Gioco di sostituzione

La caccia alle streghe illustra bene il lato oscuro della creazione di una sfera informativa. Come le discussioni rabbiniche del Talmud e quelle scolastiche delle Scritture cristiane, la caccia alle streghe era alimentata da un oceano di informazioni in espansione che, invece di rappresentare la realtà, ne creavano una nuova. Le streghe non erano una realtà oggettiva. Nessuno nell’Europa moderna faceva sesso con Satana o era in grado di volare su scope e scatenare grandinate. Ma le streghe divennero una realtà intersoggettiva. Come accade per il denaro, le streghe erano rese realtà dallo scambio di informazioni sulle streghe. Un’intera burocrazia della caccia alle streghe si dedicò a questi scambi. Teologi, avvocati, inquisitori e proprietari di tipografie si guadagnavano da vivere raccogliendo e producendo informazioni sulle streghe, catalogando diverse specie di streghe, studiando il loro comportamento e consigliando come smascherarle e sconfiggerle. I cacciatori di streghe professionisti offrivano i loro servizi a governi e comuni, facendosi pagare ingenti somme di denaro. Gli archivi si riempirono di rapporti dettagliati sulle spedizioni a caccia di streghe, di verbali dei processi alle streghe e di lunghe confessioni estorte alle presunte streghe. Gli esperti cacciatori di streghe usavano tutti questi dati per affinare ulteriormente le loro teorie. Come gli studiosi che discutevano sulla corretta interpretazione delle scritture sacre, i cacciatori di streghe discutevano sulla corretta interpretazione del Martello delle streghe e di altri libri influenti. La burocrazia della caccia alle streghe fece ciò che la burocrazia fa spesso: inventò la categoria intersoggettiva delle “streghe” e la impose alla realtà. Stampò persino dei moduli, con accuse e confessioni di stregoneria standard e spazi vuoti per le date, i nomi e la firma dell’accusato. Tutte queste informazioni producevano molto ordine e potere; per certe persone erano un mezzo per acquisire autorità e per la società nel suo complesso un modo per disciplinare i suoi membri. Ma tutto ciò non ha prodotto né verità né saggezza. Man mano che la burocrazia della caccia alle streghe generava sempre più informazioni, diventava sempre più difficile liquidarle come pura fantasia. È possibile che l’intero serbatoio di dati sulla caccia alle streghe non contenesse un solo granello di verità? Che dire di tutti quei libri scritti da dotti ecclesiastici? E di tutti quei protocolli dei processi condotti da stimati giudici? E di quelle decine di migliaia di confessioni documentate? La nuova realtà intersoggettiva era così convincente che persino alcune persone accusate di stregoneria arrivarono a credere di essere parte di una cospirazione satanica mondiale. Se lo dicevano tutti, doveva essere vero. (…) agli esseri umani capita di adottare falsi ricordi. Almeno alcuni dei primi europei moderni sognavano o fantasticavano di evocare demoni, fare sesso con Satana e praticare la stregoneria e, quando venivano accusati di essere streghe, confondevano i loro sogni e le loro fantasie con la realtà. (Y. N. Harari, “Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA”)

Sostituendo “caccia alle streghe” e concetti implicati con “intelligenza artificiale” e concetti derivati, ci si diverte e si riflette…