Descrivere i dispositivi digitali come prodotti sociali a prevalente impianto capitalistico e svelarne le ambiguità in modo emancipato e con scopo emancipante è dovere politico-culturale di una critica radicale della "platform society", capace di decostruire mediante cortocircuiti concettuali l'inganno tecno-liberista della "società della conoscenza sorvegliata" e dell'estrattivismo.
Gli organismi sono invece unità operanti in ecosistemi e in formazioni storiche o sociali date punto;
Gli aggregati digitali sono differenti anche dagli altri oggetti tecnici non digitali e non interconnessi perché devono poter comunicare con cloud remoti oltre che con utenti
Sono quindi oggetti connettivi entro reti di comunicazione con vocazione a scambio di informazioni ma anche a predazione dei dati;
Gli aggregati artificiali sono caratterizzati da configurazione opaca delle funzioni che effettivamente mettono in atto;
L’implicazione bio antropologica dell’interazione vede l’interferenza delle macchine intelligenti sulla organizzazione cognitiva e neurologica degli utilizzatori. (Adattamento daR. Curcio, “Intelligenze artificiali e intelligenze sociali”)