizzati trasmittenti ai soggetti agenti segnali con valore di ordine;
- aggressione ad autonomia, integrità e dignità del singolo.