La banalità dell’intelligenza artificiale (generativa)

Da qualche giorno sto giocando con Wondershare Filmora, che genera video a partire da testo; questo può essere fornito in forma estesa (2000 caratteri per Windows e Mac, 3000 nella versione Android) o come semplice indicazione tematica.

Di seguito qualche esempio, pubblicato non per caso sulla piattaforma PeerTube, a rilevare e rivelare due aspetti essenziali:

  • le associazioni delle clip visive alle parole chiave dell’audio sono spesso davvero discutibili;
  • quando, come in questi casi, la parte umana si limita a fornire un prompt tematico, lo sviluppo dell’audio attinge al senso comune, ovvero alla conoscenza “condivisa” in quanto statisticamente prevalente.

Tecnicamente parlando, il flusso audio è decisamente poco fluido e sconnesso.

La scelta da parte del dispositivo della lingua spagnola dipende probabilmente dall’ambiguità dell’indicazione (la formulazione italiana e quella in castigliano coincidono; al mondo è molto più usato il secondo idioma)