Linkedin offre questa possibilità ai propri iscritti, sulla base di un profilo compatabile:
L’azienda presso cui ci siamo candidati si chiama Moravia, è polacca e fa parte della multinazionale inglese Rws (specializzata nella «trasformazione dei contenuti attraverso la traduzione, la localizzazione e la tecnologia basata sull’intelligenza artificiale, unite alla competenza umana», si legge nel suo sito). I compiti previsti per quell’annuncio: descrivere i contenuti di un’immagine, di un video, trascrivere un testo; raccogliere dati o creare contenuti per addestrare i sistemi; classificare, valutare o correggere i contenuti prodotti dall’Ia. Rw ha pubblicato su Linkedin circa 300 annunci simili, su diversi Paesi, in tutti i continenti. Per gli Stati Uniti i compensi medi sono di circa 20 dollari l’ora. Per l’Italia, a seconda del compito, la piattaforma suggerisce di tenersi molto più bassi, per sperare di aggiudicarselo: dai 7 ai 15 euro l’ora, lordi. Insomma, in una sorta di asta al rovescio, spinge i lavoratori a essere più “competitivi”. Di fatto li mette in competizione tra loro e spingendo così in basso le tariffe. (A. Longo, “Paghe bassissime, pessime condizioni: arriva anche in Italia il proletariato dell’intelligenza artificiale”, L’espresso.it)