ChatGPT di OpenAI, Bard di Google e Sydney di Microsoft sono meraviglie dell’apprendimento automatico. In parole povere, prendono enormi quantità di dati, ne cercano gli schemi e diventano sempre più abili nel generare risultati statisticamente probabili, come un linguaggio e un pensiero apparentemente simili a quelli umani. (…) [Invece] la mente umana è un sistema sorprendentemente efficiente e persino elegante che opera con piccole quantità di informazioni; non cerca di dedurre correlazioni brutali tra i dati, ma di creare spiegazioni. (N. Chomsky, I. Roberts, J. Watumull. “La falsa promessa di ChatGPT”, in “Tecniche e miti. Le trappole dell’intelligenza artificiale”)
Questa distinzione dovrebbe funzionare da antidoto culturale rispetto al sensazionalismo mediatico e decostruire il concetto di “intelligenza” legato al machine learning.