Raffinatamente adattati

Tradotto in italiano e ridotto a tabella in “Pedagogia algoritmica. Per una riflessione educativa sull’Intelligenza Artificiale” di Panciroli-Rivoltella, il Personal data Literacy Framework di Pangrazio – Selwin diventa un esempio di come l’accademia internazionale costruisca e condivida una self-epistemology capace di eludere ogni posizionamento critico rispetto al modello socio-economico di fondo, per riservarsi invece un ruolo di fautrice dell’analisi e della comprensione, al fine di adottare comportamenti virtuosi, ma assolutamente alieni dal conflitto politico e dall’emancipazione come denuncia dell’oppressione.

Stesso trattamento riceve per altro l’articolo “Data citizenship: rethinking data literacy in the age of disinformation, misinformation, and malinformation“, generatore di un Data Citizenship Framework con analogo impianto.

Del resto, il volume citato arriva – e ripetutamente – a individuare come focus del ragionamento di Zuboff uno squilibrio di potere a vantaggio… degli algoritmi, non certo delle corporation che li finanziano e impiegano per estrarre valore.

Gli autori sintetizzano così in modo davvero chiaro un modello di soggetto criticamente adattato:

Un soggetto data literate [infatti]:

  • [ha] sviluppato “pensiero analitico” come strategia principale di approccio al problem solving;
  • è esperto nella comprensione della manipolazione dei dati prodotti dalle piattaforme.