- personal computer;
- smartphone;
- oggetti indossabili;
- droni;
- smart city;
- dispositivi di assistenza domestica, “in ascolto”;
- elettrodomestici elettronici, a vocazione strumentale, ma predisposti a “spiare” e a essere attivati da terzi.
La computerizzazione del mondo finora è avvenuta in larga parte sottotraccia, con al limite qualche preoccupazione per la privacy delle persone. In realtà, è un processo di importanza capitale per il futuro delle nostre società, un processo di cui – senza minimizzarne i potenziali benefici – vanno problematizzati tutti gli aspetti (…) dovremmo democraticamente decidere se, quando, come e a beneficio di chi computerizzare persone, spazi e oggetti, dando massima priorità alla trasparenza e alla libertà – non solo di scelta – delle persone. (J. C. De Martin, “Inseparabili dai computer, la minaccia che non vediamo“, IL MANIFESTO, 22.9.2024)