Argomenta Curcio:
Tra i consumatori delle informazioni e gli accadimenti (…) si ergeva un’intermediazione di sovra-indicazioni assai stratificata – governi, agenzie di informazione, gruppi editoriali, testate giornalistiche, radiofoniche e televisive, giornalisti eccetera -: uno pseudo ambiente che, nella misura in cui fosse stato ritenuto veritiero, sarebbe poi stato assunto dall’utente proprio come se fosse stato l’ambiente stesso (…) Il consumatore degli pseudo-ambienti, se ne avesse accreditato il contenuto, li avrebbe poi anche assunti, almeno tendenzialmente, come guida del proprio comportamento. Questa tendenza oggi moltiplica esponenzialmente il suo carattere paradossale perché l’utente di una macchina-IA generativa è assolutamente anche utente di uno o più social network. Sicché oltre che nel suo “intorno sociale” egli tenderà a scaricare le sue reazioni anche nella babele dei network de-territorializati, implementata a sua volta da altre macchine-IA, spingendo in tal modo la virtualità improbabile degli pseudo ambienti al parossismo. (R. Curcio, “Intelligenze artificiali e intelligenze sociali”)