Magnette riprende Goodhart:
si va delineando una nuova frattura politica tra una classe media urbana molto qualificata, con redditi piuttosto elevati, aperta al mondo e convinta della necessità di accelerare la transizione ecologica, e i gruppi sociali relegati negli ex distretti industriali e nelle aree periurbane, meno istruiti, destinati alla disoccupazione o a lavori precari, che vedono i confini come una protezione e guardano con diffidenza all’ecologia, considerata un lusso (P. Magnette, “Manifesto eco-socialista. Un futuro di benessere per tutti”)