Hund riferisce:
la ricercatrice dei media digitali Akane Kanai ha sostenuto che la capacità di rappresentare un modello con cui il pubblico può «immedesimarsi» online non è «universalmente disponibile», ma è collegata al privilegio razziale ed economico (… Nei suoi primi anni di vita, l’industria degli influencer non solo ha taciuto ampiamente sui temi della disuguaglianza, ma per molti versi – in maniera intenzionale o meno – sembrava basarsi su di essa. Il fatto che siano state soprattutto le giovani donne a guidare il settore fornisce un’idea dei problemi del lavoro contemporaneo e dei luoghi comuni ormai datati – ovvero che le donne siano principalmente delle consumatrici e che usino i social media quasi per gioco e non come un lavoro – che rimangono radicati nonostante gli sforzi individuali e collettivi per dimostrare il contrario (E. Hund, “L’industria degli influencer. La ricerca dell’autenticità sui social media”)
Riepilogo del libro citato; chat esplorativa – NotebookLM
Il libro esamina il ruolo della relazionabilità nel plasmare il modo in cui le donne esprimono la propria identità sulle piattaforme dei social media come Tumblr. L’autrice sostiene che la spinta verso la relazionabilità si traduce nella costruzione di particolari figure sociali come la “migliore amica”, il “fidanzato” e l'”altra ragazza”. Analizza i modi in cui queste figure vengono utilizzate nei post online, mostrando come riflettono le pressioni del neoliberismo e l’influenza continua dei valori postfemministi. L’autrice esamina inoltre come la relazionabilità informi la circolazione di idee femministe in questi spazi e come contribuiscano alla costruzione di uno specifico tipo di femminilità “da fidanzata”.
In che modo questo libro mette in discussione la relazione tra femminilità e femminismo?
Ecco alcuni modi in cui il libro “Gender and Relatability in Digital Culture” mette in discussione la relazione tra femminilità e femminismo:
Il libro sostiene che il femminismo è spesso incorporato e strumentalizzato piuttosto che rifiutato nella cultura postfemminista. Ciò significa che le idee femministe vengono spesso adottate e utilizzate in modo selettivo per supportare obiettivi individualistici piuttosto che un cambiamento sociale collettivo. L’autrice sostiene che questo è evidente nei blog che analizza, che spesso promuovono l’autoaffermazione e la sicurezza come aspetti desiderabili della femminilità, ma non affrontano questioni strutturali più ampie come la disuguaglianza economica o la violenza di genere. Il libro evidenzia l’importanza della piacevolezza e della parentela nella cultura postfemminista e suggerisce che ciò abbia portato a una forma di femminismo “da ragazza” che enfatizza l’inclusività e il sostegno reciproco. L’autrice sostiene che questo tipo di femminismo, sebbene potenzialmente positivo in alcuni aspetti, può anche servire a mettere a tacere le critiche e a perpetuare l’idea che le donne debbano essere “simpatiche” e “non minacciose” per essere prese sul serio. Il libro esamina il ruolo dei media digitali nel plasmare la femminilità contemporanea e sostiene che piattaforme come Tumblr possono fornire spazi per alle donne per costruire identità ed esprimere se stesse, ma possono anche rafforzare norme e aspettative di genere ristrette. Ad esempio, l’autrice scopre che i blog che analizza spesso promuovono un ideale di femminilità “imperfetta ma ottimista” che si concentra sulla gestione delle insicurezze e delle battute d’arresto in un modo socialmente accettabile. In sintesi, il libro sostiene che la relazione tra femminilità e femminismo nella cultura contemporanea è complessa e sfaccettata. Suggerisce che mentre il femminismo ha avuto un impatto significativo sulle aspettative e sulle opportunità delle donne, è stato anche incorporato e trasformato in modi che possono servire a rafforzare, piuttosto che a sfidare, le norme e le disuguaglianze di genere.In che modo il libro considera l’influenza della cultura neoliberista sulle pratiche di femminilità online?
