Sintetizza Peterlongo:
ad ogni nuovo grande salto nell’innovazione tecnologica corrispondono due fasi temporalmente distinte: in un primo momento, la nuova ‘scoperta’ si carica di un forte contenuto morale, entra cioè in una fase mitica, che alimenta tanto i sogni e le utopie, quanto gli incubi e le distopie che ne deriveranno conseguentemente. Successivamente, la tecnologia si banalizza con l’aumentare della propria ubiquità, di conseguenza perde solo apparentemente rilevanza e si nasconde dietro ciò che è dato per scontato. [Tuttavia] siamo [ancora] immersi in una fase ancora fortemente mitologica della tecnologia digitale, spesso trattata alla stregua di una religione – tanto nei contenuti e nelle finalità salvifiche per l’uomo e la natura, quanto nei modi e nei linguaggi che le vengono associati (G. Peterlongo, “Nella trama dell’algoritmo. Lavoro e circuiti informali nella gig-economy”)