Magnette denuncia:
Un reddito basso condanna i gruppi sociali più poveri a vivere in abitazioni poco isolate e scarsamente ventilate, situate in aree degradate, spesso esposte a inquinamento acustico e atmosferico. Di norma, è proprio in questi quartieri che gli spazi verdi di qualità sono più rari. I limiti economici impediscono anche l’accesso ad alimenti biologici e a detergenti o cosmetici con un minore contenuto di sostanze nocive. I quartieri svantaggiati sono anche quelli in cui si concentrano i negozi di merci a basso prezzo, che offrono solo prodotti più dannosi per l’ambiente e per la salute e alimenti di scarsa qualità nutrizionale. Relegate in periferia o nelle zone periurbane dall’aumento degli affitti, le famiglie svantaggiate sono spesso costrette a spostarsi in auto, ma non dispongono dei mezzi finanziari per acquistare veicoli poco inquinanti. Non sorprende dunque che la carbon tax introdotta in Francia dal presidente Macron, che ha inciso cinque volte di più sulle famiglie a basso reddito rispetto a quelle benestanti, abbia scatenato un’ampia mobilitazione sociale. I provvedimenti pubblici finalizzati a contrastare questa forma di povertà si sono finora rivelati inefficaci. I meccanismi di prestito e di sussidio a sostegno della ristrutturazione degli alloggi sono raramente accessibili agli affittuari; i “bonus rottamazione” che incoraggiano a cambiare veicoli sono generalmente insufficienti per i lavoratori a basso reddito, privi di risparmi o di capacità di prestito; i processi di rinnovamento urbano e di potenziamento delle aree verdi nelle città contribuiscono spesso ad accentuare la spinta fondiaria e ad aggravare le disuguaglianze territoriali. Perfino la “semplicità volontaria”, la frugalità che si distingue dalla povertà in quanto frutto di una scelta personale, è difficilmente praticabile dai gruppi sociali svantaggiati: partecipare a un orto condiviso, impegnarsi in progetti per le città in transizione, rifornirsi nei mercati di zona, aderire a iniziative di valuta locale, a progetti di scambio di conoscenze, di bioedilizia e di coabitazione richiedono tempo e risorse sociali e culturali che spesso mancano ai più poveri (P. Magnette, “Manifesto eco-socialista. Un futuro di benessere per tutti”)