Ecco alcuni modi in cui il libro “Gender and Relatability in Digital Culture” considera l’influenza della cultura neoliberista sulle pratiche di femminilità online:
Il libro sostiene che la cultura neoliberista, con la sua enfasi sull’individualismo, sulla concorrenza e sull’auto-ottimizzazione, ha portato a una forma di femminilità che è profondamente intrecciata con il lavoro. Le donne sono incoraggiate a presentarsi come individui capaci, ambiziosi e di successo, e questo lavoro di auto-miglioramento si estende alla sfera online.
I blog analizzati nel libro mostrano come le giovani donne si impegnino in un lavoro affettivo per presentarsi come “imperfette ma ottimista” e “piacevolmente nella media”, in linea con le aspettative neoliberiste. Ad esempio, le blogger scherzano sulle loro insicurezze, sulle battute d’arresto e sui fallimenti, ma lo fanno sempre in un modo che suggerisce che hanno il controllo delle proprie emozioni e che sono in grado di trasformare le esperienze negative in risultati positivi.
Il libro sottolinea come i media digitali, in particolare piattaforme come Tumblr, siano diventati luoghi chiave in cui le donne negoziano le pressioni e le aspettative della femminilità neoliberista. Queste piattaforme offrono opportunità per l’auto-espressione e la connessione, ma operano anche all’interno di strutture e logiche di mercato che incoraggiano l’auto-branding, la commercializzazione dell’intimità e la costante ricerca di valore e visibilità. In sintesi, il libro sostiene che la cultura neoliberista ha avuto una profonda influenza sulle pratiche di femminilità online, incoraggiando le donne a vedere se stesse come progetti da gestire e migliorare costantemente, e a utilizzare i media digitali come strumenti per costruire un marchio personale attraente e di successo.
In che modo questo libro mette in discussione la relazione tra femminilità e femminismo?
Ecco alcuni modi in cui il libro “Gender and Relatability in Digital Culture” mette in discussione la relazione tra femminilità e femminismo:
Il libro sostiene che il femminismo è spesso incorporato e strumentalizzato piuttosto che rifiutato nella cultura postfemminista. Ciò significa che le idee femministe vengono spesso adottate e utilizzate in modo selettivo per supportare obiettivi individualistici piuttosto che un cambiamento sociale collettivo. L’autrice sostiene che questo è evidente nei blog che analizza, che spesso promuovono l’autoaffermazione e la sicurezza come aspetti desiderabili della femminilità, ma non affrontano questioni strutturali più ampie come la disuguaglianza economica o la violenza di genere.
Il libro evidenzia l’importanza della piacevolezza e della parentela nella cultura postfemminista e suggerisce che ciò abbia portato a una forma di femminismo “da ragazza” che enfatizza l’inclusività e il sostegno reciproco. L’autrice sostiene che questo tipo di femminismo, sebbene potenzialmente positivo in alcuni aspetti, può anche servire a mettere a tacere le critiche e a perpetuare l’idea che le donne debbano essere “simpatiche” e “non minacciose” per essere prese sul serio.
Il libro esamina il ruolo dei media digitali nel plasmare la femminilità contemporanea e sostiene che piattaforme come Tumblr possono fornire spazi per alle donne per costruire identità ed esprimere se stesse, ma possono anche rafforzare norme e aspettative di genere ristrette. Ad esempio, l’autrice scopre che i blog che analizza spesso promuovono un ideale di femminilità “imperfetta ma ottimista” che si concentra sulla gestione delle insicurezze e delle battute d’arresto in un modo socialmente accettabile.
In sintesi, il libro sostiene che la relazione tra femminilità e femminismo nella cultura contemporanea è complessa e sfaccettata. Suggerisce che mentre il femminismo ha avuto un impatto significativo sulle aspettative e sulle opportunità delle donne, è stato anche incorporato e trasformato in modi che possono servire a rafforzare, piuttosto che a sfidare, le norme e le disuguaglianze di genere.
