Sintetizza Chabot:
[Secondo Simondon, l’]inventore ha il senso del futuro. È un essere storico (…) [e] i “moderni” preferiscono l’invenzione all’adattamento [agli archetipi]. L’invenzione è proibita nelle società arcaiche: disturba il cosmo (…) La coscienza storica è rivoluzionaria. Abolisce il ciclo del tempo. Nulla torna indietro o si ripete: il futuro è ancora tutto da inventare. (…) L’uomo (…) concepisce di essere in grado di progredire. Questa rivoluzione ha avuto un impatto sulla tecnologia. (…) Il fabbro (…) lavorerà il ferro senza imitare gli archetipi, cioè liberamente. L’invenzione è “la scoperta di un sistema di compatibilità di livello superiore per l’integrazione di elementi originariamente incompatibili e disparati“. L’inventore è un uomo d’azione. Rifiuta l’adattamento: lo considera insufficiente e povero perché non crea una nuova dimensione.” (P. Chabot, “La philosophie de Simondon” – traduzione in proprio)