F. Balestrieri e L. Balestrieri anticipano:
Il caccia di sesta generazione – cinese, americano o europeo – sarà innanzitutto una piattaforma capace di analizzare e interpretare l’ambiente in cui opera, tanto lo spazio aereo quanto la superficie terrestre o marina sottostante, integrando le informazioni raccolte dai propri sensori, da quelli di altri velivoli o droni, dai satelliti in orbita o da altri sistemi a terra. Processerà questi dati con capacità computazionale elevata e li condividerà in modo sicuro con tutti gli altri elementi del network, siano essi aerei o droni o navi o postazioni al suolo. Intelligenza artificiale e criptaggio quantistico saranno utilizzati per prendere decisioni e condividerle, in modo protetto, con gli altri elementi in quello che è già stato battezzato combat cloud. In tutti i progetti di caccia di sesta generazione, l’aereo è concepito come piattaforma bio-cyber-fisica che integra intelligenza e sensi umani con intelligenza artificiale e sensori, e che governa in modo unitario tanto il velivolo dove risiede il pilota quanto uno stormo di droni, coordinati dall’aereo per assicurare ricognizione, guerra elettronica, attività di combattimento. (F. Balestrieri – L. Balestrieri, “Tecnologie dell’impero. AI, quantum computing, 6G e la nuova geopolitica del potere”)