Così Vespignanti definisce l’idea che solo chi curava i pazienti in corsia potesse parlare di pandemia, riducendo a nullo il valore degli altri contributi scientifici.
[Per altro] anche gli epidemiologi si sono messi a parlare a sproposito di produzione e logistica di distribuzione dei vaccini. Abbiamo poi visto economisti diventare epidemiologi comportamentali, filosofi trasformarsi in esperti di efficacia vaccinale, giornalisti che si improvvisavano scienziati, scienziati che si improvvisavano divulgatori, e altre storie impossibili. In altre parole, tutti esperti di tutto, e nessuno che dicesse mai «Non. Lo. So!» (A. Vespignani, “I piani del nemico. Cos’è e come funziona la scienza delle previsioni in tempo di crisi”)