Paolo Vernaglione Berardi afferma:
Con la deflagrante crisi finanziaria del 2001 Silicon Valley precipita e inizia una nuova fase di privatizzazione di internet con l’impiego di ingenti capitali e l’istituzione del web 2.0, cioè di quelle imprese che, ricorda l’ attivista Tiziana Terranova in Dopo Internet, erano sopravvissute al crollo del NASDAQ. Con la nascita dell’e-commerce e la chiusura proprietaria della rete, il produttore-consumatore incensato e oltraggiato negli scorsi anni Novanta, diviene il soggetto della macchina informatica. La produzione di merci è produzione di soggettività, ma non al modo della subordinazione totale del lavoro al capitale, bensì della cattura microfisica di spazi, tempi, desideri e attività che opera sui corpi e produce macchine intelligenti. Questa grande trasformazione, che la teoria critica fino a quando è esistita non ha letto, è stata intuita e narrata dalla fantascienza e dalla letteratura cyberpunk, da Bruce Sterling a William Gibson, e dal cinema, che sono stati importanti agenti di proficua contaminazione dell’immaginario e sono i veri indicatori storici dei processi di astrazione e di estrazione della macchina cibernetica. L’hacker è diventato influencer (…), ma, aggiungiamo, deve esser passato per la cybersecurity al servizio di governi e multinazionali; il «libero» produttore di contenuti digitali è diventato promotore di eventi e forme di vita alternative del tutto integrate in una spontanea normalità; il semplice «utente critico», una volta prosumer, invece che aver intensificato la vita della mente, è diventato il demente digitale; l’eventuale diritto generato dalla ricchezza informatica, come sosteneva Yochai Benkler, è scomparso ed è riprodotto dai meganetwork negli slogan sulla libertà. Tra la crisi del 2001 e quella del 2008 il capitalismo delle piattaforme assume la forma del network di servizi ed entertainment. Il lavoro libero e gratuito degli utenti viene riconvertito in risorse accumulate in archivi di dati. Si costituiscono network globali e i mercati dell’elettronica si unificano. La rete mondiale viene implementata e crescono la grafica digitale e la produzione smaterializzata. Internet diviene veicolo e infrastruttura della globalizzazione. La rete muta in superfice di sorveglianza ed espropriazione dei dati personali.