Torre sintetizza:
Il capitalismo non si trova a combattere con le crisi, non potrebbe sopravvivere senza, si è rivelato un sistema fondato sulla distruzione finalizzata all’inserimento nel circuito della valorizzazione di qualunque elemento. Di fronte a tutte le possibili scelte, la strada seguita è sempre stata quella più distruttiva. È un principio semplice, perché i ritmi di riproduzione biologica e i tempi di retroazione ambientale sono incompatibili con l’accelerazione costante che devono subire produzione e mercato. Tutto il sistema è estraneo alle logiche di riproduzione e mantenerlo in vita comporta la scelta di quali parti del pianeta sacrificare. (S. Torre, Prefazione, in G. Arrighi, “Adam Smith a Pechino. Genealogie del ventunesimo secolo”)