In che modo il libro considera l’influenza della cultura neoliberista sulle pratiche di femminilità online?
Ecco alcuni modi in cui il libro “Gender and Relatability in Digital Culture” considera l’influenza della cultura neoliberista sulle pratiche di femminilità online:
Il libro sostiene che la cultura neoliberista, con la sua enfasi sull’individualismo, sulla concorrenza e sull’auto-ottimizzazione, ha portato a una forma di femminilità che è profondamente intrecciata con il lavoro. Le donne sono incoraggiate a presentarsi come individui capaci, ambiziosi e di successo, e questo lavoro di auto-miglioramento si estende alla sfera online.
I blog analizzati nel libro mostrano come le giovani donne si impegnino in un lavoro affettivo per presentarsi come “imperfette ma ottimista” e “piacevolmente nella media”, in linea con le aspettative neoliberiste. Ad esempio, le blogger scherzano sulle loro insicurezze, sulle battute d’arresto e sui fallimenti, ma lo fanno sempre in un modo che suggerisce che hanno il controllo delle proprie emozioni e che sono in grado di trasformare le esperienze negative in risultati positivi.
Il libro sottolinea come i media digitali, in particolare piattaforme come Tumblr, siano diventati luoghi chiave in cui le donne negoziano le pressioni e le aspettative della femminilità neoliberista. Queste piattaforme offrono opportunità per l’auto-espressione e la connessione, ma operano anche all’interno di strutture e logiche di mercato che incoraggiano l’auto-branding, la commercializzazione dell’intimità e la costante ricerca di valore e visibilità.
In sintesi, il libro sostiene che la cultura neoliberista ha avuto una profonda influenza sulle pratiche di femminilità online, incoraggiando le donne a vedere se stesse come progetti da gestire e migliorare costantemente, e a utilizzare i media digitali come strumenti per costruire un marchio personale attraente e di successo.
Come viene definito il “contratto sessuale postfemminista” nel libro?
Ecco come il libro definisce il “contratto sessuale postfemminista”:
Il libro cita la concettualizzazione di Angela McRobbie del “contratto sessuale postfemminista” come un patto in cui alcune femminilità, che meglio esprimono le nozioni di capacità neoliberali, sono in grado di farsi avanti, sulla base della scomparsa del femminismo. Queste donne, che McRobbie chiama “ragazze di successo”, sono lodate per le loro capacità economiche sia produttive che riproduttive. Tuttavia, le luminosità che le rendono visibili accordano anche uno spazio di agenzia molto circoscritto.
Il libro continua affermando che McRobbie caratterizza il contratto sessuale postfemminista come un affare in cui certe femminilità – le “ragazze di successo” – sono in grado di emergere a condizione che il femminismo scompaia. In questo patto, le giovani donne sono figure idealizzate del potere che hanno interiorizzato l’autogoverno e si impegnano in un’intensa autoregolamentazione neoliberista per raggiungere una fantasia di bella vita.
Il libro afferma che il contratto sessuale postfemminista può essere cambiato un po’. Mentre le “ragazze toste” o le “ragazze di successo” degli anni 2000 venivano presentate come robuste individualiste, le attuali condizioni del contratto sessuale possono richiedere una maggiore apertura emotiva e interdipendenza. Questo spostamento è in parte dovuto all’ascesa della cultura della recessione, che ha portato a nuove insicurezze economiche e alla necessità per le donne di fare affidamento sulle reti sociali per il sostegno.
In sintesi, il libro sostiene che il “contratto sessuale postfemminista” è un insieme di aspettative e norme di genere che sono plasmate dalla cultura neoliberista. Questo contratto richiede alle donne di essere ambiziose e di successo, ma anche di essere attraenti e piacevoli. Devono anche essere in grado di gestire le proprie emozioni e di presentarsi come “imperfette ma ottimiste”. Il libro suggerisce che il contratto sessuale postfemminista è in continua evoluzione e che le giovani donne di oggi stanno negoziando le sue esigenze in modi nuovi e complessi.